Un paio di giorni fa, in India, Samsung ha ufficializzato due smartphone al confine fra la fascia bassa e quella media: Galaxy M10 e Galaxy M20. Per il momento, non sarebbero device di particolare rilevanza per il nostro mercato (non sappiamo se arriveranno anche in Europa), se non fosse che entrambi sono dotati di notch: i primi dell’azienda ad averlo.

Dopo aver lottato, alla fine il colosso sud coreano ha creato una gamma di display Infinity con la tacca. Ha presentato i primi smartphone equipaggiati con questi schermi solo adesso, quando ormai le tendenze sono altre: i pannelli forati sembrano essere l’evoluzione del notch. Ed allora, motivi economici a parte, che senso ha introdurre adesso la tacca?

Galaxy M10 ed M20: notch in ritardo?

Sia chiaro, è molto probabile che uno schermo con la tacca costi meno di un pannello con foro per mostrare la fotocamera posizionata sotto il display stesso. Probabilmente Samsung ha ceduto al notch per questo, soprattutto considerando che entrambi i device hanno schermi IPS LCD e non Super AMOLED: scelta fatta sempre nell’ottica del risparmio.

Certo, i pannelli Infinity-V sono più belli di tanti altri con tacche estremamente ingombranti: il piccolo notch – che richiama appunto un V – è gradevole a livello estetico. Difficilmente però, ci aspettiamo di vedere questo genere di soluzione anche su altri smartphone Samsung di fascia superiore: del resto, al momento il colosso sud coreano è l’unico ad avere a disposizione pannelli OLED forati e siamo certi che sfrutterà il vantaggio davanti alla concorrenza. Già Galaxy A8S, medio di gamma, è stato ufficializzato con schermo forato (di tipo IPS), ma siamo certi che il massimo arriverà con i nuovi Galaxy S10.

I device appena presentati sono destinati a mercati emergenti, a partire dall’India, ed il prezzo estremamente basso di entrambi conferma la volontà di far percepire i prodotti come i migliori per equilibrio fra qualità e prezzo. Dunque, riflettendo sul quesito iniziale, la tacca non è stata introdotta tardi: semplicemente, è stata interpretata in modo diverso da Samsung, che ha preferito riservarla ai terminali di fascia più economica (magari anche media, come potrebbe essere Galaxy A50), che meritano comunque attenzione sotto il punto di vista del design oltre che hardware.

La nostra previsione potrebbe certamente essere errata, Samsung potrebbe ufficializzare un flagship con notch all’improvviso, sorprendendo tutti: ma poi come spiegherebbe tutte le occasioni in cui ha deriso Apple per la tacca, proprio come nel seguente video?

Galaxy M10 ed M20, un po’ di dati tecnici

Gli smartphone godono di scheda tecnica base, ma con qualche killer feature. Galaxy M10 ha a bordo il processore octa core Exynos 7870 supportato da 2GB oppure 3GB di RAM e 32GB di storage interno. Il display è un pannello IPS LCD con risoluzione di 1520×720 pixel e sul frontale è presente una selfie camera da 5MP. Il comparto fotografico principale è invece composto da due fotocamere da 13+5MP: il secondo sensore offre scatti grandangolari. Infine, l’autonomia energetica è affidata ad una batteria da 3430 mAh e non c’è il lettore d’impronte digitali.

Galaxy M20 è un po’ più potente: sotto la scocca c’è il SoC Exynos 7904, che può contare su due Cortex-A73 per avere un boost in più, supportato da 3GB o 4GB di RAM e 64GB di storage interno. Il display da 6,3″ è sempre di tipo IPS LCD, ma vanta  risoluzione Full HD+.  La selfie camera è da 8MP, mentre sul posteriore c’è lo stesso comparto fotografico di M10 oltre ad un lettore d’impronte digitali. Il device conta su una batteria da ben 5000 mAh, che lo rendono di diritto un battery phone. Non solo, nella confezione di vendita viene fornito anche un caricatore da parete rapido, con output a 15W.

Il sistema operativo di entrambi sarà Android Oreo 8.1 sotto UI Samsung Experience 9.5. I device saranno disponibili in India a partire dal prossimo 5 febbraio. I prezzi sono parecchio allettanti: si parte da circa 135€ al cambio per Galaxy M20 e 100€ al cambio per Galaxy M10.