Il settore del VoIP su cellulare si sta dividendo nettamente tra due categorie di servizi. Quelli semplici e automatici e quelli che si arricchiscono anche di funzioni aggiuntive, 2.0.
Le novità più dirompenti vengono dalla prima categoria, che è anche quella più vicina alle esigenze del pubblico di massa. GoJajah, frutto di un accordo tra Jajah e l’italo-americana Funambol, è una rottura con il passato perché è un ulteriore passo avanti sul sentiero dell’automatizzazione del VoIP.

Un sms autoconfigurante scopre in automatico i contatti internazionali che abbiamo in rubrica e vi associa un numero nazionale (virtuale), che fa da sponda alla chiamata (attraverso un gateway). La novità non è tanto nell’uso del gateway, che permette di chiamare via rete tradizionale e non via banda larga dell’utente (la conversione in VoIP è remota); ma è nello sforzo di rendere semplice e automatico ogni passaggio, fino a integrare il servizio con la rubrica normale. Anche l’italiano Geophonia utilizza un sistema analogo di gateway, infatti; ma richiede che l’utente configuri a mano i numeri virtuali (tramite sito web del servizio) associati ai contatti internazionali. Di contro, Geophonia è più flessibile perché permette di chiamare anche i contatti internazionali non preparati in precedenza (è sufficiente digitarli dopo aver composto il numero del centralino, come si farebbe con una delle tante schede prepagate internazionale acquistabile in edicola).

Ma è senza dubbio la via dell’integrazione del VoIP nella rubrica quella che s’imporrà nel tempo. Perché è quello che vogliono gli utenti. E perché segna definitivamente l’emancipazione del VoIP dal ruolo di servizio per smanettoni e il suo matrimonio con il normale mondo dei cellulari. Una delle forme più comode di integrazione del VoIP nella rubrica la si ha con i Nokia serie E, che includono un client sip, configurabile con qualsiasi provider VoIP sip (Noverca lo fa anche via sms). È probabilmente il modo più comodo e immediato per chiamare con un VoIP che sfrutti la rete internet dell’utente (il che permette di ridurre ancora di più il costo della telefonata, rispetto al sistema con gateway). Segue la filosofia dell’integrazione, del resto, anche una delle novità più notevoli uscite in quest’ambito di recente: INQ1, il social phone di 3. Oppure Noverca Mobile, che mette il VoIP all’interno della stessa sim. Più matrimonio di così…

E, anche se in modo diverso, una forma di integrazione tra mondi diversi è professata anche da Google Voice. Di cui, proprio in questi giorni, Google sta cominciando a mandare i primi inviti all’utilizzo, segno che ne sta preparando il lancio sul grande pubblico.
Ciò non toglie che resti un futuro per le applicazioni VoIP stand-alone, di cui esponenti principali sono Fring, Nimbuzz, Truphone e Skype (ormai integrato nei primi due). Ha senso utilizzarli sui cellulari privi di client sip (che Fring e Nimbuzz permettono di aggiungere). Per esempio sull’iPhone. Oppure sono utili per le funzioni aggiuntive di chat, presence online e di integrazione con il mondo del web 2.0. Tutte cose- anch’esse- destinate prima o poi a sposarsi con la normale rubrica del cellulare, sollevando l’utente dall’onere di lanciare un’applicazione ad hoc.