Dopo poco più di un anno si è concluso il contenzioso tra H3G proprietaria dell’operatore mobile 3 Italia ed un utente, che come altri, si era visto disattivare la linea, con relativa perdita del credito residuo (piuttosto cospicuo nel caso in esame), senza nessun preavviso.
All'epoca, si parla di Luglio 2007, la Tre aveva giustificato l'operazione, rifacendosi al termine contrattuale dei 12 mesi di ricezione garantita a partire dall'ultima ricarica effettuata; una motivazione non accettata dall'utente, che rifacendosi ai regolamenti in termini di allerta prevista, contava su una scadenza determinata al tredicesimo mese successivo all'ultima chiamata effettuata. Altro punto contestato alla Tre, è stato quello della visibilità della imminente scadenza, che l'operatore non aveva chiaramente comunicato al cliente.
La Tre, nell'occasione non ha dunque garantito il mese "di servizi limitati" disposti dal contratto; trenta giorni in cui l'utente può solo ricevere chiamate ma in cui, attraverso una qualsiasi operazione di ricarica, può riattivare per un altro anno la propria USIM.
L'Agicom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) sulla base dei regolamenti contrattuali vigenti, ha quindi intimato alla Tre non solo di riabilitare il numero telefonico ed il credito residuo alla data di disattivazione,  ma anche (e soprattutto) che all'utente continui ad essere applicato il profilo presente al momento della disattivazione.

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