Abbiamo messo a confronto i due nuovi smartphone della linea P di Huawei. Quale scegliere? E come va la fotocamera posteriore doppia?

Huawei rilancia: dopo aver riscosso un buon successo col P8 nel corso del 2015, per il 2016 ha deciso di raddoppiare l’offerta nella fascia alta del mercato. Quest’anno sono due gli smartphone della linea P, e accanto al P9 troviamo anche il P9 Plus che condivide quasi tutto col fratello gemello. Le differenze sono nei dettagli e nelle misure, ma abbiamo deciso di raccontare assieme i due dispositivi per una semplice ragione: in questo modo chi è in dubbio su quale dei due scegliere per sé avrà modo di comprendere fino in fondo quali sono i vantaggi del più compatto P9 e quali quelli del più equipaggiato P9 Plus.

Le confezioni di vendita dei due dispositivi sono pressoché identiche, e si differenziano in modo drastico da quelle del P8 dello scorso anno. A cominciare dai colori: era nera quella del P8, bianco il colore dominante quest’anno. In bella mostra sul coperchio c’è anche il logo Leica, una delle novità più importanti dell’allestimento hardware di quest’anno, frutto di un accordo tra Huawei e l’azienda svizzero-tedesca che ha infuso nuova linfa al già buon comparto fotografico visto sul P8. Dentro la scatola troviamo un corredo classico: caricabatterie da 2A, compatibile con la tecnologia QuickCharge, coppia di auricolari stereo con telecomando, la graffetta (pin, spillino: chiamatela come volete) per estrarre il vassoio per nano-SIM e MicroSD, e infine una manualistica di base. 

Manca, rispetto al Mate S, una custodia offerta direttamente nella confezione. Da sottolineare, infine, un particolare: il cavo fornito in dotazione è un USB standard a un capo, e un USB Tipo-C dall’altro. Huawei ha fatto una scelta che riteniamo lungimirante, e ha optato per questa nuova interfaccia che, ricordiamo, non ha un verso di inserimento come capitava con il connettore precedente: la comodità in termini pratici è notevole.

Ci sono differenze evidenti tra Huawei P9 e P9 Plus, a cominciare dalle misure ma che si allargano anche alle colorazioni disponibili: il trattamento adottato per il P9 è più simile a quello dello scorso anno sul P8, con una finitura sabbiata molto piacevole al tatto e due colori disponibili (Mystic Silver con frontale bianco, Titanium Grey con frontale nero) per il mercato italiano. Il P9 Plus sarà disponibile, almeno inizialmente, in un solo colore: Quartz Grey, che ricorda molto il grigio del P9 ma adotta una finitura diversa e più lucida per l’alluminio della scocca. Cambiano anche alcune caratteristiche hardware tra i due smartphone, ma questo aspetto lo vedremo più avanti.

Se tra P7 e P8 c’era stato un cambiamento significativo nel design, quest’anno il P9 è invece un’evoluzione (molto riuscita) del design dello scorso anno. L’impostazione molto squadrata del 2015 lascia spazio a un approccio più delicato e slanciato: bordi arrotondati sia per lo schermo che per il posteriore, spessore minimo e finiture ancora più curate che sul modello precedente. Non cambiano in modo significativo i materiali, e la cifra stilistica è la stessa: ma la sensazione che si ricava impugnando il modello 2016 è davvero ottima.

Il corpo è completamente in alluminio come lo scorso anno, con finitura sabbiata nel modello P9 e più liscia nel P9 Plus: come abbiamo detto cambiano anche leggermente i colori, anche se manca il più bello di tutti (Ceramic White) che non sappiamo se arriverà prossimamente sul mercato italiano ufficialmente. Lo spessore ridotto rispetto allo scorso anno regala una sensazione di leggerezza notevole impugnando il P9, anche grazie alla decisione di aggiungere una finitura diamantata ai bordi che rendono l’impugnatura più gradevole. Leggermente più grande il P9 Plus, ma l’ergonomia resta ugualmente buona.

Sul posteriore rimane invariato il design: c’è sempre una cornice di vetro attorno alla fotocamera, che però quest’anno è doppia – vedremo più avanti cosa ha in serbo Huawei per questo P9 – ed è abbinata a un flash LED doppio e un sensore laser per la messa a fuoco. Accanto ci sono riportate le informazioni delle ottiche Leica montate quest’anno: anche questo un tema che approfondiremo in seguito, ma qui anticipiamo che la lunghezza focale è da 27mm e l’apertura f/2,2. Poco più sotto, allineato sull’asse verticale, il sensore di impronte digitali: mancava sul P8, quest’anno fa il suo debutto su questa categoria di smartphone.

