L’applicazione di tracciamento dei contagi, Immuni, è disponibile su iOS e Android da qualche giorno ormai. Si può scaricare senza alcuna difficoltà, ma perché funzioni in modo corretto è necessario che lo smartphone sia compatibile e anche aggiornato. Ecco allora una guida rapida per verificare se il tuo iPhone oppure smartphone Android è pronto per essere utilizzato con Immuni.

Immuni: smartphone Android e iPhone compatibili

Su iOS, la verifica dello stato di iPhone è molto rapida. Per capire se il melafonino è pronto per l’utilizzo di Immuni basta andare in impostazioni – generali – aggiornamento software: lo smartphone deve avere a bordo almeno iOS 13.5 (vanno bene versioni successive, ma non precedenti). Diversamente, occorrerà aggiornare il terminale all’ultima versione del sistema operativo disponibile: tieni presente che i vecchi modelli di iPhone non supportano iOS 13, ecco la lista dei device compatibili (NB: Immuni non funziona su iPad e iPod Touch).

Su Android, la verifica è un pochino meno immediata, ma semplice. Tutto quello che dovrai fare è aprire la impostazioni dello smartphone e selezionare “Google”. Se il device è pronto e aggiornato leggerai a inizio schermata “notifiche di esposizione al COVID-19”. Se la scheda (cliccabile) non appare, dovrai aggiornare la versione dei Google Play Services a bordo del device alla versione 20.18.13 o superiore. Anche in questo caso, non tutti i terminali sono compatibili, ma solo quelli certificati da Google e con a bordo almeno Android 6 (una larghissima fetta di device, comunque).

Diversamente, se non vuoi eseguire queste verifiche, puoi pensare di scaricare direttamente Immuni (per Android o iOS) e seguire la configurazione, sarà direttamente l’app a segnalarti se qualcosa non va.

Perché è importante che lo smartphone sia aggiornato?

Non solo è importante che lo sia, è fondamentale. Infatti, non si tratta di una precauzione in più per favorire il corretto funzionamento dell’applicazione Immuni, tutt’altro. All’interno degli ultimi aggiornamenti rilasciati da Apple e Google ci sono le API necessarie per permettere ad applicazioni di tracciamento dei contagi come Immuni di poter fare il loro dovere: senza queste API, l’applicazione non funzionerà affatto.

Ti ricordiamo, inoltre, che attualmente l’applicazione è attiva solo in quattro regioni pilota: Abruzzo, Marche, Puglia e Liguria.