Cresce la diagonale dello schermo e la risoluzione arriva a 2K. Nuova lente per la fotocamera posteriore. È questa la vera ammiraglia di casa?

E poi venne il P10 Plus. Abbiamo testato nelle scorse settimane il fratello minore di questa versione da 5,5 pollici dell’ultima ammiraglia di Huawei, e non ci aspettavamo grandi novità da questa variante che scheda tecnica alla mano ha una manciata di feature in più rispetto al modello da 5,1 pollici: niente schermo AMOLED quest’anno, però ci sono novità intriganti da valutare per ciò che attiene antenne e fotocamera. Piccoli dettagli in grado di fare la differenza?

La confezione di vendita del P10 Plus è identica a quella del P10. Stesso colore, stesso design, stesso allestimento. Da segnalare, ancora una volta, il caricabatterie SuperCharge: è la marcia in più di questo marchio, una volta provato non ne potrete più fare a meno. Non mancano ovviamente gli auricolari stereo, di buona qualità, la graffetta/pin per estrarre il vassoio SIM e microSD, e la pellicola già applicata sul display. Connettore USB type-C per il cavo fornito.

A differenza del P10, il P10 Plus è disponibile (per ora) in due sole colorazioni: Graphite Black, la bella versione scura che abbiamo già visto nella prova del P10, e quella chiara Mystic Silver. Finiture identiche, da lontano i due modelli sono quasi indistinguibili: piccole differenze che solo i più smaliziati riusciranno a cogliere al volo.

Il design dicevamo che è identico per entrambi gli smartphone: il formato 16:9 dello schermo si allarga da 5,1 a 5,5 pollici, rendendo il P10 Plus un phablet a tutti gli effetti, con lo stesso profilo arrotondato e la finitura iperdiamantata del posteriore in alluminio che lo rendono molto piacevole da impugnare. Certo le misure cresciute, 153,5×74,2 millimetri, rendono un po’ più complesso gestirlo con una mano sola: il P10 da questo punto di vista è la soluzione ideale per l’ergonomia, e in generale lo stesso vale per tutti gli smartphone più compatti, ma lo spessore contenuto in meno di 7 millimetri e il peso di 165 grammi aiutano.

Stesso design e stessi materiali per entrambi gli smartphone, dunque. Ci sono solo dei dettagli che vanno notati, per distinguere il Plus dal P10: a cominciare dall’emettitore infrarossi che sta sulla parte superiore del device, un accessorio che da tempo fa capolino in molti prodotti Huawei e Honor e rende lo smartphone un telecomando universale. Niente di irrinunciabile, ma in casa può far comodo per gestire TV, stereo e magari pure il climatizzatore senza dover cercare il rispettivo telecomando.

Un’altra differenza impercettibile è la lente montata sulla fotocamera posteriore: quest’anno il Plus vanta una nuova ottica sviluppata in collaborazione con Leica, denominata Summilux e caratterizzata da una apertura pari a f/1,8 che aumenta in modo significativo la capacità di raccogliere la luce dello smartphone. Senza andare troppo sul tecnico, ricordiamo che la misurazione dell’apertura di un’ottica è identificata con un numero che segue una progressione geometrica: in parole povere, c’è una differenza piuttosto significativa tra l’f/1,8 del Summilux e l’f/2,2 del Summarit montato sul P10, la quantità di luce che può raccogliere la nuova lente è superiore a quella della versione precedente.

Il frontale del P10 Plus resta invece inalterato, con la novità del nuovo tasto capacitivo piazzato in basso che permette di sbloccare il terminale con l’impronta digitale (sempre ottima la tecnologia Huawei in questo senso) e al contempo di gestire l’interfaccia Android con tocchi brevi o prolungati: il funzionamento è identico al P10, e dopo pochi minuti di pratica diventa comodissimo da usare. Fotocamera frontale identica al P10, 8 megapixel con lente f/1,9 e naturalmente autofocus.

Il resto del design è identico: sulla sinistra il vasoio per la nano SIM e la microSD, sulla destra il pulsante di accensione (doppia colorazione, come lo scorso anno e come anche sul P10 nel 2017) e il bilanciere audio. Altoparlante di sistema e microfono principale sono in basso, microfono secondario e jack audio in alto.