Frontale molto pulito, ma qui si vedono le prime differenze tra P9 e P9 Plus: cominciamo col dire che lo schermo è da 5,2 pollici per il primo (tecnologia IPS) e da 5,5 per il secondo (AMOLED), ma ci sono altre piccole differenze per quanto attiene la disposizione degli elementi tra cui spicca il posizionamento del LED RGB di notifica. Integrato nella capsula auricolare del P9, spostato sulla destra sul P9 Plus. Sempre in alto ci sono ovviamente sensori di luminosità e prossimità, e la fotocamera frontale da 8 megapixel (sulle cui caratteristiche torniamo più avanti). Niente tasti fisici, come lo scorso anno, e non sono previste pellicole particolari (mai arrivate in Europa) come invece capitava col P8. Da sottolineare un aspetto peculiare di questo P9: il vetro in Gorilla Glass 4, con bordi arrotondati (2.5D), è davvero molto gradevole al tatto e risulta piacevole da usare.

Le due fiancate destra e sinistra sono identiche sui due modelli: sulla sinistra c’è il vassoio che ospita una nano-SIM e una microSD (il modello dual-SIM anche quest’anno non pare ci sia ufficialmente sul mercato italiano), sulla destra il pulsante di accensione/standby e il bilanciere per la regolazione del volume. Una piccola differenza estetica in effetti c’è: il tasto di accensione del P9 Plus è ornato da una leggera finitura rossa, e alla prima occhiata è il particolare che più distingue i due modelli l’uno dall’altro.

Identico il bordo inferiore: al centro il connettore USB Tipo-C, ai lati uno speaker dietro una griglia e il microfono principale, accanto a quest’ultimo il jack audio da 3,5 millimetri. In alto una piccola differenza: c’è il microfono secondario su entrambe le unità, ma in più il P9 Plus ha anche un emettitore a infrarossi che lo rende un telecomando universale.

Veniamo alle misure. Partiamo dal più compatto P9: 145x 70,9 millimetri la superficie frontale, 6,95 millimetri lo spessore e 144 grammi il peso. Curiosamente il peso è identico a quello del P8, così come il resto delle misure. Ricordiamo che il telaio è unibody, quindi completamente sigillato ma privo di qualsiasi certificazione per l’impermeabilità: al suo interno troviamo una batteria da 3.000mAh.

Con lo schermo da 5,5 pollici, inevitabilmente il P9 Plus è un po’ più grosso: 152,3×75,3 la superficie frontale, appena 6,98 millimetri lo spessore e un peso tutto sommato contenuto pari a 162 grammi. Nonostante sia più ingombrante e meno tascabile rispetto al fratello minore, rimane comunque un terminale snello ed ergonomicamente valido: questo è senz’altro, comunque, uno dei parametri per scegliere l’uno o l’altro terminale, tenuto anche conto che in questo caso la batteria integrata è da 3.400mAh.

Tra i parametri utili a distinguere e scegliere tra P9 e P9 Plus, Huawei non ha (probabilmente per scelta consapevole) inserito il processore: entrambi gli smartphone montano un HiSilicon Kirin 955, octa-core moderno con una architettura big.LITTLE che coniuga quatto core Cortex-A72 che viaggiano fino a 2,5GHz con altrettanti Cortex-A53. La GPU è una Mali-T880, buona scelta per quanto riguarda le prestazioni grafiche: gestire la risoluzione FullHD dello schermo non è mai un problema, e nel complesso lo smartphone mostra sempre buone prestazioni.

Le prime differenze si iniziano a vedere con la dotazione di memoria. Le versioni importate ufficialmente in Italia sono di fatto soltanto due: il P9 è disponibile nell’allestimento 3GB di RAM e 32GB di storage integrato (espandibile), mentre il P9 Plus arriva già con 64GB di storage e fa crescere la RAM fino a 4GB. Possiamo anticipare che sul piano pratico non si avvertono differenze particolari nella vita quotidiana, ma naturalmente gli utenti più esigenti dovrebbero immediatamente puntare alla versione Plus che risulta senz’altro meglio carrozzata.

