Dopo i keynote di Mark Zuckerberg, al MWC di Barcellona per promuovere il progetto Internet.org, e quella di Google, nella persona di Sundar Pichai, gli operatori di telefonia di tutto il mondo non possono certamente dormire sonni tranquilli.

D’altro canto, i recenti sviluppi su Project Loon, ovvero la rete di palloni aerostatici sviluppata da Google per connettere aree attualmente non servite dagli operatori di telefonia, e quelli sull'acquisto dei droni Titan allo scopo di ampliare la copertura della rete, sfruttando oltre 11 mila velivoli in grado di volare a quota 20 Km in maniera autonoma ed ininterrotta per 5 anni, non potevano che far presagire un'entrata a gamba tesa del colosso di Mountain View nella partita mondiale della connettività.

Anche Facebook, che dal canto suo aveva cercato un accordo con la Titan Aerospace dopo essersi fatta battere da Google, sta esaminando la possibilità di sfruttare una rete di droni con connessioni laser.

Mark Zuckerberg interviene al MWC 2015 di Barcellona
Mark Zuckerberg interviene al MWC 2015 di Barcellona

Il keynote in cui il fondatore di Facebook è intervenuto è stato abbastanza noioso, come testimoniano alcune foto e alcuni commenti pubblicati in Rete. Zuckerberg era a Barcellona per parlare di Internet.org, progetto in cui Facebook coordina operatori di telefonia mobile per portare Internet nelle parti del mondo ancora in via di sviluppo. Questa parte del discorso è stata interessante e i partecipanti hanno prestato molta attenzione mentre Zuckerberg parlava di tale argomento. I problemi sono sorti, però, quando i partner del progetto sono saliti sul palco per spiegare alcuni dettagli tecnici che hanno interessato poche persone, tanto che sono iniziati i primi sbadigli.

 

Il keynote di Zuckerberg, non proprio un successo
Il keynote di Zuckerberg, non proprio un successo

Entrando nel merito della connettività, Zuckerberg ha cercato di rassicurare i fornitori di telefonia sul fatto che WhatsApp e Messenger non hanno come scopo quello di sostituirli. Si tratta solo di applicazioni che sfruttano una connessione dati a pagamento. Ma saranno bastate queste dichiarazioni perché gli operatori di rete si tranquillizzino? Nelle parole di Sundar Pichai, responsabile di Android e Chrome, Google ha confermato la volontà di diventare un operatore virtuale, ovvero di connettività wireless, sfruttando infrastrutture e licenze esistenti: "Siamo entrati in una fase in cui dobbiamo pensare hardware, software e connettività insieme. Non pensiamo di diventare un operatore in senso lato e stiamo collaborando con alcuni partner".

Sundar Pichai, responsabile Google di Android e Chrome
Sundar Pichai, responsabile Google di Android e Chrome

Le parole di Pichai confermano la tendenza dell'approccio di Google nella ricerca di partnership, come già successo con i dispositivi Nexus, gli smartphone di Big G realizzati con partner diversi, di anno in anno. L'identica cosa dovrebbe accadere con la volontà di diventare operatore mobile virtuale.

Così come avviene per Internet.org, l'obiettivo di Google è di "portare la connettività a 4 miliardi di persone che oggi non ce l'hanno". La strategia si compone di tre passi: i palloni aerostatici di Project Loon, che hanno una autonomia di volo di 6 mesi e che presto potranno trasmettere connettività LTE; il progetto Titan, il cui primo test di volo avverrà nella seconda parte del 2015; Fiber, progetto con cui Google fornisce Internet super veloce in alcuni mercati selezionati e che ha già spinto diversi operatori tradizionali a tagliare costi e aumentare la velocità del servizio.

Non è comunque possibile ipotizzare se Google e Facebook intendano sostituire i tradizionali operatori telefonici e di connettività Internet. Ciò che è sicuro, però, è che il mercato della connettività dei prossimi anni è certamente destinato a cambiare radicalmente. Operatori avvisati.

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