Attenzione al falso rimborso TARI nelle nuove truffe phishing

Una nuova campagna di phishing sta diffondendo la truffa del falso rimborso TARI a danno degli utenti imitando PagoPA.

Il CERT-AGID ha individuato una nuova campagna di phishing ai danni degli utenti che imita PagoPA per diffondere un falso rimborso TARI. Si tratta di link contenuti in email fraudolenti che rimandano a pagine di siti malevoli che utilizzano nome, logo e grafica di PagoPA per rendere più credibile la truffa.

Le pagine fraudolente prospettano un presunto rimborso per un pagamento in eccesso della TARI, la tassa sui rifiuti, inducendo l’utente a seguire una procedura online per confermare l’identità e indicare le coordinate di accredito“, si legge nel comunicato stampa di CERT-AGID. Ovviamente si tratta di un’esca.

Una volta che la vittima cade nella trappola phishing del falso rimborso TARI, fornisce non solo informazioni sensibili ai cybercriminali, ma rischia anche di perdere il suo denaro. Proprio per questo è fondamentale conoscere nei dettagli questa strategia per riconoscerla ed evitare di abboccare alle esche.

La combinazione dei dati raccolti consente ai criminali di disporre di informazioni anagrafiche e di contatto complete, nonché dei dettagli necessari per tentare operazioni fraudolente con la carta di pagamento. I dati possono inoltre essere impiegati in successive campagne di phishing mirate.

Le 4 fasi del falso rimborso TARI

Secondo quanto riportato da CERT-AGID, la truffa phishing del falso rimborso TARI si sviluppa su 4 fasi principali.

  • Consultazione della pratica: viene richiesto l’inserimento del codice fiscale oppure del numero della carta d’identità.
  • Esito della verifica: il sito mostra un presunto rimborso di 95,00 euro, associato a una pratica TARI relativa all’anno 2025 e a un pagamento in eccesso datato 28/08/2026.
  • Raccolta dei dati personali: alla vittima viene richiesto di fornire nome e cognome, indirizzo di residenza, CAP, comune, provincia, regione, numero di cellulare e indirizzo email.
  • Acquisizione dei dati della carta: nell’ultima fase vengono richiesti nome e cognome del titolare, numero della carta di credito, data di scadenza e CVV.

Nel frattempo non si è esaurita nemmeno la truffa phishing del falso rimborso sanitario.

Fonte: CERT-AGID

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