Non cambia il processore montato dal P10 Plus, c’è sempre l’ottimo Kirin 960 a bordo: octa-core big.LITTE con quattro core Cortex-A73 e quattro core Cortex-A53 abbinati per offrire potenza ed efficienza, e che garantiscono ottime performance. A differenza del P10, però, il P10 Plus ha a bordo ben 6GB di RAM e 128GB di storage: il terminale non può che beneficiare di questa scelta, soprattutto in prospettiva autonomia.

A differenza dello scorso anno, il P10 Plus non monta uno schermo AMOLED: Huawei ha deciso di optare per la tecnologia IPS, e lo ha fatto anche forse per poter compiere un cambiamento inedito per la sua offerta, ovvero l’adozione di una risoluzione 2K per questo smartphone. È la prima volta che vediamo su un terminale Huawei 2560×1440 punti mostrati sul pannello frontale (in realtà c’è anche il Mate 9 Pro, ma si tratta di un prodotto decisamente diverso), e sebbene sia una notizia interessante non possiamo che ribadire che in termini pratici non garantisce alcun vantaggio significativo sul piano multimediale. Bene, in ogni caso, la GPU Mali-G71: non sembra soffrire l’incremento di risoluzione.

Nella vita di tutti i giorni, invece, aver aumentato di pari passo diagonale e risoluzione fa sì che non ci sia quell’effetto "sgranato” che si percepiva mettendo uno accanto all’altro P9 e P9 Plus. Il pannello IPS scelto, inoltre, non fa rimpiangere l’AMOLED: ha ottimi angoli di visione, ottimo bilanciamento cromatico e luminosità che raggiunge i 450nit che gli consente di essere perfettamente leggibile anche all’aperto. Bene funziona anche la regolazione automatica della luminosità, che agisce con una certa rapidità e riduce in modo efficace la retroilluminazione al chiuso per risparmiare la batteria.

C’è un’altra novità assolutamente invisibile agli occhi, ma che migliora la vita di chi utilizza un P10 Plus: questo terminale Huawei monta ben quattro diverse antenne per la connessione su rete GSM, feature che consente di raggiungere i 600 megabit in download su rete 4G ma sorpatutto incrementa la capacità del terminale di restare collegato alla rete anche in condizioni difficili. Nella pratica significa che il P10 Plus “prende” dove altri smarpthone vanno in difficoltà, lo abbiamo verificato portandolo in posti dove con altri smartphone si resta senza segnale, e anche questo aspetto aiuta a ridurre i consumi: antenne migliori significa meno energia spesa per cercare il segnale, a tutto vantaggio dell’autonomia complessiva. 

Il resto della connettività e dei sensori a bordo non cambia: WiFi dual-band e con doppia antenna, fino al protocollo 802.11 ac, Bluetooth 4.2, supporto per GPS, Beidou, Glonass e Galileo per il geoposizionamento, magnetometro, giroscopio, NFC e tutto quanto occorre su uno smartphone per farlo funzionare al meglio. Anche il Plus, come il P10, tra l’altro combina i dati dei sensori con il segnale GPS per migliorare la precisione della navigazione a piedi o in auto.

Ricordiamo che nella confezione troverete un caricabatterie SuperCharge: la tecnologia proprietaria Huawei unisce un chip nell’alimentatore a uno presente nello smartphone, così da ottimizzare la ricarica senza la necessità di aumentare il voltaggio per renderla più rapida. Questo si traduce in tempi di ricarica accorciati, mezz’ora basta per riempire a metà la batteria da 3.750mAh, ma anche in una vita allungata per l’accumulatore stesso che viene stressato il minimo indispensabile senza surriscaldamenti.

Messo alla prova, il P10 Plus non delude. Le performance sono in linea con quelle del P10, quindi molto buone, e l’interfaccia EMUI 5.1 ben si comporta su questo schermo 2K. I 6GB di RAM sono un tocco in più: rendono più agevole sfruttare anche il multitasking, e la GPU non mostra flessioni alle prese con la risoluzione aumentata.

