La crisi ormai perdurante del settore
delle telecomunicazioni non accenna a diminuire. Quasi tutte le aziende interessate
lamentano perdite, anche di una certa consistenza. Ultima in ordine di tempo
ad offrire pessimi risultati è stata Alcatel. L’azienda francese ha annunciato
che i primi sei mesi del 2001 si sono chiusi con una perdita complessiva di
5.500 miliardi. Si tratta del primo buco finanziario dal 1995.

La risposta di Alcatel è una nuova
serie di licenziamenti. Oltre ai 7.500 tagli già previsti, se ne aggiungeranno
altri 12.500. In totale sarà espulso ben il 18% della forza lavoro. La crisi
negli USA non pare sia destinata a diminuire, anzi, le previsioni sono pessimistiche.
Licenziare appare l’unica arma in mano alle aziende.

Altra società che vive un momento
difficile è Sony. Il primo quarto dell’anno ha visto una perdita di 250 milioni
di dollari, soprattutto a causa dei tre ritiri di terminali mobili che l’azienda
ha dovuto effettuare, per malfunzionamenti, in Giappone. In generale, però,
anche il settore dell’elettronica di consumo ha rallentato, creando una situazione
difficile per Sony, anche a causa delle scarse vendite della Playstation 2.
Pare proprio che la prossima alleanza con Ericsson, che sarà operativa a partire
dal 1° ottobre, sarà la vera ancora di salvezza del settore mobile dell’azienda
nipponica. Senza questa prospettiva, difficilmente Sony avrebbe continuato a
produrre telefonini.

Le cose vanno male anche per Siemens.
Dopo aver raggiunto il terzo posto nella classifica dei maggiori produttori
di cellulari, l’azienda tedesca ha annunciato una nuova serie di licenziamenti.
È di pochi giorni fa la notizia che saranno tagliati altri 5.000 posti di lavoro
entro il 2001. Anche qualche operatore se la passa male. Si tratta di British
Telecom, che naviga in cattive acque da qualche tempo. I margini si sono ulteriormente
ridotti nella prima parte dell’anno, e la risposta della società inglese è scontata:
5.000 licenziamenti entro fine anno. Si tratta di un vero e proprio taglio generale
che porterà, entro fine anno, ad avere ben 80 mila posti di lavoro in meno.
Sono, infatti, molte le aziende che, nel corso di quest’anno, hanno licenziato.
Aveva cominciato Ericsson con 22 mila tagli, seguita dai primi 10 mila di Siemens,
fino ai 4 mila di Marconi e Philips.

Una scelta che pare obbligata,
ma che colpisce, come al solito, i soli dipendenti, salvando le aziende dalla
bancarotta. Inoltre, il tunnel imboccato, pare destinato a perdurare. Si parla
di una ripresa degli utili per utente solo a partire dal 2009. Nel frattempo
bisognerà stringere la cinghia e sperare nel successo del 3G, finora vero protagonista
in negativo dei bilanci delle varie aziende.

Il problema non è, ovviamente,
solo del Vecchio Continente. Anche negli USA le cose vanno alquanto male. Lucent
ha annunciato perdite pesantissime ed il taglio di ben 39 mila dipendenti, il
50% del totale. Hewlett Packard ha subito un vero tracollo in Borsa, dopo l’annuncio
che le vendite dei PC subiranno un calo. Molti analisti si interrogano sul futuro
del settore delle nuove tecnologie. Dopo l’abbuffata dello scorso anno, il 2001
verrà ricordato come un anno terribile. Ben 150 mila saranno i posti di lavoro
persi nel settore. Ma la cruda realtà con la quale le aziende stanno affrontando
le difficoltà, lascia speranze di recupero, se non nel breve periodo, quanto
meno in un futuro prossimo.