Dopo il fallimento del sogno della
telefonia mobile satellitare, le due società che avevano a lungo inseguito tale
obiettivo, si sono ritrovate con l’acqua alla gola. Prima Iridium, poi Globalstar,
non sono riuscite a fare fruttare i propri satelliti geostazionari, mandati
in orbita con un enorme spreco di denaro. I satelliti ancora restano al loro
posto, ma i clienti che utilizzano un cellulare satellitare sono sempre meno.

La diffusione del sistema GSM ha
reso sempre meno necessario avere un telefono da agganciare al satellite e,
se proprio si fa parte delle categoria di persone che si recano spesso nel deserto
del Sahara, il vecchio sistema Inmarsat si comporta ancora egregiamente, non
avrà dei terminali all’ultima moda come Iridium o Globalstar, ma funziona sempre
e costa meno.

I vertici delle due aziende stanno
pensando a come recuperare, almeno in parte, le somme spese. Ecco, quindi, l’idea.
Vista la crisi delle aziende del settore Internet, soprattutto negli USA, e
la conseguente diminuzione dell’area coperta dalla banda larga, l’intenzione
è quella di fornire servizi Internet via satellite, disponibili, quindi, anche
in quelle zone non coperte via terra.

Le possibilità di diffusione di tale
servizio, inoltre, sono pressoché illimitate, vista anche la situazione dei
collegamenti Internet nel resto del Mondo. Un’altra interessante possibilità
è l’affitto degli slots, presenti sui satelliti, a scopi televisivi. Si calcola
che ogni slot della TV via satellite renda circa 5 miliardi di dollari l’anno.
Si capisce come una risorsa del genere, che oltretutto è alquanto scarsa, visto
l’esiguo numero di satelliti attualmente in orbita, possa essere sfruttata da
aziende in difficoltà.

Vedremo forse tra poco Globalstar
Television e ci collegheremo ad Internet con Iridiumnet? Se non ci sarà un’improvvisa
impennata nelle vendite di cellulari satellitari, questa possibilità non è da
escludere.