Nei mesi passati, il governo degli Stati Uniti, sotto l’amministrazione Trump, ha preso di mira Xiaomi aggiungendolo alla suddetta lista nera militare. La vicenda, seppur non risulti grave come quella avvenuta per Huawei, è comunque un serio pericolo al commercio e al business della compagnia asiatica.

AGGIORNAMENTO: la posizione ufficiale di Xiaomi a questo indirizzo.

La reazione di Xiaomi al ban di Trump

Essere inseriti nella Black List militare comporta diversi problemi: gli investitori americani devono cessare i loro rapporti commerciali con le società (quindi anche con il colosso cinese) inserite nel suddetto elenco entro il prossimo 21 novembre 2021. L’accusa è infatti quella di avere rapporti speciali con l’esercito della Cina.

A questo proposito, Xiaomi ha rilasciato una dichiarazione in cui si afferma di non avere alcun legame con l’esercito del Paese e oggi, secondo un rapporto pubblicato su Reuters, la società ha perfino presentato un reclamo legale.

Secondo quanto si evince, l’OEM di telefonia ha presentato una denuncia in un tribunale distrettuale di Washington contro il Dipartimento della Difesa e del Tesoro degli Stati Uniti. Precisamente, il segretario Janet Yellen del brand, definisce “illegale e incostituzionale” la scelta di aggiungere Xiaomi alla lista nera militare.

Proprio come affermato in precedenza, la compagnia nega, ancora una volta, di essere controllata dall’Esercito popolare di liberazione cinese. Quando il governo degli Stati Uniti ha preso la decisione, non ha infatti fornito alcuna prova di come il terzo produttore di smartphone al mondo sia associato all’esercito cinese.

A proposito, Xiaomi afferma che un numero significativo di azionisti proviene dagli Stati Uniti la cui relazione strategica è fondamentale per crescere in un mercato competitivo. L’accusa mossa dall’amministrazione Trump è infatti un serio pericolo per l’immagine che l’azienda ha con i suoi partner.

Sebbene Xiaomi possa ancora importare la tecnologia statunitense senza una licenza (a differenza di Huawei o DJI che si trovano al ban), una restrizione immediata agli investimenti causerà danni irreparabili all’azienda. Aspettiamo e vediamo come risponderà il governo degli Stati Uniti sotto la presidenza di Joe Biden nei giorni a venire.

Fonte:Reuters