Non sarà possibile per IPSE 2000 restituire le frequenze aggiuntive assegnategli dopo lo svolgimento dell’asta per le licenze UMTS riservate ai nuovi operatori entranti. Ad annunciarlo è stato il Ministero delle Comunicazioni nella persona del Sottosegretario Giancarlo Innocenzi. Il pagamento delle frequenze era stato rateizzato in dieci annualità, durante lo scorso ottobre IPSE 2000, che aveva deciso il congelamento totale delle attività all’estero, aveva prospettato al ministero delle Comunicazioni la rinuncia all’assegnazione dello spettro aggiuntivo con liberazione dell’obbligo di pagamento del valore corrispondente di 826 milioni di Euro e la conseguente ridefinizione del debito residuo.

‘Non si è ritenuto – ha affermato Innocenzi – di poter accogliere la richiesta suddetta, sentiti al riguardo anche l’Autorità Garante per le Telecomunicazioni e il ministero dell’Economia’. Resta, quindi, l’obbligo per il consorzio capitanato da Telefonica e Sonera di pagare le restanti rate per lo spettro di 5 Mhz aggiuntivo, che tanto aveva fatto gola agli altri gestori, in vista di una possibile riallocazione.