I sensori biometrici stanno lentamente diventando uno standard per ogni smartphone top di gamma. Prima Apple poi Samsung, HTC e molte altre società nel settore dell’elettronica di consumo hanno infatti introdotto il lettore d'impronte digitali nei loro device. Con Windows 10, che supporterà anche la scansione dell'iride, è possibile che tra il 2015 e il 2016 molti smartphone amplieranno le possibilità di riconoscimento.

In quanto uno dei volti più noti del mercato cinese, Xiaomi poteva forse sottrarsi a questo trend del mercato attuale? Il modello Mi5, infatti, potrebbe integrare un lettore d'impronte digitali, a giudicare da un brevetto scoperto da MyDrivers. La descrizione è piuttosto lampante: il sensore sarebbe situato nel tasto fisico centrale, proprio come iPhone 6, Samsung Galaxy S6 o HTC One M9+. Il recente Mi4i ha dimostrato che l'azienda è pronta a essere qualcosa di più che "una Apple dell'Est", com'è stata spesso etichettata viste le somiglianze tra il modo di comunicazione e lo stile di Lei Jun, l'amministratore delegato.

Xiaomi Mi4
Xiaomi Mi4

Quanto raccolto fino ad ora parla di un Mi5 particolarmente prestante: schermo da 5,2 pollici a risoluzione Quad-HD (2560 x 1440), processore Qualcomm Snapdragon 805 quad-core, 3 GB di RAM, fino a 64 GB di memoria interna, fotocamera posteriore da 16 megapixel e frontale da 8 megapixel e batteria da 3.600 mAh.

Le potenzialità di Xiaomi sono state notate anche dall'imprenditore Ratan Tata, particolarmente influente in India. La società cinese ha intenzione di puntare molto sul mercato indiano e l'arrivo di Tata, l'entità del cui investimento non è stata divulgata da nessuna delle due parti, rappresenta un deciso passo in quella direzione. Tata fungerà anche da consigliere, stando a quanto ha riportato Xiaomi. Tra le aziende in cui Tata ha una quota ci sono diverse realtà locali come Indian Hotels e Tata Motors, ma la lista supera le 100 aziende.

Il responsabile di Xiaomi India Manu Kumar Jain ha commentato: "Non potrebbe esserci un mentore migliore del sig. Tata per costruire un'azienda che sia davvero indiana". Anche Hugo Barra, a capo della divisione Global, ha speso parole positive, sottolineando di essere "incredibilmente onorato dal suo grande voto di fiducia".