Un’altra differenza sostanziale tra i due P9 è la tecnologia dello schermo: IPS per il P9 standard, mentre AMOLED per il P9 Plus. Quest’ultimo, inoltre, è dotato anche delle funzioni Press Touch: ovvero, come già visto su alcune varianti del Mate S e sull’iPhone 6s di Apple, registra i livelli di pressione esercitati sullo schermo e permette di raggiungere rapidamente alcune funzioni interne delle app compatibili tramite scorciatoie. Sul piano pratico c’è una differenza in termini di resa dei colori e angolo di visione tra IPS e AMOLED: lo schermo del P9 è stato migliorato rispetto a quello del P8, ma il P9 Plus vanta senz’altro una resa (anche in termini energetici) superiore. La risoluzione non cambia: ciò rende all’apparenza un po’ più definito il pannello del P9, ma in questo caso parliamo davvero di un’inezia.

Sul piano della connettività quest’anno non ci sono compromessi: LTE Cat.6 con un supporto quasi totale alle bande disponibili, WiFi dual-band fino al protocollo 802.11ac, Bluetooth 4.2, NFC. Molto bene le prestazioni di tutti questi elementi, e Huawei ha raccontato in sede di presentazione che l’algoritmo che sovrintende alla gestione della doppia antenna è stato migliorato per garantire consumi inferiori e qualità del segnale superiore: da parte nostra possiamo confermare che soprattutto in presenza di roaming, ovvero quando si atterra in un paese diverso dal proprio, i tempi di registrazione sul network sono risultati decisamente buoni.

Altre differenze sul piano tecnico tra le due unità: come abbiamo detto il P9 Plus dispone di un emettitore infrarossi, ma in questo caso si tratta di un optional tutto sommato trascurabile per la maggior parte degli utenti. Più interessante il fatto che l’audio stereo di musica, filmati e giochi venga riprodotto sia sullo speaker di sistema che attraverso la capsula auricolare: in questo modo la pressione sonora generata dal P9 Plus aumenta, mentre per quanto riguarda il vivavoce rimane inalterato il funzionamento solo con lo speaker di sistema e dunque in linea con il P9 standard.

Veniamo alla prova su strada del P9 e del P9 Plus. Diciamo subito che entrambi montano la stessa versione di sistema operativo, Android 6.0 Marshmallow, e di interfaccia: la EMUI 4.1 non presenta differenze significative rispetto alla release precedente, fatta eccezione per una riorganizzazione generale delle voci nel menu impostazioni e qualche dettaglio estetico (come la percentuale della batteria integrata nell’icona della barra) che per lo più è anche figlio del cambio di versione del sistema operativo. Sempre ottime le utility fornite da Huawei: Gestione Telefono permette di ottimizzare il consumo di spazio nella memoria, l’app Benessere tiene conto abbastanza fedelmente dei movimenti del proprietario dello smartphone, il gestore dei temi è facile da usare e funzionale.

Sul piano pratico non si apprezzano differenze di sorta nell’uso dei due terminali: la EMUI è sempre molto fluida, come siamo ormai abituati da un paio di generazioni a questa parte, e se non vi infastidisce l’assenza del drawer e l’impostazione alla iOS con tutte icone delle app in bella mostra sulle home non avrete difficoltà. Qualche differenza si nota quando si tengono aperte davvero tantissime app e si passa continuamente da una all’altra: in quel caso i 4GB di RAM del Plus sono un tocco in più, ma per quanto riguarda l’elaborazione delle pagine Web attraverso il browser di default (Chrome), o la lettura della posta non ci sono davvero differenze tra i due terminali.

Stesso discorso per la qualità della connessione: P9 e P9 Plus montano le stesse antenne e lo stesso software, quindi il funzionamento è assolutamente analogo in tutte le circostanze. La qualità delle chiamate è buona e lo stesso dicasi per l’altoparlante che può fare anche da vivavoce: si riesce anche a parlare in macchina, pur se in autostrada quindi con grosso rumore di fondo. 

Da sottolineare la bontà del lettore di impronte digitali: è il migliore su piazza, questo è il nostro giudizio fuori dai denti, ed è ancora più rapido e preciso di quanto già lo fossero quelli del Mate S e del Nexus 6P.

