Samsung prevede di espandere la produzione di sensori di immagine CMOS del 20% nel corso dell’anno. Oltre ad essere il più grande produttore di smartphone al mondo (ma non nel quarto trimestre del 2020), il colosso sudcoreano è anche uno dei maggiori fornitori di componenti per dispositivi mobili.

Samsung: in aumento la produzione… e i costi dei sensori

Uno dei chip più popolari venduti dall’azienda è proprio il sensore d’imaging. Ora, secondo un rapporto del portale The Elec, popolare e affidabile media dell’industria elettronica sudcoreana, sappiamo che la società prevede di espandere la produzione dei CMOS (noi anche come CIS) del 20% nel 2021.

La pubblicazione afferma che Samsung ha prodotto circa 100.000 unità al mese nel 2020. Ma nel 2021, il gigante della tecnologia pare che abbia in programma di aumentare tale valore a circa 120.000/130.000 pezzi.

Per raggiungere questo obiettivo, si dice che l’OEM stia valutando la possibilità di convertire uno dei suoi impianti DRAM (11 linee e 13 linee) a Hwaseong per la produzione dei suddetti sensori di immagine CMOS. Se ciò dovesse accadere, si prevede che, a goderne saranno i quattro principali fornitori di Samsung Electronics per CIS, ossia Tesna, Nepes Ark, LB Semicon e Plus Chip. In previsione dell’espansione della produzione CIS di Samsung, tutti i fornitori sopra menzionati hanno già ampliato la loro capacità produttiva.

Inoltre, secondo i recenti rumor, si ipotizza che Samsung voglia aumentare anche il costo dei sensori CMOS del 40% e purtroppo, sembra che anche altre realtà abbiano intenzione di effettuare una simile mossa. Il motivo è presto detto: la causa pare essere la carenza di componenti chiave per device mobili.

Secondo le ultime stime, la compagnia avrebbe anche aumentato gli ordini delle fonderie a 28 nm al fine di riuscire a garantire la domanda, anche se – al momento – le capacità non sembrano essere al top. Probabilmente Samsung investirà molte risorse in attrezzature così da donarle alla United Microelements Corporation per assicurare la produzione dei chipset. Ad oggi non vi è ancora un’ufficialità in merito, pertanto vi invitiamo a prendere il tutto con le dovute cautele.

Fonte:The Elec