Microsoft ha depositato il brevetto per uno smartband che potrebbe contribuire al controllo della sintomatologia del morbo di Parkinson. L’idea è potenzialmente vincente e la tecnologia che serve, fondamentalmente, esiste già.

Microsoft: l’idea per controllare il Parkinson

Il morbo di Parkinson è una malattia che condiziona fortemente l’intera esistenza di chi ne è affetto. Colpisce il sistema nervoso e fra le conseguenze più evidenti ci sono i movimenti involontari di alcuni arti, fra i quali quelli delle braccia e delle mani. Il brevetto depositato da Microsoft a giugno 2017 potrebbe permettere di sviluppare uno smartband in grado di fornire il giusto supporto per controllare i movimenti involontari degli arti, nel limite del possibile, nella sua area di azione.

Come anticipato, in linea di massima la tecnologia base per poter trasformare il brevetto in realtà esiste già: servono dei sensori di feedbak aptico, gli stessi utilizzati negli smartphone, negli smartwatch ed anche nei gamepad delle più famose console da gioco. Normalmente, questi sensori restituiscono un riscontro all’utente – tramite vibrazione –  in determinate situazioni: la pressione prolungata del dito sul display, una particolare azione durante un gioco o altro ancora.

microsoft parkinson

L’idea è che questo sensore possa restituire un feedback all’arto per controllarne il movimento involontario. Stando a quanto presentato all’interno del brevetto, si tratterebbe di un sistema di sensori che dovrebbero interagire fra loro, legando il funzionamento dell’uno ai parametri trasmessi dall’altro. Questo probabilmente è il passaggio più complicato del progetto – per ora astratto, mera carta di natura legale – di Microsoft. La difficoltà maggiore potrebbe stare proprio nella ricerca e messa a punto della gamma di sensori necessari per monitorare costantemente chi indossa il wearable e permettere al feedback aptico di intervenire quando necessario, regolando così i movimenti involontari.

Il deposito del brevetto rappresenta una sorta di ipotesi del possibile: Microsoft ritiene che tale opportunità possa in futuro essere concretamente impiegabile e ne ha pertanto registrata la proprietà intellettuale in attesa di un eventuale sviluppo.

L’attuabilità del brevetto

Al momento, la terapia farmacologica principale che permette di tenere sotto controllo l’avanzamento del morbo di Parkinson – dal quale non è possibile guarire – è la somministrazione di L-Dopa, amminoacido precursore della dopamina, la cui carenza è responsabile di tutta la sintomatologia legata alla malattia.

Nel caso in cui il brevetto di Microsoft desse origine ad uno smartband in grado di controllare tramite feedback aptici i movimenti involontari degli arti, per la prima volta si agirebbe con stimolazioni meccaniche e non tramite la somministrazione dell’amminoacido appena descritto. Il meccanismo potrebbe essere similare a quello di un cucchiaio già realizzato per consentire ai pazienti di poter portare il cibo alla bocca controllando e bilanciando il tremolìo attraverso un meccanismo proattivo.

Tuttavia, ci sono dei punti sui quali è necessario fare luce per vincere lo scetticismo iniziale: resta da chiarire in che modo il movimento generato dal sensore potrebbe contribuire a controllare e ridurre i disturbi del morbo di Parkinson. Difficilmente l’indossabile potrebbe sostituirsi alla cura principale e se l’idea fosse funzionante sarebbe più probabile che venisse affiancata alle terapie ad oggi utilizzate, riducendo l’impatto della patologia sulla qualità di vita dei pazienti.

Non sappiamo se l’idea diventerà mai realtà, ma certamente ci si augura che lo smartband possa essere pioniere di una nuova frontiera nel controllo della sintomatologia del morbo di Parkinson. Del resto, sono sempre di più i dispositivi indossabili dotati di feature focalizzate sul benessere a la salute del paziente. L’ultimo, ed il più discusso, è certamente il nuovo Apple Watch 4, in grado di effettuare un elettrocardiogramma direttamente dal polso.

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    Fonte: Windows Latest