A pochi mesi dal lancio di Nova 9, Huawei torna con un secondo modello della serie caratterizzato da specifiche leggermente inferiori ma a fronte di un prezzo di listino più contenuto. Huawei Nova 9 SE arriva con la EMUI 12 basata su Android 11 e punta molto sul comparto fotografico. Vediamo come ci siamo trovati dopo un paio di settimane di utilizzo.

Design

La confezione di vendita comprende lo smartphone con pellicola protettiva pre-applicata, un caricabatteria Huawei SuperCharge da 66W, un cavo USB-C, una custodia protettiva in silicone trasparente e lo strumento per l’estrazione della SIM.

Il design è gradevole e sulle stesse linee a cui ci ha abituati Huawei nel periodo più recente, con display piatto e parte posteriore in vetro lucido curvo. Le dimensioni sono di 164,6×75,6×7,9mm ed il peso di 191 grammi.

La parte frontale è occupata quasi completamente dal display IPS da 6,78”, con risoluzione FHD+ e refresh a 90Hz. Il mento inferiore è piuttosto pronunciato, mentre per la fotocamera frontale abbiamo un forellino di dimensioni ridotte in posizione centrale.

Sul retro troviamo il modulo fotografico con una sporgenza piuttosto visibile dal corpo principale, composto dall’ormai consueto doppio anello che contiene i quattro sensori fotografici e il flash a LED. Ai bordi, in una cornice in policarbonato, abbiamo: in alto un microfono per la cancellazione del rumore, la griglia per la capsula auricolare e lo slot per le due nano SIM; a destra il tasto di accensione con lettore d’impronta digitale ed il bilanciere del volume; in basso la porta USB-C, il microfono principale e la griglia altoparlante.

Dobbiamo dire che lo smartphone è piuttosto gradevole, soprattutto nella colorazione Crystal Blue che abbiamo provato, ma anche nella più classica Midnight Black. La curvatura del retro lo rende comodo da impugnare, ed il display pur non essendo un OLED è di buona qualità e con una luminosità sufficientemente elevata per avere una visibilità apprezzabile anche alla luce diretta del sole. Peccato solo che il vetro posteriore trattenga molto le impronte digitali.

Caratteristiche

La piattaforma scelta da Huawei per il Nova 9 SE è la Qualcomm Snapdragon 680, seppur limitata a 4G per le ormai note vicissitudini dell’azienda. Si tratta comunque di un chipset octa-core fino a 2,4GHz con architettura a 6nm e grafica Adreno 610, a cui sono abbinati 8GB di RAM LPDDR4x e 128GB di memoria UFS 2.2.

Le connettività non sono propriamente aggiornatissime, ma comunque appropriate per la tipologia del dispositivo: abbiamo infatti il WiFi 5 dual-band, il Bluetooth 5.0, NFC, GPS mono-banda con supporto ai diversi sistemi di navigazione globali. Anche sui sensori abbiamo gli immancabili sensori di luminosità, prossimità, accelerometro e magnetometro, mentre manca il giroscopio: una potenziale limitazione per chi usa lo smartphone per giocare ma non solo. Le reti mobili, come anticipato in apertura, arrivano alla 4G LTE non essendo possibile utilizzare il modem 5G che Qualcomm ha previsto per il chipset in uso.

Le prestazioni sono in generale soddisfacenti, con un sistema piuttosto fluido in tutte le condizioni di utilizzo. Anche il multitasking è gestito bene e non abbiamo trovato alcuna difficoltà, se non qualche leggero riscaldamento durante giochi e applicazioni più pesanti.

Un commento dedicato lo merita la vibrazione, che sicuramente è gestita da un motore su asse Z e che risulta piuttosto leggera e di intensità quasi impercettibile. Il feedback aptico non è all’altezza e anche in fase di gioco ci saremmo aspettati qualcosa in più. Abbastanza buona, invece, la qualità dell’audio, sebbene gestita da un singolo altoparlante mono.

La batteria da 4000mAh ha un’autonomia soddisfacente seppur non eccezionale, e abbiamo apprezzato la presenza della SuperCharge da 66W in grado di ricaricarla in meno di 30 minuti.

Fotocamera

Arriviamo quindi a parlare di fotocamera, uno degli aspetti su cui Huawei ha da sempre puntato molto con smartphone che si sono rivelati fra i migliori del mercato e che ancora oggi sono in grado di scattare foto di qualità superiore.