L’interfaccia EMUI è un po’ la croce e delizia di chi si avvicina al mondo Huawei: va detto che nel tempo si è evoluta molto, e oggi è ben più che una semplice grafica personalizzata. Innanzi tutto non si è più legati all’impostazione "iPhone” con tutte le icone sulle home, visto che è possibile attivare il drawer e adottare quindi una impostazione più standard per Android. Ma, soprattutto, gli strumenti che operano davanti e dietro le quinte sono tra i migliori in circolazione: il P10 Plus migliora con l’uso, l’algoritmo che si occupa di ottimizzare l’utilizzo dello storage basandosi sull’utilizzo delle app è efficace, e l’app Gestione Telefono consente di ottimizzare in un tocco l’uso della memoria RAM e dello storage. In più si può entrare nel dettaglio di quali app possono operare in background, quali sfruttano la connessione mobile e quanto consumano in traffico dati e in batteria,  quali e quante notifiche mostrare, scegliere di non mostrare certi dati sullo schermo per garantire la privacy, o ancora di proteggere ogni singola app vincolandola all’inserimento dell’impronta digitale.

La maturazione della EMUI va di pari passo con la gestione dell’hardware: della connettività ottima abbiamo già detto, Huawei ha imparato a farle davvero bene le antenne (sia quelle LTE, che quelle WiFi e pure il Bluetooth), e abbiamo anche già detto del lettore di impronte sempre velocissimo. Bene va l’altoparlante di sistema, che abbinato allo schermo garantisce una buona performance multimediale. Nel complesso non vediamo punti deboli particolari per il P10 Plus.

Passiamo a parlare di un punto cruciale che differenzia la versione Plus dal P10 standard: la fotocamera. Riponevamo molte speranze nella nuova lente Leica, soprattutto per valutare il comportamento di quest’ultima alla sera: una lente più luminosa significa foto migliori quando c’è meno luce, i tempi di esposizione sono inferiori e il rischio di scattare immagini mosse si riduce. L’unione tra il doppio sensore (20 megapixel monocromatico e 12 megapixel RGB) con la nuova Summilux costituisce di fatto la terza generazione della collaborazione con Leica in meno di 12 mesi: con queste premesse ci siamo messi a scattare fiduciosi.

Quello che abbiamo notato, subito, è che la nuova lente è decisamente superiore alla precedente: meno riflessi, più nitidezza, Summilux è otticamente migliore di Summarit. Una buona notizia: non era scontato. Questo si traduce in più dettagli identificabili nelle foto: aprendole sullo schermo del PC si nota inoltre che la gestione del sensore non è identica su P10 e P10 Plus, a testimonianza del fatto che è stato condotto un lavoro specifico per ottimizzare la combinazione della nuova lente con il sensore.

Altro aspetto che abbiamo notato è che le foto scattate alla sera sono un gradino superiori a quelle già buone del P10: questo significa che, punta e scatta, il risultato del P10 Plus è in linea con quello dei migliori smartphone su piazza in tutte le condizioni. Macro di giorno e di sera, panorami, ritratti: tutto fila liscio, con l’autofocus preciso e buona reattività garantita anche dal processore di immagini dedicato. L’unico limite attuale, lo stesso che abbiamo notato sul P10, è che la stabilizzazione dei video in movimento resta superiore su Galaxy e iPhone: non è un aspetto cruciale, nel senso che non capita poi così spesso di girare video in queste condizioni, ma ci auguriamo che Huawei lavori in questo senso nel prossimo futuro (ci sono senz’altro margini anche per un intervento sul software).

C’è infine un aspetto, che riguarda la fotografia, che vale la pena sottolineare: i selfie di Huawei sono superiori a quelli di tutti gli altri Android in circolazione, non c’è proprio storia per quanto attiene la qualità di giorno e di sera, con o senza la modalità Portrait attivata. Dunque, se siete appassionati del genere tenete questo aspetto in debita considerazione.

Dulcis in fundo, l’autonomia. Avevamo avuto qualche dubbio col P10, ma esattamente come lo scorso anno possiamo affermare due cose: prima di tutto il P10 Plus riesce a sfruttare davvero al meglio la batteria, ed è in grado di mantenere le promesse fatte da Richard Yu sul palco durante il lancio, superando in scioltezza la giornata di autonomia. In secondo luogo, gli aggiornamenti al software giunti nelle scorse settimane hanno influito, come ci aspettavamo, nell’ottimizzazione generale di questo comparto: è migliorato il P10 ed è migliorato, a maggior ragione, il P10 Plus.

