Dall’analisi dello smontaggio (teardown, in inglese) del Google Pixel 5, vengono messi in luce alcuni interessanti dettagli che l’utenza non si aspetterebbe di vedere. Per esempio, si noti che il dispositivo, avente un corpo prevalentemente in metallo, riesce a supportare senza problemi la ricarica wireless. Tuttavia, dall’analisi dei componenti si nota come il telefono non sia così cambiato rispetto ai modelli precedenti.

Google Pixel 5: il trucco della ricarica wireless

Google ha spiegato, all’interno del suo forum ufficiale, il funzionamento della ricarica wireless sul dispositivo ma, grazie al video di smontaggio realizzato dagli esperti di PBKReviews (tramite 9to5Google) tutti i misteri sono stati completamenti eliminati. All’interno della scocca si può osservare infatti un grande ritaglio nel mezzo del guscio che permette alla bobina della ricarica wireless di eseguire le sue “magie”. La plastica in bio-resina che si vede subito dopo, da invece l’illusione di aver una superficie ininterrotta.

Oltre a ciò, il design della struttura si presenta alquanto familiare. Google ha nascosto le antenne 5G ad onde millimetriche vicino al bilanciere del volume e al bordo superiore. Le clip così, mantengono lo schermo saldamento fissato per evitare di avere alcuni incresciosi problemi (schermi scollati dalla scocca) che si sono verificati con alcune unità di Pixel 4.

Il portale di iFixit invece, ha osservato che Google utilizza una scheda madre molto simile a quella vista sul Pixel 4, limitando così lo spazio per una batteria più grande e per gli altri componenti. Dallo studio della struttura interna del telefono si vede l’approccio che ha mantenuto la compagnia con il suo primo midrange premium. Il trucco che ha adottato per l’aggiunta della funzionalità di base come la ricarica wireless è sicuramente molto ingegnoso e da apprezzare, seppur non stiamo parlando di una reinvenzione totale ed innovativa.

Ricordiamo che Pixel 5 è in vendita in molti Paesi del mondo (anche europei, seppur non in Italia) al costo di 629 €. Questo è il primo mediogamma premium del colosso di Mountain View, avente processore Snapdragon 765G di Qualcomm, doppia lente wide e ultra-wide (novità assoluta per l’azienda), display a 90 Hz con cornici sottili e selfiecam incastonata in un foro sull’angolo sinistro del pannello. Forse, la più grande caduta di stile per questo device è rappresentata dal fingerprint fisico posto sulla back cover. Non ci sarebbe dispiaciuto vedere un retro interamente pulito e privo di elementi disturbanti, ma tant’è.

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Fonte:PBKreviews