Il nuovo Chromecast con Google TV può funzionare come un hub per lo streaming di xCloud di Microsoft… seppur questo non è realmente supportato; a patto che siate pronti per il sideload.

Chromecast: quando arriva il suppoto ufficiale a xCloud?

Specifichiamolo: la mancanza di supporto ufficiale significa che non ci sono garanzie su come girerà xCloud sul nuovo dispositivo. Un utente nel web sottolinea in un commento che i giochi sembrano funzionare ad una risoluzione di 720p, poiché l’app di Xbox Game Pass è progettata per i telefoni e non è ottimizzata per i televisori. Tuttavia, vi è la compatibilità per i controller Xbox accoppiati mediante Bluetooth.

Sebbene si possano riprodurre in streaming i giochi dal cloud di Microsoft, i colleghi di The Verge non sono riusciti a farlo in locale da una console Xbox;  hanno provato ad installare l’app di Xbox beta (che fornisce la funzionalità) ma hanno osservato che si bloccava ogni qualvolta che provavano ad aprirla.

Non è chiaro quando potremmo vedere il supporto ad xCloud in maniera ufficiale sul nuovo Chromecast; Google ha confermato che il servizio di Stadia sarà supportato ufficialmente nella prima metà del prossimo anno, pertanto, è improbabile che Microsoft rimanga indietro. Questa è un’ottima notizia per chiunque desideri un dispositivo economico da 50 dollari (da noi sono 70 €) per lo streaming dei videogames sulla proprio TV, soprattutto perché il nuovo gadget di Google è un prodotto davvero buono ed interessante.

Ricordiamo che, unitamente alla nuova Chromecast di ultima generazione, è arrivata anche la dichiarazione ufficiale del team di supporto di Stadia in cui viene ribadito che la piattaforma di streaming proprietaria non arriverà sul sistema operativo di Google TV prima del 2021.

Nella conferenza tenutasi ieri, l’azienda ha anche svelato il nuovo speaker che sostituisce – di fatto – il precedente Google Home; si chiama Nest Audio ed è un altoparlante smart dal costo di 99,99 € da noi in Italia e disponibile sul mercato dal 15 ottobre.

Infine, grande clamore vi è stato per i Pixel 5 e Pixel 4a 5G, i nuovi smartphone del colosso americano che segnano una vera e propria svolta nella politica distributiva dell’azienda; non più top di gamma, ma midrange premium ricchi di funzionalità esclusive. Anche se, ammettiamolo, Pixel 5 gode dell’assenza del Neural Core, del radar Soli, di un processore da flagship, di un fingerpint in-display e delle gestures della Motion Sense

Fonte:Twitter Chris Welch