Nel percorso lento di evoluzione che la banda larga ha vissuto in Italia nel corso degli anni, l’accelerazione ha iniziato a farsi concreta negli ultimi anni e negli ultimi mesi si è palesato di fronte a tutti il ruolo assolutamente fondamentale che una rete in fibra può avere per gli equilibri e le potenzialità del paese. Il suo ruolo sociale ed economico vanno oltre la forza dei semplici numeri, ma è su questi numeri che possiamo misurare quanto lavoro sia già stato fatto e quanto si possa ancora fare per crescere da questo punto di vista.

Meno rame, più fibra

I dati AGCOM relativi al Q4 2019 indicano anzitutto un dato macroscopico fondamentale: le linee in rame sono per la prima volta sotto il 50% del totale, mentre la fibra corre per conquistarsi il mercato. Nel giro di un solo anno (dicembre 2018-dicembre 2019) il calo del rame è stato pari all’11% circa, scendendo dal 58,1 al 47,2%: una vera e propria sostituzione funzionale e strutturale in pieno corso, ed in grande accelerazione, che con il senno del poi vedremo prospetticamente come il punto di incontro tra il passato della rete al futuro in banda ultralarga.

In questa fase le linee FTTC rappresentano la maggior quota del mercato della fibra (39,7%), mentre le FTTH e le FWA raggiungono entrambe una quota approssimativa tra il 6 ed il 7%. Proprio le FTTH sono comunque quelle che stanno vivendo la maggior crescita: tali ritmi sincopati tra le varie tecnologie sono motivati dalla differente velocità di distribuzione sul territorio, con le coperture di aree marginali che ora vanno ad accelerare rispetto ai centri cittadini ormai da tempo coperti e completati.

Fibra 2019: quote di mercato

Vodafone registra la crescita maggiore

Oggi il 55% delle connessioni su linea fissa ha pertanto una velocità superiore ai 30Mbps (+10% rispetto ad un anno prima, frutto della grande accelerazione di linee ad alte performance come la Fiber-to-the-Home) e 4 linee su 10 hanno velocità nell’ordine dei 100 Mbps. In questo quadro Vodafone si conferma uno dei protagonisti del cambiamento grazie ad un’evoluzione estremamente rapida delle proprie quote di mercato, con trend di crescita ormai consolidato e duraturo: oggi l’operatore – grazie anche e soprattutto a offerte in fibra come la Internet Unlimited – è in seconda piazza dietro a TIM, confermandosi come il nome in maggior crescita sull’intero panorama recuperando ulteriori punti percentuali sull’incumbent.

Fibra: quote di mercato 2019

La fotografia è dunque quella di una rete che vede migliorare le proprie performance medie grazie ad uno spostamento progressivo del baricentro degli abbonamenti verso le infrastrutture con migliori performance: è questo il risultato di una copertura sempre più capillare (ed in forte accelerazione, tanto che i cantieri in molti casi non si sono fermati neppure durante il lockdown) e di una domanda che si fa sempre più consapevole.

La banda larga è oggi agli occhi di tutti un bene di prima necessità, soprattutto quando ha dimostrato di poter sopperire ad altri bisogni primari consentendo formazione, acquisti e socializzazione anche nei momenti più complessi. I numeri in crescita della velocità media di collegamento diventano quindi termometro del riscatto e nei mesi a venire l’accelerazione è destinata a mantenersi pertanto solida.