Il maggiore problema delle antenne, per quanto riguarda i dispositivi mobili, è che debbano essere abbastanza grandi da ricevere e trasmettere le onde elettromagnetiche necessarie per comunicare. Si tratta di uno dei limiti fisici dell’elettronica, che però potrebbe cambiare in futuro. Una ricerca pubblicata su Physical Review Letters, descrive infatti una teoria che potrebbe condurre ad una nuova generazione di antenne minuscole e, di conseguenza, ad una nuova generazione di smartphone e di device IoT.

Chip con antenna integrata
Chip con antenna integrata

Il team di ricercatori dell'Università di Cambridge sostiene che fili sottili di materiale piezoelettrico, cioè che reagisce e vibra quando viene applicata una tensione in alcune frequenze, potrebbero comportarsi come antenna. "Volendo utilizzare questo materiale per trasmettere energia, è necessario rompere la simmetria degli elettroni in accelerazione; questo è il tassello mancante del puzzle della teoria elettromagnetica", ha dichiarato il professor Gehan Amaratunga del Dipartimento di Ingegneria dell'Università di Cambridge.

La ricerca è attualmente in fase iniziale: "Non siamo ancora giunti ad una teoria, ma i risultati ottenuti possono aiutare alla comprensione di come elettromagnetismo e meccanica quantistica interagiscano. Si aprono tantissimi universi da esplorare", ha aggiunto Amaratunga. Ai fini pratici, la ricerca potrebbe portare in un futuro, purtroppo non troppo vicino, a microprocessori dotati di antenna integrata, con una notevole riduzione degli spazi. Potrebbe persino nascere una serie di nuovi dispositivi che non necessiti più di antenne da connettere.