Può uno schermo 4K cambiare per sempre la storia degli smartphone? La nipponica prova a cambiare la sua sorte nel settore degli smartphone puntando sulla multimedialità.

La linea Xperia Z da sempre contraddistingue l’apice della produzione smartphone dell’azienda giapponese Sony: lo Z3, in particolare in versione compact, ha segnato in positivo il mercato della telefonia mobile grazie all’unione tra caratteristiche di primo livello per schermo, fotocamera e processore in un formato differente dal solito. In particolare la scelta di adottare la certificazione per l’impermeabilità, prima di tutti, ha garantito all’Xperia Z un appeal particolare grazie anche a un design originale.

Dopo il mezzo passo falso dello Z4, di fatto poco più che un aggiornamento minore allo Z3, alla fine il vero successore dell’Xperia di maggior successo è sbarcato sul mercato: circondato da una certa attesa, Sony non ha rivoluzionato il concetto già espresso con il modello precedente bensì ha apportato una serie di piccole modifiche per rendere il nuovo smartphone più potente in ogni aspetto. Più significativa l’idea di mettere in piedi una versione "premium" del prodotto con una caratteristica unica: uno schermo in risoluzione 4K, unico fino a questo punto nell’intero panorama dell’offerta mobile.

Confezione di vendita che non cambia in modo significativo rispetto agli altri modelli Xperia, anche quella dello Z5 Premium è in cartone bianco con le immagini del prodotto stampate. Spicca il logo 4K, che segnala appunto uno schermo dotato di questa risoluzione. Nella scatola dovrebbero essere presenti tutti gli accessori che ci si attende da un prodotto di fascia alta, ovvero un caricabatterie potente per supportare la ricarica rapida e le cuffie auricolari stereo: purtroppo la confezione giunta in redazione era priva di accessori, come spesso accade negli esemplari di test.

Tre varianti di colore disponibili, tutte con finiture a specchio (a differenza degli altri Z5 che hanno finitura satinata sul posteriore): argento, nero e oro, con la prima e l’ultima che sono dei veri e propri accessori brillanti da tenere in bella vista se vi piace il genere. Storage sempre da 32GB.
Schermo da 5,5 pollici e una forma squadrata non garantiscono allo Z5 Premium una forma particolarmente slanciata: è un vero e proprio piccolo mattoncino rettangolare che pesa 180 grammi circa e che impugnato dalle mani più piccole può creare qualche problema. I materiali utilizzati sono però di ottimo livello: metallo verniciato sui fianchi, a formare il telaio, e vetro Gorilla Glass davanti e dietro perfettamente raccordati e assemblati. Non potrebbe essere altrimenti d’altronde, visto che il dispositivo è certificato IP68 e dunque è resistente all’acqua e alla polvere.

Disposizione degli elementi di input e output piuttosto standard: la fotocamera posteriore da 23 megapixel, corredata di singolo flash LED, sul posteriore nell’angolo sinistro è di fatto l’unico elemento visibile, fatta eccezione per un logo NFC che contraddistingue la zona attiva dove avvicinare altri device o elementi passivi che sfruttano questa tecnologia. In basso c’è il connettore micro-USB (e la fessura per agganciare il laccio da polso, accessorio ormai piuttosto raro ma da sempre presente a bordo dei Sony e dei Sony-Ericsson prima ancora), in alto il jack audio e il microfono secondario. A sinistra c’è lo sportellino, stagno, dietro il quale si trova il vassoio che ospita microSD e nano-SIM.

Lato destro piuttosto affollato: dal basso troviamo prima un pulsante a doppia corsa per la fotocamera (pressione leggera per la messa a fuoco, pressione decisa per lo scatto), il bilanciere audio per regolare il volume, e infine il pulsante di accensione/standby. Quest’ultimo incorpora il lettore di impronte digitali: non è il sensore di questo tipo migliore che abbiamo mai sperimentato, ma abbiamo visto che il suo funzionamento è stato decisamente più affidabile con la versione del firmware basata su Android 6.0.

Il frontale è pulito nelle linee, con alcuni sensori ben visibili: per esempio la fotocamera anteriore da 5 megapixel, stabilizzata (una rarità questa), i sensori di luminosità e prossimità e un piccolo LED di notifica. Quasi invisibili invece i due altoparlanti: due piccole fessure sottili che garantiscono un funzionamento efficace e al contempo semplificano l’impermeabilizzazione. L’altoparlante inferiore è l’altoparlante di sistema attraverso il quale passa il vivavoce, e comprende anche il microfono principale, mentre quello superiore svolge anche il ruolo di capsula auricolare: l’audio è stereo durante i giochi, l’ascolto della musica e la riproduzione dei video.

