Ciao, Huawei P30 Pro. Sono tuo padre. Non portiamo lo stesso cognome perché nel frattempo tante cose sono successe, ma in te rivedo la mia gioventù e tutte quelle ambizioni che mi portarono sul mercato. Forse tu non mi conosci, forse non hai mai nemmeno sentito parlare di me, eppure ai tempi mi presentai al mondo con le tue stesse promesse. Mi chiamo Lumia 1020 e vengo da un mondo che non c'è più.

L’importanza dello zoom

Il Nokia Lumia 1020 portò sul mercato una convinzione che oggi nessun terminale come quelli della serie P30 ha saputo interpretare: l’importanza dell’immagine e della possibilità di testimoniare la quotidianità con scatti continui e di crescente qualità. L’evoluzione nel frattempo è stata enorme, ma non in un fattore specifico: lo zoom.

Per zoom non si intende chiaramente quell’effetto posticcio che ingrandisce i pixel pur di giungere in qualche modo a vedere un dettaglio. E nel x50 poco ci importa, perché non è in questa prova muscolare il suo vero valore. Il prestigio del P30 Pro, semmai, è nei primissimi step: fino al x5 prima e al x10 poi. In questa fascia v’è infatti un’operazione di zoom sostanzialmente lossless, tale per cui l’ingrandimento è effettivo e consente di catturare piccoli dettagli senza alcuna perdita di qualità dell’immagine. Non c’è trucco, insomma: come una vera macchina fotografica, lo smartphone è in grado di giocare con l’ottica per raggiungere traguardi nuovi.

Questa qualità si esprime in alcuni momenti in modo particolare, in alcune situazioni nelle quali lo zoom è del tutto decisivo per l’ottenimento del risultato desiderato

Lontananza

Una prima situazione che lo zoom è in grado di risolvere è quella nella quale lo smartphone e l’oggetto fotografato sono a grande, ed incolmabile, distanza. A differenza dei grandi zoom a cui una reflex o una mirrorless potrebbero arrivare, uno smartphone è solitamente impossibilitato ad ingrandimenti senza mettere sul piatto del compromesso parte della qualità dell’immagine finale. Lo zoom consente invece di attraversare un lago, correre in una pianura o arrampicarsi su un albero con un semplice movimento delle dita: grazie ad un x5, e a maggior ragione attraverso un x10, il soggetto viene ad ingrandirsi in modo prepotente, entrando nell’immagine con risultati del tutto apprezzabili.

Non bisogna più spostarsi fisicamente verso il soggetto; non bisogna sacrificare la qualità dell’immagine; non bisogna cercare posizioni impossibili per catturare il dettaglio. Lo zoom consente fotografie nuove, prima impossibili o comunque con risultati del tutto differenti.

Un esempio, scattato con P30 Pro:

Scatto con Huawei P30 Pro senza zoom

Se l’accesso al terrazzino non è possibile, e se si vogliono evitare pericoli pur con il desiderio di fotografare l’abitazione di fronte, con qualsiasi altro smartphone non ci sarebbe soluzione. Uno smartphone dotato di zoom può invece offrire una alternativa:

Scatto con Huawei P30 Pro, zoom x3

In ballo non c’è soltanto la qualità dell’immagine, sulla quale tutti i produttori hanno lavorato molto e bene in questi anni, ma c’è altresì la possibilità stessa di effettuare lo scatto e portare a casa il risultato.

Vicinanza

Nei rapporti personali, a maggior ragione quando in mano si ha un obiettivo fotografico, si osservano solitamente alcune distanze scritte nel tempo dalla psicologia, dalla buona educazione, dalla difesa personale e da tutta una serie di dinamiche che rendono la distanza tra due persone un elemento che già dice molto sul loro rapporto, sull’interesse reciproco e molto altro ancora. Lo studio di queste distanze e del loro impatto nelle comunicazioni e nelle interrelazioni prende il nome di “prossemica“.

In linea di massima entro 1 metro si ha una relazione personale attiva con un’altra persona, a 50 cm si sfiora l’intimità, mentre a 1,5-3 metri si ha una relazione definita “sociale”. A maggiori distanze si ha una relazione legata al luogo ed al contesto, ma di minor caratura interpersonale. Quando si scatta una fotografia, queste distanze sono ancor più importanti poiché possono suscitare nella persona reazioni differenti. Lo zoom è anche in queste circostanze fondamentale, poiché un x3 di un P30 può consentire ad esempio di triplicare la propria distanza pur catturando medesimo dettaglio. Ci si può dunque allontanare, evitando di proiettare sulla scena sguardi, ombre o qualsivoglia disturbo, pur ottenendo lo stesso risultato raggiungibile da un altro smartphone.

Lo zoom è un viaggio

Lo zoom riduce le distanze, sposta il punto di osservazione, aumenta l’intimità dello scatto, esplode i dettagli, ottimizza un panorama. Nello zoom c’è un valore del tutto particolare che, quando registrato in assenza di perdita di qualità, si tramuta direttamente in valore. Lo zoom è un viaggio istantaneo nel quale pochi centimetri di spostamento delle dita equivalgono a decine di metri di spostamento con le gambe, consentendo anche alla creatività di viaggiare con ben maggior rapidità.

Ecco perché il valore dello zoom della gamma P30 non va assolutamente sottovalutato. Lo smartphone sembra aver scontato alcuni compromessi su altre specifiche, ma portare uno zoom di questo tipo in mano all’utenza significa offrire loro la possibilità di andare oltre ostacoli che per tutti gli altri sono semplicemente insormontabili.

E questo è un limite che solo il Lumia 1020 aveva osato sfidare a suo tempo. I suoi 43 megapixel e il suo zoom ottico avevano portato la fotografia mobile ad un nuovo livello, sfoggiato anche con un certo orgoglio in quell’ingombrante obiettivo posteriore che faceva sembrare lo smartphone una vera e propria fotocamera. I difetti erano altrove (i limiti di Windows Phone in primis), non certo in quel comparto fotografico che stupiva. E ispirava.

A distanza di anni, nell’era della moltiplicazione delle fotocamere nei comparti video degli smartphone di alta gamma, lo zoom può fare ancora la differenza. Su questo il P30 e il P30 Pro devono credere per imporsi: all’interno della gamma dei camera phone, lo zoom è un plus.

Ciao, Huawei P30. Sono tuo padre. Non portiamo lo stesso cognome perché nel frattempo tante cose sono successe, ma in te rivedo la mia gioventù e tutte quelle ambizioni che mi portarono sul mercato. Forse tu non mi conosci, forse non hai mai nemmeno sentito parlare di me, eppure ai tempi mi presentai al mondo con le tue stesse promesse. Mi chiamo Lumia 1020 e vengo da un sistema operativo che non c'è più.

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