Omnitel domani lancia Internet sul telefonino

Partirà domani in Italia il primo esperimento
al mondo di convergenza tra Internet, computer, telefonini come servizio di
massa. Si chiama Omnitel 2000, è una piattaforma già aperta a diversi operatori:
ieri l’azienda dei telefonini che fa capo al gruppo tedesco Mannesmann ha annunciato
il lancio dei primi 80 prodotti per la fine di giugno, ma altri 50 servizi (informazioni,
musica, economia tra gli altri) partiranno a settembre. In totale, da ottobre,
i servizi sareanno 150, fruibili da qualsiasi tipo di telefono attraverso una
piattaforma tecnologica che, per la prima volta, integra il riconoscimento vocale
e l’ipertesto, così da rendere reale la convergenza tra telecomunicazioni, internet
e media.
I primi due mesi dopo il lancio saranno utilizzati per affinare i servizi sul
campo per poi partire con il lancio commerciale ai primi di settembre. Omnitel
prevede di poter raggiungere entro la fine dell’anno 60 milioni di accessi.
I servizi di Omnitel 2000 saranno disponibili non solo ai clienti di Omnitel
che dovranno comporre il numero telefonico 2000, ma anche ad altri clienti di
gestori sia fissi che mobili. L’accesso "wap” sarà di 200 lire al minuto mentre
via voce ci sono vari livelli di tariffe (600, 1200 e 1800 lire).
“Si tratta di un’idea e tre tecnologie – ha spiegato l’amministratore delegato
di Omnitel Silvio Scaglia – e l’aspetto tecnologico più importante è il riconoscimento
vocale. Un grande passo avanti. Una piattaforma che metterà insieme tutto dalla
vita professionale a quella privata”. Nei primi tre mesi di attività, Omnitel
con il progetto 2000 pensa di raggiungere una clientela di 1,5 milioni di persone.
Sul fronte dei ricavi, Scaglia ha previsto “qualche decina di miliardi nel ’99”,
ed ha aggiunto che nel 2000 a Omnitel piacerebbe “aggiungere uno zero alle cifre
di quest’anno”.
Scaglia ha detto che l’investimento “virtuale” in Omnitel 2000 è di circa 100
miliardi, cifra che comprende le sinergie implicite di tutto quanto già esisteva
tecnologicamente nella società, con la previsione di raggiungere il “break even”
già nel 1999, un obiettivo definito dallo stesso scaglia “molto ambizioso e
trasgressivo”.

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