Negli Stati Uniti, gli smartphone Android sono finalmente in grado di inviare automaticamente la posizione geografica durante una chiamata al 911. Una novità importante, che permetterà ai soccorsi di intervenire più velocemente in caso di necessità. All’interno dell'Unione Europea – ed dunque anche in Italia – questa possibilità non è ancora fornita da Google, ma ci sono sistemi alternativi.

Come funziona la nuova feature

Per riuscire nell'intento di condividere la posizione geografica in tempo reale con il 911 – tramite smartphone Android – Google ha stretto due partnership: una con il gestore telefonico T- Mobile e l'altra con l'azienda specializzata in servizi salvavita RapidSOS.

Entrambi gli accordi garantiranno la possibilità di inviare la geolocalizzazione in automatico al 911 nel momento in cui un utente telefona al numero d'emergenza. Chiaramente, T-Mobile offrirà il servizio solo ai propri clienti, mentre RapidSOS anche a tutti gli altri.

I canali di condivisione della posizione geografica saranno separati. Questo significa che se un cliente T-Mobile telefona al 911 in un'area coperta anche da RapidSOS, entrambi i servizi si attiveranno per inviare la posizione geografica al numero d'emergenza.

In realtà, Google ha ufficializzato il sistema di invio automatico dei dati relativi alla posizione geografica già nel 2016. Tuttavia, l'assenza di partnership ha reso impossibile l'utilizzo di ELS (Emergency Location Service) fino ad ora.

Il servizio è attivo automaticamente su tutti gli smartphone Android equipaggiati con una versione del sistema operativo pari o superiore alla 4.0. Non serve alcuna applicazione esterna o richiesta di attivazione.

Apple ci era già arrivata

iOS 12, la nuova versione del sistema operativo per iPhone ed iPad disponibile per il download da qualche giorno, offre già la possibilità di condividere la propria posizione geografica con il 911 a partire da quest'estate.

Il sistema si chiama HELO, funziona esclusivamente negli Stati Uniti, e sfrutta anch'esso una partnership con RapidSOS.

Anche nel caso di Apple il servizio di condivisione automatica della propria posizione geografica con il 911 esiste già da diverso tempo. Per la precisione dal 2015. Prima dell'accordo con la compagnia, il sistema era basato sulla trasmissione di dati ibridi, cioè derivanti dalle informazioni raccolte sia dal GPS che dal Wi-Fi.

L'importanza di un servizio salvavita

Avere a disposizione una feature che in automatico comunica con il centro emergenze e condivide i dati relativi alla posizione di chi sta chiedendo aiuto può letteralmente salvare la vita.

Durante i corsi di pronto soccorso insegnano che spesso le telefonate al 112 o al 118 sono fatte da chi è in stato di emergenza e spavento.  Il soggetto che chiama dimentica puntualmente di dire dove si trovi, raccontando unicamente cosa stia accadendo. 

Non solo, in alcuni casi chi telefona potrebbe non avere la forza fisica ed il tempo necessario per rendere nota la sua esatta posizione geografica. Tutte situazioni in cui l'intervento tempestivo dei soccorsi può evitare il peggio.

Un servizio di geolocalizzazione potrebbe dunque risolvere un problema estremamente concreto, consentendo alla persona che ha bisogno di aiuto di concentrarsi sui dati che in automatico non è possibile ottenere da parte di deve prestare soccorso.

Sebbene i vantaggi offerti da HELO ed ELS si vanifichino completamente nel caso la chiamata sia effettuata da un numero di telefono di rete fissa, la maggior parte delle telefonate (nel documento Apple si legge che negli USA è pari all'80%) parte da uno smartphone.

La situazione all'interno dell'Unione Europe ed il caso italiano

L'Unione Europea ha riconosciuto il 112 come Numero Unico per le Emergenze (NUE) da poter contattare in qualsiasi paese UE in caso ci sia bisogno di aiuto. Il centralino risponde alla telefonata e smista alle diverse centrali operative l'eventuale richiesta di intervento.

L'utilizzo del 112 come NUE necessita la creazione di un'infrastruttura, che permetta al sistema di funzionare. Il compito è chiaramente delegato agli stati membri. Nel caso dell'Italia spetta alle regioni occuparsene.

Sul nostro territorio – ovunque sia attivo il NUE – è possibile geolocalizzare da dove provengono le chiamate in entrata, effettuate da numerazioni di telefonia mobile ed anche fissa. Questo è reso possibile grazie al CED (Centro Elaborazione Dati) del ministero dell'interno.

Nel caso la telefonata provenga da un numero di rete fissa, l'operatore risale all'indirizzo tramite il controllo dell'intestatario del numero telefonico. Invece, se la chiamata è effettuata da un telefono cellulare – paradossalmente – la raccolta dati è limitata all'area in cui il dispositivo si trova. Uno spazio troppo ampio per permette ai soccorsi di individuare automaticamente la posizione di chi ha richiesto aiuto.

ELS ed HELO non funzionano all'interno dell'UE

Purtroppo pero ora – all'interno dell'Unione Europea – non esiste alcun accordo ufficiale fra i fornitori dei sistemi operativi iOS ed Android – ovvero Apple e Google – e le forze dell'ordine circa la possibilità di condividere automaticamente la posizione geografica con il 112 quando si effettua una chiamata d'emergenza.

 

Tuttavia, in Italia – e sicuramente anche negli altri stati appartenenti all'UE – sono state sviluppate delle applicazioni che permettono di condividere automaticamente dati precisi sulla posizione geografica quando viene contattato il NUE per un'emergenza.

Fra le app italiane più diffuse vale la pena nominare quella ufficiale "Where Are U", che può essere utilizzata all'interno di tutto il territorio dell'UE – dove il NUE è già stato attivato – ed anche al di fuori. Ad esempio, negli Stati Uniti l'applicazione contatterà in automatico il 911.

Come anticipato, in Italia sono le regioni a dover attivare il NUE. Per questa ragione, attualmente il sistema è presente solo in poche aree del territorio. Nelle altre, alla chiamata effettuata ve