Abbiamo accennato al peso, 180 grammi, non vi abbiamo detto le misure: 154,4×76,0 millimetri la superficie forntale, e 7,8mm lo spessore. Non sono valori eccessivi, ma non rendono neppure lo Z5 Premium il più maneggevole dei phablet che abbiamo testato.
Interessante per molti aspetti l’allestimento hardware scelto da Sony: Snapdragon 810 di Qualcomm (GPU Adreno 430), con 3GB di RAM e i già citati 32GB di storage (espandibile, con supporto fino a microSD da 200GB). La piattaforma è insomma moderna anche se molto discussa, ma comunque in grado di garantire le performance che ci si attende da un prodotto di questo tipo.

È ovviamente soprattutto lo schermo ad attirare l’attenzione scorrendo la scheda tecnica: 5,5 pollici in risoluzione 4K (3840×2150) equivalgono a una densità 806ppi, davvero superiore a qualsiasi definizione "retina" fin qui sperimentata. Lo schermo è realizzato seguendo le specifiche Triluminos, tecnologia Sony, e mostra colori molto realistici: la differenza rispetto a uno schermo 2K o anche solo 1080p è pressoché impercettibile, e all’aria aperta in piena luce si rimpiange un po’ l’assenza della tecnologia AMOLED che avrebbe garantito maggiore leggibilità. Buoni comunque angoli di visione e trattamento oleofobico applicati, mentre il posteriore a specchio tende ad accumulare molte impronte.

Visto la piattaforma hardware montata, l’allestimento tecnico è di buon livello: WiFi dual-band MIMO (quindi sfrutta due antenne installate a bordo per migliorare le prestazioni), LTE in Cat.6 (fino a 300Mbps), MHL 3.0 per collegare uno schermo esterno tramite apposito adattatore, Bluetooth 4.1, NFC, DLNA e ovviamente GPS. Via software, inoltre, Sony aggiunge altri meccanismi di connessione che privilegiano gli altri componenti del suo ecosistema: per esempio ai televisori della linea Bravia, oppure ai gamepad forniti assiema alla console PS4 che possono essere impiegati per giocare con questo smartphone.

Vale la pena citare la fotocamera posteriore: sensore Exmor, non poteva essere diversamente visto che Sony è leader nella produzione e vendita di questi sensori, da 23 megapixel con diagonale di 1/2,3 pollici. L’azienda giapponese ha messo in gioco tutta la sua tecnologia per migliorare al massimo la qualità delle foto, per esempio includendo una tecnologia di messa a fuoco ibrida che di solito è utilizzata sulle fotocamere semi-pro del marchio nipponico, una lente della linea G (le più prestigiose da montare sulle DSLR e sulle mirrorless Alpha), sensibilità che raggiunge i 12.800 ISO e stabilizzazione Steadyshot.

La batteria montata è da 3.430mAh: non è un valore fenomenale considerate le misure dell’apparecchio, ma secondo Sony sono in grado di garantire fino a 2 giorni di autonomia con la funzione Stamina. Disponibile la tecnologia QuickCharge 2.0.
Le nostre prove con l’Xperia Z5 Premium si sono svolte con il firmware basato sulla versione 6.0 di Android. L’interfaccia di Sony non è cambiata in modo singificativo rispetto anche con questo aggiornamento, e resta piuttosto pulita ed efficace in tutte le situazioni. Manca qualsiasi scorciatoia o gesture per semplificare l’utilizzo a una mano: avremmo gradito un ausiliio di qualche tipo per semplificarci la vita, mentre così per svolgere alcuni compiti è necessario utilizzare tutte e due le mani.

Lo Snapdragon 810 sembra tenuto sotto controllo da questo Xperia: non abbiamo rilevato surriscaldamenti particolari, nonostante il carico elaborativo aggiuntivo legato allo schermo 4K, e anche gli avvisi che compaiono quando si inizia la registrazione dei video 4K che mettono in guardia da blocchi improvvisi della app non hanno avuto seguito nella vita reale. Avevamo letto in giro di possibili problemi di smaltimento del calore su questo terminale: si trattava forse di problemi legati alla sostanziale immaturità dei primi firmware, che a questo punto pare sia stata invece arginata.

Funziona bene la parte telefonica, sia in capsula che tramite il vivavoce integrato: quest’ultimo non è potentissimo, ma può essere impiegato agevolmente anche in auto. Da segnalare la presenza a bordo, integrata, di una segreteria telefonica: si registra il messaggio di saluto e quando si riceve una chiamata la si può deviare sul sistema di registrazione, a cui attingere in seguito per sapere chi ci ha chiamato. Non c’è bisogno di appoggiarsi dunque ai servizi degli operatori, di solito a pagamento, e si può fare tutto direttamente sul telefono.

Navigazione Internet efficace, lo Snapdragon 810 fa girare molto bene Chrome (che è il browser di sistema) e i tempi di caricamento delle pagine sono ottimi. Lo stesso vale per Gmail, il client di posta, che non mostra difficoltà di sorta a gestire le email più complesse in formato HTML.

Il comparto multimediale è naturalmente un punto cruciale: lo schermo da 4K di risoluzione rende al meglio con i video 4K che utilizziamo di solito nei nostri test, e il player multimediale integrato è compatibile con un gran numero di formati rendendo di fatto inutile installarne uno di parti terze attingendo al Play Store. Bene gli altoparlanti stereo, che risultano efficaci anche durante le sessioni di gioco.