Veniamo al comparto multimediale. Naturalmente il doppio speaker del P9 Plus, che si attiva lo ribadiamo solo quando si ascolta la musica, si guardano i video e si gioca (quindi niente chiamate), offre qualcosa in più in termini di resa generale: a questo si aggiunge uno schermo più ampio e la tecnologia AMOLED, che rendono i colori più vividi e garantiscono un intrattenimento superiore. Intrattenimento che è comunque molto buono anche sul P9: i tempi di caricamento dei giochi sono gli stessi, la risoluzione dello schermo identica, il gameplay sempre fluido grazie alla potenza del Kirin 955 e della GPU montata. I video girano perfettamente fluidi fino a 4K di risoluzione.

Sulla fotocamera torniamo tra un attimo, veniamo all’autonomia. Poca differenza di capacità tra i due dispositivi (3.000 nel P9 contro 3.400 per il Plus), che in teoria dovrebbe essere compensata dalla differenza nella diagonale dello schermo. Nella pratica dobbiamo dire che in realtà il P9 Plus sembra un telefono diverso dal P9: l’adozione della tecnologia AMOLED significa molto in termini di autonomia complessiva, e le prestazioni in questo senso premiano sicuramente il phablet rispetto al modello più compatto. Il P9 si difende bene, senza un uso intenso si arriva a sera senza difficoltà e la ricarica è molto rapida ed efficace: il P9 Plus però ha qualcosa di più, e dunque su questo aspetto non possiamo che sottolineare una delle differenze più significative tra i due telefoni gemelli.

Quest’anno abbiamo deciso di dedicare un’intera sezione della nostra recensione alla fotocamera del P9 e del P9 Plus: lo abbiamo fatto perché Huawei ha improntato tutta la sua presentazione e la campagna pubblicitaria dello smartphone su questa caratteristica, anche in virtù dell’accordo di collaborazione stipulato con Leica, e dunque ci è parso logico andare a verificare nella pratica quali siano le reali capacità del doppio sensore montato sul posteriore.

Prima trattiamo rapidamente la fotocamera anteriore: su entrambi i modelli è da 8 megapixel, ma mentre sul P9 è a fuoco fisso con una lente f/2,4, sul P9 Plus dispone di autofocus e di una lente più luminosa f/2. Sul piano pratico non ci è sembrato di cogliere una differenza tanto significativa, ma naturalmente i patiti dei selfie troveranno maggiore soddisfazione nel modello Plus. Su entrambi manca purtroppo il flash LED frontale.

Veniamo quindi, finalmente, alla fotocamera posteriore: doppia quest’anno, 12 megapixel per ciascun sensore, ma con una differenza molto significativa nella gestione del reticolo di pixel con cui sono formati. In generale tutti i sensori fotografici digitali registrano la quantità di luce che li investe, e attraverso alcuni algoritmi queste informazioni vengono elaborate e trasformate in una fotografia: la differenza tra i due sensori del P9 è costituita dal fatto che mentre uno adotta il classico schema RGB che scinde la luce in tre colori primari (rosso, verde e blu) per rappresentare il mondo nelle sfumature cromatiche, l’altro adotta invece uno schema in bianco e nero che esalta la gamma dinamica.

Vediamo di chiarire meglio questo aspetto tecnologico. I due sensori sono identici in fatto di numero di pixel, 12 megapixel ciascuno, e per riuscire a distribuire correttamente tra rosso, blu e verde i pixel di uno dobbiamo pensare che a ciascuno dei colori primari sia associato circa il 30 per cento dei pixel (in realtà non è così, ma nel nostro esempio questa approssimazione ci può stare): questo si traduce, sempre semplificando il concetto, in 4 megapixel di informazioni sul rosso, 4 sul verde e 4 sul blu. Combinate assieme, attraverso l’hardware dedicato presente a bordo del P9 e il software realizzato assieme a Leica, si crea una foto a colori come siamo abituati a vedere.

L’altro sensore, invece, non ha questa suddivisione tra tre colori: significa che tutti i 12 megapixel di cui è composto possono essere utilizzati esclusivamente per misurare un singolo valore (l’intensità della luce), e dunque idealmente il 100 per cento delle informazioni raccolte serviranno a comporre sempre tramite hardware e software l’immagine in bianco e nero finale. Come potrete verificare nella galleria di scatti abbinata a questa recensione, o guardando la videorecensione, il risultato pratico è che scattando col sensore in bianco e nero si riescono a ottenere foto con meno luce rispetto a quanto accade col sensore RGB.

