Aduc è furente, ma ad oggi sembra la sola associazione a fare davvero baccano sul tema: rischia infatti di incrinarsi un diritto dei consumatori (sancito dal decreto Bersani sulle liberalizzazioni). Quello a una portabilità di numero rapida, senza traumi, senza perdite né costi evitabili per l’utente.
Sono due i nodi all’orizzonte. Il primo è a fine maggio, quando si saprà la verità sul destino di una delibera Agcom abbastanza importante per i rapporti di forza tra operatori e per gli utenti finali. Quella che inaugura la portabilità rapida del numero di cellulare e colpisce la retention.
Tim e Vodafone si sono opposti alla delibera e, dopo aver perso il ricorso al Tar del Lazio, hanno ottenuto nei giorni scorsi dal Consiglio di Stato la sospensiva della delibera. Significa che viene messa in stand by: non scatterà più da giugno, com’era previsto. Con molta probabilità, però, il giudizio di merito, su questa delibera, sarà già entro fine maggio e allora il nodo si scioglierà: si saprà se entrerà in vigore o se sarà annullata definitivamente (nel secondo caso, Agcom dovrà riformularla).

A dividere gli operatori non è tanto la portabilit&