Dopo aver visto i primi pieghevoli destinati ad arrivare sul mercato, e prima ancora di avere la possibilità di toccarli con mano, lo avevamo già messo nero su bianco con chiarezza:

Un aspetto non indifferente sarà nella capacità dei due device di mantenere pulita la cerniera: l’ingresso di polvere potrebbe essere un problema deleterio per device che fanno della dinamica di apertura e chiusura il loro aspetto centrale.

La cerniera che abilita la piega e che ha il compito di fungere da supporto per la pellicola del display, infatti, rappresenta il punto forte del dispositivo (per il marketing) ed il punto debole del progetto (per gli ingegneri incaricati di gestirne la complessa dinamica di apertura e chiusura). Con maggior tempo, maggiori test e maggior esperienza, ne siamo certi, nessun problema sarebbe mai occorso. Invece la fretta dettata dall’alta concorrenza sul mercato ha portato Samsung e Huawei ad una corsa contro il tempo che ha già portato il Galaxy Fold a deragliare all’ultima curva. Ed ora si attende al varco anche il Mate X.

Galaxy Fold, i problemi sono due

Quale sia esattamente la causa dei problemi del Galaxy Fold non è ancora chiaro, ma tra le righe del comunicato ufficiale Samsung si desume che i problemi possano essere due, differenti e distinti. Il primo è legato alla cerniera:

Dai primi risultati delle indagini in merito ai problemi del display riportati è emerso che potrebbero essere associati alle aree esposte al di sopra e al di sotto della cerniera.

Il modo in cui Samsung ha pensato il proprio device espone infatti il tutto ad un pericolo: se la scocca che protegge la cerniera non riesce ad essere completamente stagna rispetto agli agenti esterni, il dispositivo si presta facilmente a frizioni indesiderate in grado di rovinare il meccanismo di apertura e la delicata elettronica del display.

Samsung Fold chiuso

Huawei ha fatto una scelta contraria, usando lo stesso display per proteggere la cerniera, ma esponendo giocoforza lo schermo stesso a urti e frizioni con superfici terze: quale sia la resistenza del Mate X a questo tipo di sollecitazioni è cosa ad oggi ancora tutta da dimostrare.

Il secondo problema del Fold è correlato a non meglio precisate sostanze, qualcosa che potrebbe essere collegato ipoteticamente al punto di contatto tra lo schermo vero e proprio e la sua pellicola protettiva:

Si è anche verificato un caso in cui sostanze presenti nel dispositivo hanno influenzato le performance dello schermo.

Samsung parla in tal caso di circostanza isolata, ma non è al momento possibile capire se trattasi di uno dei difetti testimoniati dai primi reporter d’oltreoceano che hanno avuto a disposizione il device per un approfondito hands-on. L’unica cosa chiara è che il Fold non è maturo, tanto che il gruppo si è trovato a dover annunciare un doloroso rinvio quando ormai la macchina di immissione sul mercato era ormai lanciata. I giornalisti rimasti folgorati sulla strada del pieghevole dovranno ammorbidire i propri punti esclamativi di fronte al pragmatismo di display fragili, cerniere incerte e un concept generale che (pur se affascinante) deve dimostrare di saper anche convincere.

Samsung non ha ancora perso la guerra

La guerra dei pieghevoli è ancora lunga e, sebbene sia chiaro come Samsung abbia perso la prima battaglia, i giudizi su chi vincerà la guerra conviene rinviarli a data da destinarsi. Se il gruppo coreano rinvia il proprio esordio di qualche settimane, evidentemente in attesa di trovare soluzioni di garanzia per i propri Fold, Huawei ancora deve presentarsi all’esame per dimostrare la bontà dei propri Mate X. Se Huawei non avrà problemi di gioventù per cui pagare il conto, allora il primo round andrà all’azienda cinese che avrà una ghiotta opportunità per ampliare ulteriormente la propria influenza sul mercato mobile internazionale.

La realtà è però quella di device che ancora hanno tutto da dimostrare: a cosa serve realmente un pieghevole? Quale la loro killer application? Quale l’utilità in grado di motivare e supportare realmente l’altissimo costo previsto per dispositivi di questo tipo? Ma soprattutto: l’utente può fidarsi di un display che si piega? Dietro questi punti interrogativi c’è il futuro dei pieghevoli. Il presente racconta di un Fold in difficoltà e di un Mate X che ambisce al sorpasso.

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