Passiamo a un altro aspetto cruciale della doppia fotocamera: quanto lavorano assieme i due sensori? Purtroppo non abbiamo da fornire un’indicazione definitiva in merito: secondo quanto raccontato durante la presentazione, lo smartphone combina automaticamente le informazioni tratte da tutti e due i sensori per creare un’immagine unica (o in alternativa si può usare solo quello monocromatico per scatti in bianco e nero). Nella pratica diciamo subito che le foto del P9, e del P9 Plus, sono di ottimo livello: parliamo di uno smartphone con una nitidezza e una qualità dei colori eccellenti. Ma non siamo riusciti a stabilire, senza ombra di dubbio, quale sia l’effettivo contributo dei due sensori nel singolo scatto.

Quello che idealmente ha fatto Huawei è stato di mettere assieme quanto di buono già aveva sviluppato, aggiungere la messa a fuoco laser e la triangolazione spaziale tra i due sensori per velocizzare l’autofocus (ottimo), e rivolgersi a Leica per ottenere supporto per quanto riguarda il design delle ottiche e il bilanciamento complessivo degli scatti. Il risultato è, lo ripetiamo, ottimo: le foto del P9 sono cromaticamente appaganti (c’è anche una modalità che esalta i colori come sulle fotocamere Leica), raccolgono una gran quantità di dettagli, e i video sono decisamente migliorati rispetto al P8 (ma rimangono legati alla risoluzione massima FullHD e non arrivano all’eccellenza di Galaxy S7 e iPhone 6s). L’elaborazione degli scatti è rapida e la velocità di scatto in raffica raggiunge i 60fps.

Resta qualche dubbio sulle modalità di sfruttamento dei due sensori combinati: se si oscura quello monocromatico non pare che cambino in modo significativo le foto scattate in modalità classica – segno forse che non c’è un contributo pratico allo scatto finale – ma il telefono avvisa che non sarà possibile raccogliere le informazioni sulla profondità di campo e dunque l’autofocus risulta menomato. Bene gli scatti in RAW, disponibili nella modalità di scatto PRO che permette tra l’altro di regolare moltissimi parametri di ripresa. Da sottolineare che manca la stabilizzazione ottica dell’immagine: visto che ci sono due fotocamere che funzionano in parallelo ci hanno detto che tecnicamente sarebbe stato troppo complicato.

Come giudichiamo dunque la fotocamera del P9 e del P9 Plus? Si tratta di uno dei cellulari migliori da questo punto di vista tra tutti quelli che abbiamo provato, merita senz’altro di stare sul podio assieme ai pezzi grossi della categoria (Samsung, LG ed Apple), e l’interfaccia rinnovata quest’anno è tra le più semplici da usare sulla piazza. Non abbiamo trovato particolari limiti nell’utilizzo in tutte le condizioni di luce: bene si comporta di giorno e bene si comporta alla sera, soprattutto sfruttando le varie modalità di scatto creativo (light painting, scatto notturno, lo scatto in bianco e nero che è la novità di quest’anno) che ormai sono il marchio di fabbrica di Huawei.

Conclusioni un po’ più dettagliate di quanto siamo soliti fare per gli smartphone, visto che stiamo trattando ben due smartphone in un colpo solo. Iniziamo a valutare nel complesso il progetto P9, nome in codice EVA per il modello da 5,2 pollici e VIENNA per quello da 5,5: buoni passi avanti fatti da Huawei in questo anno trascorso dal lancio del P8, che di fatto ha segnato un punto di svolta per l’estetica e le funzionalità degli smartphone del marchio cinese. Il prodotto 2016 è qualitativamente indistinguibile dalle ammiraglie Samsung, Apple e LG: come dire, qualunque fosse il ritardo o la distanza che separavano questi marchi ora è totalmente colmata.

Le prestazioni del P9 sono molto interessanti: il Kirin 955 è un SoC maturo ed efficiente, consuma quanto i concorrenti Qualcomm e Samsung, offre prestazioni in linea e non fa rimpiangere in nessuna condizione la scelta autarchica di Huawei. La fotocamera, che è la funzione più pubblicizzata da Huawei, è effettivamente tra le migliori in circolazione: se volete uno smartphone che faccia belle fotografie, il P9 e il P9 Plus non vi deluderanno. L’assenza di uno schermo QuadHD (2K) francamente è una mancanza assolutamente trascurabile.

