Con il licenziamento degli ultimi dipendenti da parte del mai nato consorzio mobile IPSE 2000, pareva che la storia avesse avuto un finale amaro. Diversi parlamentari di maggioranza ed opposizione, però, hanno annunciato una petizione a favore dei dipendenti licenziati, con una interrogazione parlamentare alla Camera. Così, nel secondo anniversario del congelamento di IPSE, si cerca di aprire uno spiraglio per una positiva soluzione del problema occupazionale. Infatti, proprio il 30 ottobre 2001 veniva annunciato il blocco delle attività di IPSE 2000 ed iniziava il calvario per centinaia di famiglie di lavoratori.

L’interrogazione presentata alla Camera chiede se il Governo intenda far rispettare gli obblighi previsti dalla licenza UMTS che IPSE 2000 ha acquisito ed in particolare la copertura di rete dei capoluoghi di regione entro il 30 giugno 2004 e se, in caso di mancato rispetto, intenda ritirare la licenza, così come previsto dalla normativa vigente. La mozione, invece, impegna il Governo ed in particolare il Ministero delle Comunicazioni a concedere il nulla osta al trading delle frequenze esclusivamente in presenza di un accordo tra IPSE 2000 e le società acquirenti che preveda la piena ricollocazione di tutti i lavoratori. In sostanza, ciò che si chiede è la ricollocazione dei lavoratori di IPSE 2000 presso la o le società acquirenti delle sue frequenze entro giugno 2004, pena il ritiro della licenza per mancato rispetto degli obblighi. La vicenda, quindi, appare tutt’altro che conclusa.