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Premom ha venduto dati alla Cina: è polemica

Una delle più celebri applicazioni dedicate alla fertilità, Premom, avrebbe venduto dei dati sensibili a tre società cinesi di profilazione.

Premom, celeberrima applicazione per monitorare il ciclo mestruale, potrebbe aver ceduto i dati di diversi profili utente a società terze cinesi.

Premom: dati ceduti a terzi

Sono moltissime le donne che, per praticità, si affidano ad applicazioni per smartphone per tenere sotto controllo il proprio ciclo mestruale, soprattutto se sono alla ricerca di una gravidanza. Fra queste, rientra Premom.

Ad essere coinvolta nella cessione dei dati sarebbe la versione Android dell’applicazione, come sottolineato dall’International Digital Accountability Council (IDAC), organizzazione che si occupa di tutelare i consumatori. Secondo quanto evidenziato, le informazioni sarebbero state cedute a ben 3 società cinesi. Tutti i profili degli utenti sarebbero corredati di un codice univoco, anch’esso trasmesso, che renderebbe potenzialmente possibile tracciare anche altre informazioni degli utilizzatori dell’app, non direttamente collegate a Premom.

Lo scopo della raccolta dati sarebbe quella di profilare delle liste per scopi di marketing. Non a caso, delle tre società coinvolte nell’acquisto di dati, una sarebbe di proprietà del colosso dell’e-commerce Alibaba.

Intanto, la IDAC ha trasmesso le informazioni a Google, all’FTC e anche al procuratore generale dell’Illinois, dove c’è la sede centrale di Premom. Lo scopo è quello di analizzare il comportamento dell’applicazione per capire se questo possa in qualche modo violare le leggi foderali e anche i regolamenti di Big G.

Per il momento, la questione è ancora assolutamente aperta.

Fonte: The Verge
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Pubblicato il 21 ago 2020
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