Qui troviamo un sensore principale Samsung HM2 da 108MP con dimensione 1/1,52”, pixel da 0,7µm e binning 9-in-1, apertura f/1.9 e autofocus PDAF; a questo si aggiungono un obiettivo ultra-grandangolare da 8MP con apertura f/2.2 e visione a 112°, ed una coppia di sensori da 2MP rispettivamente per le macro ed il Bokeh. I video arrivano solo a 1080p@30fps, a causa delle limitazioni hardware del processore.

Per i selfie abbiamo invece un singolo sensore da 16MP con apertura f/2.2 e focale equivalente di 22mm per una visione standard di 78° che possono passare a 90° se ruotiamo il telefono in posizione orizzontale. Anche qui i video possono arrivare fino a 1080p@30fps.

Abbiamo usato quindi il Nova 9 SE per scattare foto in diverse condizioni ambientali e valutarle in confronto con i principali smartphone presenti oggi sul mercato, ma anche con il P40 Pro che – secondo noi – è ancora il Huawei da battere per la fotografia, fra i modelli usciti in Italia. Le foto in condizioni di buona illuminazione sono di ottima qualità, con buon dettaglio ed una buona luminosità anche quando scattate a risoluzione completa 108MP.

Come da tradizione Huawei sono buoni anche i ritratti e le foto in notturna, che grazie all’algoritmo sviluppato dall’azienda risultano ben illuminate e con un quantitativo molto ridotto di rumore. La fotocamera grandangolare perde un po’ in luminosità, mentre non è proprio possibile scattare foto grandangolari in modalità notturna.

Assente, purtroppo, la modalità light painting per foto a lunga esposizione, che Huawei ha adottato per prima già dai tempi del lontano P8 ma che ha rimosso negli ultimi mesi quando hanno iniziato ad implementarla i concorrenti. Non ci spieghiamo questa scelta e ne siamo rimasti delusi, dal momento che ci permetteva di fare foto particolarmente suggestive e creative.

Negli ultimi mesi invece Huawei sta invece puntando molto sulla modalità a doppia visuale, per conquistare il mondo dei vlogger e dei tiktoker: si tratta della possibilità di registrare video in contemporanea dalle fotocamere frontale e posteriore, con schermo diviso equamente fra le due o con selfie in una finestrella mobile. Buoni anche i video, seppur – come già detto – limitati a risoluzione di 1080p.

Software

E siamo giunti infine a parlare di software, uno degli aspetti più discussi quando si parla di device Huawei. Sappiamo bene ormai che l’azienda non può più usare i servizi di Google, che da un paio di anni sono stati sostituiti dagli Huawei Mobile Services (HMS), quindi cerchiamo di capire cosa cambia per gli utenti finali.

Non essendo presenti i servizi Google ne consegue che non abbiamo nemmeno accesso al Play Store, sostituito dal proprietario AppGallery: le applicazioni disponibili sono ormai veramente tante, e l’impegno di Huawei nel rendere disponibili sempre più app per la propria piattaforma è evidente. Se solo 2 anni fa mancavano quasi tutte le app più comuni, adesso iniziamo a trovare anche molte applicazioni bancarie e di acquisti, che in molti casi hanno dovuto eseguire una ricostruzione completa per supportare il passaggio da GMS a HMS. Certo, la lista non è ancora completa, e notiamo ancora alcune assenze importanti, ma sappiamo che sia il team italiano che quello internazionale stanno lavorando per far continuare a crescere AppGallery.

Niente paura però, perché dove non arriva AppGallery potrebbe arrivare Petal Search: si tratta di un servizio implementato da Huawei per la ricerca globale che, oltre alla ricerca web in collaborazione con Microsoft Bing, comprende anche una ricerca di app da store alternativi e quindi la possibilità di scaricare ed installare quasi tutte le app disponibili per gli smartphone Android. È possibile che in alcuni casi il funzionamento non sia perfetto, soprattutto per quelle app che fanno un uso profondo dei servizi Google, ma possiamo dire di riuscire a trovare praticamente tutto quello di cui possiamo aver bisogno, a volte con un’app alternativa a quella a cui siamo abituati.

