Stando a quanto si evince in rete, sembra che Google stia finalmente iniziando a spingere il nuovo sistema operativo Fuchsia OS per Nest Hub di prima generazione.

Fuchsia OS: Google inizia a testarlo sui suoi prodotti

All'inizio di questo mese, un modello di Google Nest Hub in esecuzione sul sistema operativo Fuchsia OS open source è stato individuato sul sito Web per la certificazione Bluetooth SIG. Il modello è stato avvistato mentre eseguiva Fuchsia 1.0. Secondo quanto riferito, l'OEM americano ha ora rilasciato il nuovo software per la prima generazione di Nest Hub, il gadget lanciato sotto il moniker Google Home Hub.

La compagnia ha avviato per la prima volta lo sviluppo del sistema operativo Fuchsia nel 2016; per chi non lo sapesse, parliamo di un sistema operativo open source che non è tipicamente basato sul kernel Linux, e questa è una delle principali caratteristiche distintive del sistema operativo Android. Invece del kernel Linux, il firmware è basato su un microkernel chiamato Zircon.

Petr Hosek, un responsabile tecnico del marchio sul sistema operativo Fuchsia, ha twittato oggi: “Non spedisci un nuovo sistema operativo ogni giorno, ma oggi è quel giorno“.

Tuttavia, potrebbero essere necessari diversi mesi prima che venga raggiunto un rilascio generale su tutte le unità Nest Hub presenti in tutto il mondo. Il rilascio verrà prima distribuito agli utenti iscritti al programma DP (Developer Preview).

Il Nest Hub attualmente funziona su Cast OS ma verrà sostituito con Fuchsia OS. Ad ogni modo, i due sistemi operativi si assomigliano in modo tale che alcuni utenti potrebbero non notare nemmeno la differenza. Ma la società afferma che Fuchsia è un “sistema operativo di livello produttivo sicuro, aggiornabile, inclusivo e pragmatico“.

Google prevede inoltre di spingere il nuovo sistema operativo su laptop e persino smartphone. Va ricordato che un Pixelbook in fase di test con Fuchsia OS è stato avvistato nel 2018.

Ci aspettiamo che il gigante della tecnologia rilasci una roadmap per il lancio.

Fonte:Twitter Petr Hosek