Adusebf e Federconsumatori hanno chiesto al Tribunale Civile di Roma di bloccare immediatamente la campagna pubblicitaria di 3 per il lancio della nuova linea tariffaria ‘Tua’, perchè giudicata ingannevole. Secondo le due associazioni dei consumatori gli spot televisivi, radiofonici, come pure quelli della carta stampata ometterebbero alcuni importanti dettagli di cui gli utenti dovrebbero essere a conoscenza, oltre a voler fare erroneamente credere che si otterrà il videofonino completamente gratis.

‘In realtà – si legge in un comunicato ufficiale diffuso da Adusebf e Federconsumatori – quanto detto negli spot non corrisponde al regime contrattuale effettivamente applicato al consumatore, quale risulta dalle condizioni contrattuali predisposte da H3G per i servizi in questione.
L’offerta pubblicizzata, infatti, lungi dal consentire la possibilità di ricevere un videofonino "senza pagare” – dunque, “GRATIS”, come fanno credere le comunicazioni pubblicitarie – espone, invece, il consumatore-utente ad una serie di oneri e penali gravose, anzi, certamente abusive e, comunque, vessatorie’.

Di seguito riportiamo l’elenco delle critiche mosse da Adusebf e Federconsumatori
a 3, i cui dettagli della nuova offerta commerciale sarebbero evidenti solo
leggendo attentamente le condizioni contrattuali, poco chiare nei messaggi pubblicitari:

1) NON È VERO che il videofonino gli verrà consegnato GRATIS ossia senza
pagare. Il videofonino viene consegnato all’utente in comodato gratuito (cioè
dato in prestito) per cui l’utente non è, né diverrà mai proprietario di quell’apparecchio:
questo resta di proprietà esclusiva di H3G che si limita a consegnarlo all’utente
“al solo fine di consentire a quest’ultimo di usufruire dei Servizi 3”. Di più.
L’utente non potrà utilizzarlo con schedina SIM di altri operatori (come avviene
ormai comunemente con tutti i telefonini ora in commercio);

2) l’utente, per avere il videofonino deve subito pagare una quota di attivazione,
il cui importo – non indicato in pubblicità – è di ben 189 euro (a fondo perduto)
oltre la spesa di traffico effettivo che comunque non può essere inferiore a
30 euro;

3) l’utente, infatti, per accedere al servizio, deve necessariamente impegnarsi
“a pagare i corrispettivi e/o penali così come previsto nei piani tariffari”
e cioè:

a) penale di 30 euro nel caso in cui non riesca a rispettare
la soglia minima di traffico in entrata e/o in uscita (chi non ci arriva si
autotelefonerà);
b) penale pari al valore di listino al netto di IVA del terminale, qualora,
in caso di cessazione, anche anticipata, dei servizi Tua o di disattivazione
della schedina SIM, non riconsegni il terminale entro i 30 giorni successivi;
c) penale pari a 240 euro per primo smarrimento/furto o distruzione del terminale
(ma non era “suo” per sempre?);
d) penale pari a 360 euro per successivi smarrimenti/furti o distruzioni del
terminale;
e) corrispettivo per il recesso dal servizio pari a 200 euro se avviene nei
180 giorni (6 mesi) successivi al momento in cui ha ricevuto il terminale
o lo ha sostituito (si può sostituire solo dopo 1 anno dall’attivazione);
pari a 100 € se avviene quando siano trascorsi i 180 giorni dal momento dell’attivazione,
ma non sia ancora maturato il diritto alla sostituzione (ossia entro 1 anno
dall’attivazione medesima)