Honor, l’ex sub-brand di Huawei Technologies, afferma di essersi assicurata l’accesso alle forniture di chip vitali dopo che è stata scorporata dalla sua madre lo scorso anno. Con un’iniziativa volta a preservare la sua esistenza della morsa di Trump contro le aziende cinesi, la casa madre ha venduto il marchio assicurandosi la sopravvivenza dello stesso.

Honor: quali sono i piani dell’azienda?

La società ha presentato venerdì il suo primo nuovo smartphone della rinascita: si chiama Honor V40, ha il Play Store, le G-Apps e i servizi Google, specifiche tecniche da urlo. La compagnia – ora indipendente – ha affermato che intende espandersi oltreoceano e che intende entrare nel mercato dei device premium. Ad oggi, il telefono è venduto solo in Cina, ma presto approderà negli altri Paesi. Il CEO di Honor Zhao Ming ha riferito durante il comunicato stampa che:

È stata molto dura negli ultimi cinque mesi, ma le benedizioni e l’incoraggiamento dei consumatori e dell’industria ci hanno dato coraggio. Honor affronterà tutto con fiducia e coraggio, e il nuovo marchio, che è indipendente, manterrà la sua gloria del passato e continuerà ad innovare.

L’OEM dichiara di aver confermato partnership con fornitori leader come AMD, Intel, MediaTek, Micron Technology, Microsoft, Qualcomm, Samsung, SK Hynix e Sony. Queste società – così come altri fornitori tecnologici globali – sono soggette alle restrizioni statunitensi sull’utilizzo della tecnologia americana ai danni di Huawei. Tuttavia, diverse aziende hanno affermato che stanno ancora valutando le implicazioni legali della fornitura ad Honor.

Il nuovo smartphone V40 è alimentato dalla piattaforma di chip mobile Dimensity 1000+ 5G di MediaTek. L’ultima versione del chipset, Dimensity 1200, è stata svelata mercoledì. Il terminale dispone anche di un display OLED curvo flessibile, una caratteristica premium che si trova sulla maggior parte degli smartphone di fascia alta. Zhao ha anche riferito che “Sebbene utilizziamo chipset simili ai nostri rivali, il nostro team di ingegneri ha implementato molte delle nostre tecnologie per offrire prestazioni migliori sullo stesso set di chip.” In termini di prestazioni e connessione 5G, il V40 è alla pari con Reno 5 Pro di OPPO, con il Samsung Galaxy Note 20 e con l’iPhone 12 Pro.

Honor ha anche lanciato due nuovi notebook, MagicBook 14 e Magic 15, alimentati dalla CPU Intel e dalla scheda grafica di Nvidia. Dulcis in fundo, ha anche annunciato al mondo il nuovo smartwatch GS Pro.

Sebbene Honor non utilizzi il chipset Dimensity 5G più recente, rivali come Huami e Realme, hanno già annunciato che lo faranno. Pare che l’azienda sia ancora in trattative per assicurarsi gli ultimi SoC di MediaTek e Qualcomm, i due maggiori produttori di processori mobili al mondo. Questo è quanto hanno riferito fonti interne al portale di Nikkei Asia. I

Alcuni fornitori di componenti elettronici hanno inoltre riferito che l’ex sub-brand di Huawei sta prenotando componenti per almeno 60-70 milioni di smartphone quest’anno.

Mercoledì, il vicepresidente aziendale di MediaTek J.C. Hsu ha detto ai giornalisti che lo sviluppatore di chip è felice di lavorare con tutti i produttori di smartphone, ma sta ancora valutando le implicazioni legali della fornitura della neonata società indipendente: “Non escluderemmo di forgiare una profonda collaborazione una volta risolte tutte le questioni [legali]“. Il CEO eletto di Qualcomm, Cristiano Amon, ha anche detto che la sua azienda è in trattative con Honor per una possibile collaborazione.

Gli analisti sono molto cauti sul fatto che Honor possa raggiungere il suo ambizioso obiettivo di produzione. Jeff Pu di GF Securities, afferma:

Siamo ancora preoccupati per il suo accesso e il suo potere contrattuale per garantire chip sufficienti quando anche tutti gli altri produttori di smartphone stanno correndo per proteggere chip e componenti. Nel frattempo, resta da vedere se Honor potrebbe ancora distinguersi nella concorrenza di mercato senza la protezione di Huawei.

Secondo Pu, Honor potrebbe spedire 55 milioni di smartphone quest’anno, ma il numero potrebbe essere rivisto al ribasso, poiché ci sono ancora troppe incertezze.

Fonte:Asia Nikkei