La suite di Petal non si limita a Search: abbiamo altre app progettate appositamente per andare a sostituire altrettante app del mondo Google. Fra queste spicca Petal Maps, un’app di mappe e navigazione satellitare in grado di sostituire egregiamente la più famosa versione di Big G. Troviamo anche Petal Clips, utile per dei semplici editing video e per la creazione di clip da condividere con gli amici e con i social network.

Rimane sempre il problema per chi usa regolarmente i servizi di Google: YouTube può essere aperto da browser Internet, non potendo installarne l’app, e adesso che Vanced è stata chiusa e che altre app pirata potrebbero presto fare la stessa fine non ci sentiamo di consigliare alternative. Anche Gmail è facilmente accessibile via browser, e lo stesso possiamo dire di Google Photos, sebbene l’upload delle foto sul cloud possa essere fatto solo manualmente.

Huawei Nova 9 SE arriva in Cina con il nuovo sistema operativo Harmony OS 2.0, ma nei mercati internazionali si è mantenuto invece Android 11, in versione open source e personalizzato con la più recente interfaccia EMUI 12. Qui abbiamo diverse novità grafiche che ci permettono di interagire meglio con lo smartphone, a partire dalle cartelle e dai widget ridimensionabili fino ad arrivare alla doppia tendina che ci permette di scegliere se visualizzare le notifiche o i toggle di sistema.

La EMUI 12 supporta poi Device+, per gestire al meglio la connessione e la condivisione rapida con altri dispositivi come PC, smartwatch e auricolari; purtroppo, però, essa funziona solo con alcuni modelli dello stesso produttore, e non abbiamo avuto la possibilità di provarne le potenzialità non avendo a disposizione nessun device compatibile da poter collegare.

Disponibilità e prezzo

Huawei Nova 9 SE è disponibile su Amazon e sul Huawei Store al prezzo listino di €349,90.

A nostro giudizio questo prezzo è un po’ troppo elevato, soprattutto se paragonato al prezzo di vendita odierno di Huawei Nova 9 che, aggiungendo fra le altre cose un display AMOLED di qualità superiore, un processore Snapdragon 778G molto più prestante ed una fotocamera Sony IMX766 in grado di scattare foto più nitide e luminose, si trova facilmente anche al di sotto dei 300 euro.

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Dati tecnici

Tipo di sim card supportata 2 nano-SIM
Supporta On the GO per le periferiche USB
Tipologia dual sim dual stand-by
Supporta e-sim
Supporta dual sim
Capacità (mAh) 4000
Tipo di batteria LiPo
Ricarica rapida
Ricarica wireless
RAM 8 GB
Memoria interna 128 GB
Memoria esterna
GPS
Sistemi GPS supportati Glonass,Galileo,Beidou,A-GPS
Clock 2.4 GHz
Chipset Qualcomm Snapdragon 680 (8 core)
Reti supportate EDGE,UMTS,HSDPA,HSUPA,GPRS,LTE
Nome modello e produttore Adreno 610
Pixel per Inch (ppi) 387
Rapporto d'aspetto 19,9:9
Schermo pieghevole
Tipo di pannello LCD IPS
Diagonale 6,8"
Risoluzione 2388x1080
Interfaccia utente EMUI
Sistema Operativo Android (11)
NFC
HDMI
Infrarossi
Funzioni Bluetooth LE/EDR/A2DP
WiFi WiFi 5
USB Type-C v2.0
Bluetooth v5.0

Foto e video

Numero sensori 1
Risoluzione massima
1 16Mpx
Frame rate (fps) 30
Apertura focale 2.2,,,,
Massima risoluzione video 1080p
* specifiche per sensore
Numero sensori 4
Raw
Flash Dual Tone
Grandangolo
2 1
Risoluzione massima
1 108Mpx 2 8Mpx 3 2Mpx 4 2Mpx
Frame rate (fps) 30
Messa a fuoco PDAF
Apertura focale (f)
1 1.9 2 2.2 3 2.4 4 2.4
Massima risoluzione video 1080p
* specifiche per sensore

Multimedia

DTS
aptX - presenza della tecnologia qualcomm per il BT wireless low latency
Dolby Atmos
Hi-Res Audio
Audio Stereo
Low Latency Audio
DAC Audio dedicato

Sensori

Sblocco con riconoscimento facciale
Impronta digitale
Sensore impronta sotto il display
Riconoscimento iride
Bussola
Barometro
Giroscopio
Accelerometro
Prossimità/Luminosità