L’amministrazione Trump fa appello ad un’altra sentenza TikTok. Da quanto si legge, sembra che il Dipartimento di giustizia fa appello contro un’ingiunzione che ha bloccato il divieto della nta “app dei balletti”.

Trump vs TikTok: quando la noia è una brutta gatta da pelare

L’amministrazione Trump è sicuramente divenuta molto famosa per perdere cause una dopo l’altra in tribunale. Così come il presidente uscente, restio ad accettare la sconfitta, anche il suo Governo sembra essere caparbio e non intenzionato a mollare le battaglie contro i mulini a vento che conduce. Di fatto, dopo che il giudice ha respinto la richiesta di ban di TikTok negli Stati Uniti, adesso, forse per noia, forse per gioco, i funzionari dei piani alti della casa bianca hanno deciso di appellarsi e fare ricorso contro l’ordinanza del giudice.

Si legge infatti che lo scorso 7 dicembre, il giudice distrettuale americano Carl Nichols ha emesso un’ordinanza che bloccava le restrizioni del Dipartimento del Commercio su TikTok, le quali avrebbero potuto impedire nuovi download dell’app all’interno degli store statunitensi. L’ordine di Nichols segue quello di ottobre emesso dal giudice distrettuale degli Stati Uniti Wendy Beetlestone in Pennsylvania. La donna aveva infatti emesso un’ingiunzione contro il divieto di ban per l’app di ByteDance.

In quel caso, tre content creators avevano sostenuto che un eventuale divieto di TikTok avrebbe avuto un effetto negativo devastante sul loro reddito. E lunedì, il DOJ ha presentato ricorso contro la decisione di Nichols alla Corte d’Appello degli Stati Uniti per il circuito DC.

La saga TikTok-Trump è iniziata ad agosto, quando il presidente Trump, in preda ai deliri estivi,  ha emesso un ordine in cui afferma le sue preoccupazioni per la sicurezza interna del Paese, minacciata dalle “pericolosissime” TikTok e WeChat, due app aventi sede in Cina. Addirittura, si è parlato di “emergenza nazionale“. Donald Trump aveva infatti invocato l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), una norma che permette al presidente di vietare le transazioni tra entità statunitensi ed estere. Con un ordine il 14 agosto, il Governo americano aveva concesso alla società madre ByteDance, 90 giorni per vendere o scorporare la sua attività legata a TikTok negli Stati Uniti. Tale restrizione sarebbe dovuta entrare in vigore lo scorso 12 novembre, ma per fortuna, così non è stato.

Il 18 settembre, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha emesso un ordine per bloccare i download dell’app negli Stati Uniti. Ma il giorno dopo, il presidente ha dichiarato di aver approvato “concettualmente” un’offerta del gigante del cloud computing Oracle per diventare il “partner tecnologico di fiducia” di TikTok. Quell’accordo richiedeva la creazione di una nuova entità, TikTok Global, che avrebbe avuto sede negli Stati Uniti e avrebbe assunto l’elaborazione e l’archiviazione per tutti gli utenti facenti parte dell’app e con sede negli Stati Uniti. Le cose sono andate – per fortuna – diversamente e quindi, non contento, Donald Trump ha deciso di rimescolare le carte e fare nuovamente ricorso alle sentenze dei giudici.

Fonte:CDN VOX