La fotocamera è un altro dei punti di snodo per valutare appieno lo Z5: Sony non fa mistero di ritenere di aver fatto un buon lavoro con questo smartphone, e nel complesso si tratta senza dubbio di una fotocamera di buon livello considerato che stiamo sempre parlando di un telefonino. Tuttavia ci sono un paio di accorgimenti che potrebbero essere adottati per migliorare la facilità d’uso dell’app dedicata: la foto in HDR va attivata entrando nelle opzioni, la ripresa video 4K va richiamata entrando nelle modalità di scatto creativo e selezionando l’apposita icona. Bene invece la presenza del pulsante dedicato, e bene l’utilizzo del bilanciere audio per regolare lo zoom.

La resa del sensore è buona, ma soffre un po’ il confronto con le altre ammiraglie in circolazione: l’esposizione è sempre ben regolata, HDR efficace (quando ci si ricorda di attivarlo), ma in alcuni contesti la resa della lente non sembra adeguata. In campo largo stenta un po’ a tenere nitidi i soggetti al bordo, in macro lo sfocato non è bellissimo anche se è piuttosto omogeneo: allargando l’immagine si scorge qualche dettaglio in meno di quanto ci si aspetta da 23 megapixel, e manca anche lo scatto RAW che permetterebbe di ottenere di più lavorando in post-produzione. Le foto e i video restano buoni anche alla sera, ma anche in questo caso ci è sembrato che riescano a raggiungere valori tali da permetterci di piazzare lo Z5 nella top-3 attuale tra gli smartphone.

L’autonomia del dispositivo si mantiene buona: nonostante lo schermo 4K si riesce con un utilizzo medio ad arrivare a fine giornata. Certo, viste le misure, qualche milliampere in più sarebbe stato cosa gradita: difficile pensare che si riesca comunque davvero a raggiungere 2 giorni di autonomia come afferma la scheda tecnica.
L’esperimento dello schermo 4K a bordo dello Z5 Premium non somma alcun valore aggiunto particolare al pacchetto Xperia: la risoluzione UHD non costituisce un vantaggio pratico in nessun contesto, fatta eccezione forse per la riproduzione dei video in quella risoluzione che sono comunque la minoranza tra quelli in circolazione.

Il processore montato, lo Snapdragon 810 di Qualcomm, non mostra problemi particolari: ormai il SoC è stato domato, e lo Z5 non sembra soffrire di quei surriscaldamenti che alcuni avevano paventato al suo esordio. La dotazione tecnica è molto completa, con una fotocamera posteriore da 23 megapixel che sulla carta potrebbe essere eccellente, ma che invece rimane un passo indietro rispetto alle prestazioni delle altre ammiraglie su piazza.

Lo Z3 è stato il più riuscito degli Xperia Z: questo Z5 è un buon terminale, ma è poco più di una versione potenziata dei precedenti. Nel frattempo la concorrenza è andata avanti, più in fretta di quanto abbia fatto Sony, e dunque la linea Z5 pare meno attraente che in passato: il prezzo a cui si trova in giro questo Z5 Premium, di poco inferiore ai 600 euro, è superiore alla media su strada dei diretti concorrenti (iPhone a parte).

Dopo questo Z5, Sony pare aver abbandonato l’approccio seguito fino a questo punto: ha già annunciato una linea X che sostituirà quella Z, ma pare aver abbandonato l’approccio "compact" che era risultato tanto azzeccato, e in ogni caso non vedremo i nuovi terminali prima dell’estate (è lecito aspettarsi che possano essere ritardati fino a IFA 2016).

Dati tecnici

Accessori
Tipo di sim card supportata Nano
Supporta dual sim
Batteria
Velocità di ricarica in milliAmpere per ora (mAh) 3430
tipo di batteria Li-ion integrata
Ricarica wireless
Memoria
RAM 3 GB
Memoria interna 32 GB
Memoria esterna Micro SD
Navigazione
GPS
Processore
Chipset Qualcomm Snapdragon 810 (8 core)
Processore 4xCortex-A53 + 4xCortex-A57
Rete mobile
Reti supportate LTE,EDGE,UMTS,HSUPA
Schermo
Diagonale 5,5"
Sistema operativo
Interfaccia utente Xperia UI
Sistema Operativo Android 6.0
Connettività
NFC
HDMI
Infrarossi
WiFi Tipo 5
USB Micro USB MHL v2.0
Bluetooth v4.1

Foto e video

Camera frontale
Risoluzione massima
* specifiche per sensore
Camera posteriore
Raw
Flash (cam. posteriore) LED Flash
Risoluzione massima
Frame rate (fps) , cam. posteriore 60
Stabilizzatore (cam. posteriore)
1 1
Risoluzione massima video
Zoom
* specifiche per sensore

Sensori

Biometria
Sblocco con riconoscimento facciale
Impronta digitale
Riconoscimento iride

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