Apple Watch e altri smartwatch con una certa precisione di misurazione potrebbero avere la possibilità di diagnosticare anzitempo una infezione da coronavirus, potendo così preallarmare un utente potenzialmente a rischio Covid-19. Lo studio, condotto dal Mount Sinai Health System di New York in collaborazione con la Stanford University della California, ritiene che ci siano i margini per un approfondimento in tal senso, poiché strumenti di tale caratura avrebbero tutte le caratteristiche necessarie per far emergere una serie di indizi legati al contagio.

Covid-19, come prevederne l’arrivo con uno smartwatch

L’indizio più interessante è quello relativo a piccole aritmie cardiache, flebili variazioni nel ritmo del battito del cuore che gli smartwatch più avanzati (oltre ad Apple è possibile citare brand quali Fitbit o Garmin) sono in grado di rilevare. In molti caso queste piccole sfumature sono legate ad un sistema immunitario sotto sforzo a causa di eventi infiammatori nell’organismo: in caso di Covid-19, l’infezione può arrivare a livelli molto elevati e carpirne gli indizi fin dal principio potrebbe aiutare tanto nella diagnosi, quanto a livello di isolamento della persona e tracciamento dei contagi.

Apple Watch: rilevazione del battito cardiaco

Apple Watch: rilevazione del battito cardiaco

Le potenzialità di questo metodo è insito nel valore HRV (Heart Rate Variability): attraverso i volontari del “Warrior Watch Study” di New York i dati sono stati raccolti 24 ore al giorno, nel tentativo di correlare contagi e variazioni nei ritmi circadiani, depurando i dati della variabilità normale ed individuando – al netto di questo rumore di fondo – pattern utili ad individuare le conseguenze cardiache di un’infezione imminente.

Occorre a tal punto chiarezza. Anzitutto, la ricerca (pdf) non sostiene che un semplice smartwatch possa effettuare diagnosi: semplicemente può catturare degli indizi che, come altri sintomi (febbre, raffreddore), dovrebbe mettere in preallarme consigliando visite specialistiche e tamponi di verifica (portando quindi a diagnosi anticipate, ma sempre e comunque passando attraverso i canali ufficiali di test). Inoltre lo studio è soltanto nelle fasi iniziali e necessita di conferme, poiché il panel testato è al momento numericamente limitato e non sufficientemente differenziato.

Secondo i ricercatori, tuttavia, questo metodo potrebbe portare ad anticipare l’identificazione di un contagio anche di 7 giorni rispetto all’emersione dei sintomi, consentendo così risultati più apprezzabili laddove l’arrivo della Covid-19 si manifesta in modo blando e senza impatto sintomatologico importante. Una cosa è chiara: il mondo wearable ha ancora molto da raccontare in tema di salute.

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