Non c’è nulla da stupirsi, c’è ben poco da riflettere, c’è solo da ballare. E succederà da febbraio a settembre, all’interno di una serie di tappe nelle quali si snocciolerà il Tour DoubleTap 2019 di cui Huawei sarà partner principale. Sebbene manchino ancora le date e le location del grande evento (25 mila ragazzi coinvolti in occasione dell’edizione 2018), Huawei ha già annunciato che l’intero tour sarà una grande vetrina per il proprio nuovo Huawei P Smart 2019. Tik tok! L’attesa sta per finire, il tour 2019 sta per cominciare.

Eh, vai a capirli i giovani. Vai a capire perché abbiano così bisogno di mettersi in mostra. Vai a capire perché abbiano la carnale necessità di un profilo su un social network, dove di carnale non c’è più nulla, dove tutto è comunicazione, dove tutto è virtuale, dove nulla è più vero. Poi però pensi a quanto tutto ciò non sia certo nuovo. Quello che oggi etichettiamo come “avatar” un tempo lo si leggeva come “maschera”, e la necessità di ballare di fronte ad altri è la stessa che negli anni ’90 alimentava la corsa alle discoteche e negli anni ’80 esaltava al cinema “Footloose“. E allora che c’è di male in Tik Tok? E allora perché stupirsi se milioni di ragazzi seguono i loro idoli, nati online invece che propinati da trasmissioni televisive prezzolate?

Non è un caso se Tik Tok sia una tra le app più scaricate al mondo: la pulsione del ballo come espressione collettiva è qualcosa di ancestrale che tra gli smartphone e i social network ha soltanto trovato un nuovo canale, un incredibile veicolo, una valvola di sfogo potentissima. E allora si balla, e si interagisce, e il coinvolgimento tira dentro milioni di ragazzi da tutto il globo.

In occasione della presentazione alla stampa del nuovo device, Huawei ha sottolineato tutte le caratteristiche che rendono il P Smart 2019 perfetto per i più giovani: la fluidità garantita da un buon processore, una fotocamera di qualità (doppio obiettivo da 13MP+2MP) con tanto di Intelligenza Artificiale a supporto, effetti speciali integrati per una immediata produzione avanzata e altro ancora. L’obiettivo è rendere il telefonino uno studio di registrazione comodo e intelligente per trasformare qualsiasi momento in una opportunità.

Secondo quanto spiegato da Huawei, i “tiktokers” passano in media circa 34 minuti al giorno sull’app (ex-Musical.ly) in 6 differenti sessioni. Tempo prezioso, cercando attenzioni e costruendo la propria identità all’interno di quei social che li tengono ancorati alla propria cerchia di amicizie e ne estendono la portata verso le masse. Andy Warhol aveva un’idea precisa in merito, ma non avrebbe certamente lesinato sulla scelta dello strumento da utilizzare per esprimere al meglio la creatività dei singoli. E così è oggi, con smartphone di media gamma sempre più ricchi di funzionalità affinché la bontà del risultato possa essere alla portata di tutti.

Huawei P Smart 2019 si candida così ad essere elemento di accesso per un rito collettivo di iniziazione, snocciolando lungo un intero tour DoubleTap il proprio Huawei Challenge in cerca dei migliori “tiktokers” (mai sentiti nomi come Tel J, Marta Losito, Pollydance?). Che poi altro non sono se non un complesso mix di creatività e di capacità di utilizzo dello strumento, doti afferenti più alle capacità dell’utente che non all’insieme di specifiche che si riescono a mettere assieme.

Fin dai tempi dei tempi la gente ha sempre ballato per le più svariate ragioni. Danzavano come preghiera, perché il loro raccolto fosse abbondante o la caccia fruttuosa. E hanno sempre danzato per conservarsi in buona forma fisica e tenere alto il morale della comunità. E hanno danzato per festeggiare. E’ questo il genere di ballo di cui parliamo.

Tutto cambia, nulla cambia. Ed oggi il Ren McCormack di Footloose insegnerebbe forse al suo amico impacciato ad usare bene Tik Tok, più che a ballare tra tronchi di legno.