Google Assistant è già in grado, anche se non in modo impeccabile, di riconoscere la voce di chi gli impartisce un comando. In questo modo riesce a personalizzare l’esperienza utente e – nel caso degli smartphone – può funzionare anche come sistema di sblocco dello smartphone se la funzione non è bloccata dal produttore. L’ultimo aggiornamento dell’applicazione di Assistant, ancora in fase beta, ha rivelato che Big G è intenzionato ad andare oltre, implementando in futuro anche il riconoscimento dei volti.

Face Match oltre a Voice Match?

I colleghi di Android Police hanno eseguito il teardown della versione 9.10 dell’applicazione beta di Google Assistant, esaminandone in dettaglio il codice: proprio durante l’analisi si sono imbattutti in alcune stringhe dedicate alla misteriosa funzionalità Face Match.

In base a quanto rinvenuto all’interno del codice, sembra che la feature possa funzionare in modo molto simile a Voice Match, basandosi però sui tratti somatici al posto della voce. In altre parole, tramite il riconoscimento del volto i dispositivi che utilizzano Google Assistant potranno personalizzare l’esperienza utente da offrire. Non solo smartphone, tecnicamente qualsiasi device compatibile con Assistant – ed equipaggiato con una fotocamera – potrà integrare Voice Match.

Il teardown dell’applicazione ha rivelato alcune operazioni base necessarie per la gestione della feature: il setup iniziale, l’aggiunta e la rimozione di dispositvi ed anche la possibilità di invitare altri utenti (esattamente come accade con Voice Match). L’utilizzo del multiutente è parecchio utile quando si tratta di assistenti da casa come la gamma di speaker Google Home (che però non dispongono di fotocamera quindi non potranno mai offrire feature come Face Match) ed i vari display smart come Home Hub. Quest’ultimo, dotato di camera, potrebbe utilizzare il riconoscimento dei volti senza alcuna difficoltà.

Per il momento, non c’è nessuna informazione a riguardo del possibile rilascio della feature sulla prossima versione stabile dell’applicazione di Google Assistant: Face Match potrebbe arrivare presto, farsi attendere qualche settimana o anche non essere rilasciata mai.

Android Q ed il riconoscimento facciale

Sembra che l’impegno verso l’inclusione del riconoscimento del volto come feature nativa non sarà limitato solo a Google Assistant. Recentemente, i colleghi di XDA Developers hanno scoperto una funzionalità all’interno della primissima build di Android Q sviluppata per Google Pixel 3 XL. Si tratta del riconoscimento facciale nativo, per il momento ancora uno dei punti deboli dell’OS del robottino verde.

Infatti, la maggior parte dei device Android sfrutta il riconoscimento facciale 2D basato su camere frontali standard, mentre sono pochissimi gli smartphone (come Huawei Mate 2o Pro) a permettere di utilizzare un sistema di autenticazione tramite riconoscimento dei volti basato su un sensore 3D. Inoltre, i produttori dei device che lo permettono sono costretti ad operare forti personalizzazioni del sistema operativo per integrarlo e non è mai una buona cosa, anche sotto il punto della sicurezza stessa.

Sembra però che Google sia pronto a cambiare le cose, integrando la funzionalità nativamente, esattamente come accade sugli ultimi modelli di iPhone. Inoltre, il sistema di autenticazione sarebbe utilizzabile anche come forma di login all’interno delle applicazioni ed anche per i pagamenti, un po’ come attualmente accade con l’impronta digitale.

Android Q potrebbe rivelarsi una fra le versioni dell’OS del robottino verde più attese perché sarà arricchita con funzionalità – come il tema dark – ad oggi incontrate solo su pochi smartphone e soltanto grazie a pesanti personalizzazioni dell’interfaccia utente.

Fonte: Phonearena