Secondo quanto riferito, Huawei sembra che stia per lanciare una propria fabbrica di chip in Cina per aggirare le sanzioni statunitensi. Il colosso della tecnologia cinese mira infatti a costruire il proprio impianto di produzione di CPU per computer a Shanghai (Cina). Grazie alle proprie linee di produzione di semiconduttori, il gruppo asiatico vorrebbe sfuggire così ad alcune delle restrizioni imposte dal Governo degli Stati Uniti. Sfortunatamente, questo progetto non sembra essere destinato alla produzione di chipset per smartphone.

Huawei: la soluzione (provvisoria) al ban di Trump

Dal 15 settembre, Huawei è stata privata della maggior parte dei suoi fornitori di componenti. Per aggirare le sanzioni dell’amministrazione Trump, il colosso cinese ha deciso di allestire uno stabilimento per la produzione di chip per computer nella città di Shanghai, stando a quanto riferito dal portale del Financial Times e pare che l’azienda abbia già ottenuto il supporto delle amministrazioni cittadine.

Inizialmente, la fabbrica sarebbe stata considerata come un centro sperimentale: i primi chip che usciranno dalla fabbrica non saranno quindi integrati nei prodotti del brand. Tuttavia, l’impianto consentirebbe a Huawei di preparare il terreno per il futuro, nel caso in cui le restrizioni statunitensi persistano nel tempo.

Huawei potrebbe preparare i chip a 28 nm per le sue smart TV

Le linee di fabbrica produrranno innanzitutto SoC con una finezza di incisione di 45 nm, un processo vecchio e completamente obsoleto. Secondo quanto riportato dal rapporto del FT, entro la fine del 2021, si spera che Huawei sia in grado di realizzare chip a 28 nm. Questi componenti potrebbero venire integrati in televisori smart o gadget IoT. Entro la fine del 2022 invece, il gruppo cinese punterebbe alla costruzione di unità da 20 nm per le sue apparecchiature di rete 5G. Se non lo sapete, in Cina, questa è una delle principali attività di Huawei.

L’impianto prossimo al debutto non sembra essere destinato alla produzione di chip per smartphone, dunque. Le linee sviluppate da Huawei sono lontane dall’essere in grado di garantire una finezza di incisione di 7,6 o addirittura 5 nm. Per ora, Huawei deve ancora affidarsi a fondatori specializzati. Inoltre, si vocifera che gli Stati Uniti presto consentiranno ad alcuni produttori di chip, tra cui TSMC, di collaborare nuovamente con Huawei.

Recentemente, aziende come Samsung, Sony e Omnivision hanno infatti ottenuto una licenza che le autorizza a effettuare scambi commerciali con il produttore cinese. Sembra – non cantiamo vittoria prima del previsto – che il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti stia gradualmente allentando le restrizioni sul colosso della tecnologia cinese.

Fonte:Financial Times