Diverse volte è capitato di leggere sui giornali di smartphone che prendono fuoco da soli o di aerei che sono costretti ad attivare procedure di emergenza per principi di incendio a causa delle batterie.

Spesso (ma non sempre, a dire il vero) la motivazione è molto semplice: le batterie al litio sono altamente infiammabili. Un loro utilizzo scorretto o un difetto di fabbricazione può provocare addirittura piccole esplosioni.

Un gruppo di ricerca della University of North Carolina ha recentemente messo a punto un’evoluzione della batteria, realizzata sempre con lo stesso materiale – il litio – ma non infiammabile. Il motivo per cui le batterie al litio tradizionali rischiano di prendere fuoco risiede nel duplice fatto che sono pressurizzate e che sono dotate di un liquido, posto tra gli elettrodi positivo e negativo, altamente infiammabile.

La soluzione studiata dalla University of North Carolina prevede la sostituzione degli elettroliti infiammabili con il perfluoropolietere PFPE, un lubrificante non infiammabile attualmente impiegato in diversi settori industriali.

Il responsabile del gruppo, Joseph De Simone, ha affermato che “tali elettroliti non solo sono completamente non infiammabili, ma mostrano interessanti valori di trasferibilità ed una bassa polarizzazione elettrochimica, segno distintivo di una durata più lunga della batteria”.

Batterie al litio

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