E se ci fosse dell’altro dietro l’errore con cui Huawei ha portato improvvisamente una pubblicità sugli smartphone dei propri utenti? Che si fosse trattato di un errore appare cosa conclamata, se non altro per il modo “grossolano” con cui la pubblicità di booking è improvvisamente comparsa su molti smartphone Huawei e Honor (anche in Italia). Dapprima il gruppo sembrava voler negare ogni addebito, ma si era trattato di un problema comunicativo interno: in realtà Huawei ha infine ammesso ogni addebito, spiegando di aver caricato una immagine per un semplice test. L’immagine è però passata dai server agli smartphone , cosa che ha fatto esplodere il problema: ora tocca agli utenti agire proattivamente per rimuovere l’immagine o l’opzione di scelta degli sfondi.

Come rimuovere le pubblicità dal lock screen Huawei

Ma cosa si potrebbe nascondere dietro l’errore di Huawei?

Smartphone: arriva la pubblicità?

Acquisteresti uno smartphone a prezzo scontato se sapessi poi di dover accettare una pubblicità sulla schermata di blocco? Potrebbe essere venuto il momento di valutare questa cosa, per due motivi. In primis, poiché la cosa è effettivamente possibile e il modello “con offerte speciali” è già da tempo validato in casa Amazon. I vari dispositivi Kindle e Fire, infatti, sono così distribuiti ormai da tempo, consentendo agli utenti di acquistare i device a prezzo scontato firmando un patto pubblicitario con l’azienda. Questo modello potrebbe essere facilmente trasferito anche sul mercato smartphone (nel 2018 già Xiaomi ha fatto qualcosa di simile, iniziando una serie di sperimentazioni attraverso l’interfaccia dei propri device) e l’errore Huawei dimostra come la cosa possa essere adottata in modo semplice ed immediata.

In secondo luogo, l’arrivo delle pubblicità su smartphone potrebbe avere molto senso in virtù del costo crescente degli smartphone all’interno di un mercato che ormai non sembra più avere grossi margini di crescita. Un modello di business basato su costi di accesso inferiori e piccoli annunci pubblicitari sulle schermate di blocco potrebbe effettivamente rivelarsi vincente, consentendo ad un gruppo come Huawei di calmierare i costi di quei 10-20 euro ad unità che potrebbero fare la differenza nelle scelte di acquisto.

L’errore di Huawei potrebbe pertanto celare una strategia in fieri, o magari qualche semplice sperimentazione per valutare l’effettiva bontà e gli effettivi margini di un business di questo tipo? Difficile a dirsi, ma l’ipotesi non può certo essere ignorata. Se a questo giro l’errore è stato mal digerito dagli utenti poiché la pubblicità è stata “spinta” in modo inatteso e poco gradevole, in futuro uno sconto sul costo iniziale potrebbe mettere tutti d’accordo.

E tu? Acquisteresti uno smartphone con un piccolo sconto se per ottenere ciò dovessi accettare qualche pubblicità sul lock screen?