Il Garante per la protezione dei dati personali ha emesso un provvedimento d’urgenza nei confronti di TikTok in reazione a quanto accaduto nella giornata di ieri, con il decesso di una ragazzina a seguito di una presunta challenge sul social network. Il Garante, anche a seguito di una serie di “ammonizioni” già emesse nei confronti di TikTok nel recente passato, ha voluto così intervenire in modo radicale non disponendo una chiusura coatta del social, ma intimando una limitazione provvisoria “vietando l’ulteriore trattamento dei dati degli utenti che si trovano sul territorio italiano per i quali non vi sia assoluta certezza dell’età e, conseguentemente, del rispetto delle disposizioni collegate al requisito anagrafico“. Non avendo il social strumenti adeguati per la verifica, di fatto è come se ne avesse bloccate le attività.

L’Italia spegne TikTok

Il concetto di limitazione provvisoria è così esplicitato: “detta limitazione è disposta, salva successiva ulteriore valutazione, per il tempo necessario a consentire a questa Autorità il recepimento e l’esame del riscontro richiesto con l’atto di contestazione citato in premessa e, che si indica, allo stato, nella data del 15 febbraio 2021“. Il blocco ha effetto immediato “a decorrere dalla data di ricezione del presente provvedimento“.

Il relatore del provvedimento è Guido Scorza, la firma è quella del Presidente dell’Authority (da breve insediata), Pasquale Stanzione.

Un passaggio importante del testo è relativo alla causa del provvedimento emanato. Il Garante, infatti, esplicita il motivo d’urgenza con i fatti avvenuti a Palermo, ma soprattutto fa notare come TikTok non abbia ancora smentito il fatto che la ragazzina deceduta fosse effettivamente iscritta al social network. A prescindere dalla questione della “Blackout Challenge” (per la quale avranno corso le relative indagini), il Garante intende punire il fatto che TikTok avesse consentito l’iscrizione di una bambina di 10 anni e che la stessa potesse restare sul social nonostante non avesse compiuto l’età minima dei 13 anni di età.

Cosa succederà ora?

Nel momento in cui pubblichiamo TikTok risulta correttamente raggiungibile. In fase di iscrizione viene richiesta l’età (come sempre), ma non esiste alcuna formula di verifica: è sufficiente dire di avere un’età compatibile con l’iscrizione per poter procedere. Il provvedimento, tuttavia, è stato diramato soltanto da poco ed il social network dovrà avere il tempo di analizzarne i contenuti e decidere come reagire nell’immediato (in primis) e dal punto di vista legale (in seguito). Nelle prossime ore, secondo quanto indicato, TikTok dovrà di fatto fermare la gestione del trattamento per qualsiasi utente, poiché di nessuno possiede forme di certificazione dell’età (così come, peraltro, la cosa non succede su altri social network).

Nei confronti di TikTok il nervo era però scoperto. Nei giorni scorsi da TikTok erano giunti interventi per preservare la privacy dei 13-15 enni: i profili sono diventati privati di default, cosa che però inibisce soltanto i contenuti in uscita e non quelli in entrata. Il problema è deflagrato con la morte della povera ragazzina, facendo traboccare un vaso che era evidentemente colmo da tempo. “Il provvedimento di blocco“, spiega ancora il Garante, “verrà portato all’attenzione dell’Autorità irlandese, considerato che recentemente TikTok ha comunicato di avere fissato il proprio stabilimento principale in Irlanda“. Il caso, insomma, diventa inevitabilmente di portata europea e con ogni probabilità riaprirà l’affair TikTok ben oltre i soli confini nazionali. Dopo le sbandate dell’era Trump, è ora l’Italia il fronte più pericoloso per il social network cinese.

Aggiornamento 24/01

Da una serie di interviste al Garante è emerso chiaramente che, al momento, TikTok non è chiuso. Semmai ne sono inibite alcune attività, come nuove iscrizioni non certificate o taluni caricamenti di contenuto. In assenza di questo stop, il social è in violazione del provvedimento. Se ne capirà di più nei giorni a venire.

Fonte:Garante Privacy