Non resta che stabilire quale sia il terminale migliore tra P9 e P9 Plus: evidentemente sulla carta vince il Plus, grazie allo schermo AMOLED con funzioni Press Touch, al doppio altoparlante, alla batteria maggiorata. Su questo non ci piove, e forse anche il rapporto prezzo/prestazioni tutto sommato è a favore del P9 Plus – ma sul prezzo torniamo tra un momento. L’unica discriminante sono le misure: il P9 è più compatto e la diagonale da 5,2 pollici è senz’altro quella più universale per quanto attiene l’ergonomia e la tascabilità. Se per voi le dimensioni contano, allora prendete in considerazione il P9: la mancanza di un emettitore infrarossi non costituisce di per sé un fattore di distinzione tale da pregiudicarne l’acquisto.

Il prezzo, dicevamo: quest’anno il prezzo di listino è salito ancora un po’, piazzandosi a 599 euro per il P9 e salendo fino a 699 per il P9 Plus. Valori che ormai orbitano attorno a quelli di iPhone e Galaxy S, anche se esattamente come tutti gli altri smartphone di fascia alta ci sono invitanti offerte in abbonamento con i vari operatori. Il discorso, però, si fa molto diverso se andiamo a valutare il prezzo su strada dei terminali.

Il P9 si trova già tranquillamente in vendita a 400 euro circa, uno sconto significativo (oltre il 30 per cento) rispetto al prezzo di listino: a quella cifra ci si porta a casa un terminale di fascia alta ma con un prezzo da fascia media. È un buon affare, soprattutto se siete soliti scattare molte foto con il cellulare e avete voglia di mettere alla prova le vostre capacità con scatti sempre più particolari.

Ancora più interessante il P9 Plus: a circa 530-550 euro ci si porta a casa un terminale con uno schermo di ottima qualità, un design molto curato e un’autonomia più che adeguata. Se solo ci fosse stata pure una cover nella confezione sarebbe stato un pacchetto davvero perfetto. Viste le differenze tecniche tra i due terminali, e visto il prezzo su strada del P9 Plus, se non avete problemi con le misure è senz’altro meglio optare per questo modello che ha anche più storage e più RAM a bordo.

Lo scorso anno avevamo concluso che il P8 era un "punto di arrivo” per Huawei: è stato così, e nel corso di questi 12 mesi i designer sono riusciti anche a togliere un po’ della vena asiatica dall’estetica di un terminale che oggi ormai è davvero di stampo e di gusto europeo. Huawei ha conquistato ormai stabilmente la terza piazza del settore e si candida, spavaldamente, a raggiungere la vetta entro pochi anni: se proseguirà sulla strada del P9 e del P9 Plus raccoglierà sicuramente molti successi.

Dati tecnici

Accessori
Tipo di sim card supportata Nano
Supporta On the GO per le periferiche USB
accessori per i wearable
Supporta e-sim
Supporta dual sim
Batteria
Velocità di ricarica in milliAmpere per ora (mAh) 3400
tipo di batteria Li-ion
Ricarica rapida
Ricarica wireless
Memoria
RAM 4 GB
Memoria interna 64 GB
Memoria esterna
Navigazione
GPS
Sistemi GPS supportati Glonass
Processore
Chipset Hisilicon Kirin 955 (8 core)
Processore 4xCortex-A53 + 4xCortex-A72
Rete mobile
Reti supportate EDGE,UMTS,HSUPA,LTE
Schermo
Diagonale 5,5"
Sistema operativo
Sistema Operativo Android 6.0 (Marshmallow)
Connettività
NFC
HDMI
Infrarossi
WiFi Tipo 5
USB Type-C v3.0
Bluetooth v4.2

Foto e video

Camera frontale
Risoluzione massima
* specifiche per sensore
Camera posteriore
Raw
Flash (cam. posteriore) Doppio LED
Risoluzione massima
Frame rate (fps) , cam. posteriore 60
Risoluzione massima video
* specifiche per sensore

Multimedia

Audio
DTS
aptX - presenza della tecnologia qualcomm per il BT wireless low latency
Dolby Atmos
Hi-Res Audio
Audio Stereo
Low Latency Audio
DAC Audio dedicato

Sensori

Biometria
Sblocco con riconoscimento facciale
Impronta digitale
Sensore impronta sotto il display
Riconoscimento iride
Fisici
Bussola
Barometro
Giroscopio
Accelerometro
Prossimità/Luminosità

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