Ad oggi Huawei è la società che maggiormente soffre le tensioni fra Stati Uniti e Cina; di fatto, non può più utilizzare la licenza Google, la quale include i Google Mobile Services (GMS), a bordo dei suoi device. L’azienda cinese tuttavia, è corsa immediatamente ai ripari, utilizzando la versione AOSP (quella gratuita per tutti) di Android, sostituendo i GMS con i propri Huawei Mobile Service, i quali vantano adesso, oltre 1,5 milioni di sviluppatori registrati al progetto, con una crescita annuale superiore al 115%.

Huawei: grandi numeri ma la strada è ancora lunga

Stando alle parole di Tan Donghui, il VP di Huawei Consumer Business Group, sembra che Huawei Mobile Services abbia registrato un grande picco nelle registrazioni degli sviluppatori negli ultimi mesi. Il numero di utenti attivi mensili ai servizi cloud di Huawei inoltre, continua a crescere esponenzialmente; siamo arrivati alla cifra di 650 milioni di utenti, con una crescita annua del 66,7 %. Anche il numero di applicazioni sull’AppGallery collegate ai HMS Core, adesso è arrivato ad essere discreto, con oltre 60.000 utenti connessi.

L’AppGallery sui nuovi smartphone Huawei e HONOR sostituisce completamente il Google Play Store; nonostante i numeri possano dar ragione alla coraggiosa scelta intrapresa dal colosso cinese, mancano ancora diverse app essenziali nello store. Molte sono di fatto presenti, ma tante altre ancora non si vedono all’orizzonte.

Con Huawei al terzo posto fra i marchi globali di smartphone, l’AppGallery è ora il terzo store più grande al mondo, dopo App Store e Google Play, con un tasso di adozione in oltre 170 Paesi del mondo; inoltre l’azienda è intenzionata a sviluppare HarmonyOS come alternativa ad Android e iOS.

Vivere senza le app Google: si può?

Una delle domande più ricorrenti sui forum da parte di chi si vuole approcciare all’acquisto di un nuovo Huawei o HONOR privo dei GMS è la seguente: “Ma come faccio ad utilizzare il device senza il Play Store e le app di Google?

Sebbene per noi la mancanza dei Google Services si faccia sentire, in Cina, dove Google è vietato dal Governo, non è mai stato un problema, in quanto – da sempre – gli utenti asiatici hanno saputo rinunciare ai software del colosso di Mountain View. Di contro invece, da noi o in America, ammettiamo che la mancanza delle app di BigG si faccia sentire.

D’altro canto, Huawei non molla: lo scorso anno ha annunciato un piano di investimento per oltre 1,5 miliardi di dollari, al fine di aumentar le registrazioni degli sviluppatori. L’azienda ha anche creato un fondo da 1 miliardi di dollari per il programma Shining-Star, utilizzato per offrire un’adozione più ampia delle app dei Huawei Mobile Services.

La serie di device appartenenti alla famiglia Mate 30 è stata la prima ad utilizzare – su scala mondiale – i Huawei Mobile Services al posto dei GMS; anche la nuova gamma P40 è stata lanciata senza le app di Google.

Nonostante gli ottimi passi compiuti da Huawei, il Presidente Donald Trump continua a rendere lo scenario sempre più complesso per la Cina e per i colossi asiatici; con l’ultima sentenza, è emerso che Huawei non può più utilizzare componenti prodotti da aziende che lavorano negli Stati Uniti; di fatto, anche TSMC, nota chipmaker mondiale che produce le CPU Kirin per Huawei e Bionic per Apple, ha smesso di accettare nuovi ordini.

Fonte:Android Healines