Il P10 Plus rappresenta al momento la massima espressione della tecnologia Huawei per gli smartphone (non ce ne voglia il Mate 9 Pro). È quindi il terminale ideale per valutare l’impegno del marchio nel settore, e come si posizioni rispetto alle ambizioni per quanto attiene la competizione con i marchi tradizionalmente più blasonati.

Questo P10 Plus ha un paio di aspetti che potrebbero essere migliorati: non ci sarebbe dispiaciuto avere una confezione con accessori più ricercati, magari delle cuffie auricolari più particolari così da garantire un’esperienza complessiva d’uso più soddisfacente. Chi acquista oggi un terminale di questa fascia di prezzo si attende un trattamento da prima classe e, sebbene Huawei abbia compreso appieno qual è la strada da seguire, a noi recensori non resta che andare a cercare il pelo nell’uovo. Stesso discorso vale, ad esempio, per i video: con tutto il lavoro svolto per la fotocamera posteriore, è un peccato che questo dettaglio resti ancora un pizzico indietro rispetto alla concorrenza.

Il resto del terminale, invece, ha fatto un bel passo avanti: la certificazione per l’impermeabilità IPX3 è una buona notizia, finalmente anche Huawei si lancia in questa direzione e non è un fattore da trascurare vista l’onnipresenza degli smartphone nella nostra vita. Bene, molto bene, la qualità dello schermo, della connettività, l’autonomia. La fotocamera ci è parsa decisamente maturata rispetto a un anno fa sul P9, a dimostrazione che effettivamente l’azienda sta investendo su questo aspetto assieme a Leica. Il design, anche se non proprio originalissimo, è azzeccato e l’ergonomia buona: merito anche dalla EMUI, interfaccia ormai matura e ben ottimizzata.

Il P10 Plus costa 829 euro prezzo di listino, vale la pena prenderlo in considerazione anche rispetto al più economico P10? Senz’altro sì: da sole la fotocamera posteriore e la quadrupla antenna valgono la differenza, e poi ci sono le offerte con sussidio degli operatori che rendono la scelta decisamente accattivante. Non ci stupirebbe se le vendite premiassero Huawei e il suo P10: è tra i migliori smartphone che ci sia capitato di provare, è un prodotto maturo e in particolare il P10 Plus è decisamente uno smartphone allo stato dell’arte.

È una buona notizia per tutti che Huawei sia riuscita a sfornare un telefono di questo livello: significa che ormai sono almeno tre i grandi marchi che si misurano nella fascia alta del mercato, alla coreana Samsung e la statunitense Apple ormai si è unita stabilmente la cinese Huawei. Questo si traduce in una concorrenza che spingerà a osare di più e migliorare l’offerta, a tutto vantaggio degli utenti finali, che ormai hanno davvero più alternative tra cui scegliere.

Dati tecnici

Accessori
Supporta On the GO per le periferiche USB
accessori per i wearable
Supporta e-sim
Supporta dual sim
Batteria
Velocità di ricarica in milliAmpere per ora (mAh) 3750
tipo di batteria Li-ion
Ricarica rapida
Ricarica wireless
Memoria
RAM 4 GB
Memoria interna 64 MB
Memoria esterna
Navigazione
GPS
Sistemi GPS supportati Glonass
Processore
Chipset Huawei Kirin 960 (8 core)
Rete mobile
Reti supportate EDGE,UMTS,HSUPA,GPRS,HSCSD,LTE
Schermo
Diagonale 5,5"
Sistema operativo
Sistema Operativo Android 7 (Nougat)
Connettività
NFC
HDMI
Infrarossi
WiFi Tipo 802.11 a/b/g/n/ac
USB USB v2.0
Bluetooth v4.2

Foto e video

Camera frontale
Risoluzione massima
* specifiche per sensore
Camera posteriore
Raw
Flash (cam. posteriore) Dual Tone
Risoluzione massima
* specifiche per sensore

Multimedia

Audio
DTS
aptX - presenza della tecnologia qualcomm per il BT wireless low latency
Dolby Atmos
Hi-Res Audio
Audio Stereo
Low Latency Audio
DAC Audio dedicato

Sensori

Biometria
Sblocco con riconoscimento facciale
Impronta digitale
Sensore impronta sotto il display
Riconoscimento iride
Fisici
Bussola
Barometro
Giroscopio
Accelerometro
Prossimità/Luminosità

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