Anche Facebook e Instagram si aggiungono agli altri fornitori di contenuti video, come Netflix e YouTube, che hanno deciso di abbassare la qualità delle clip trasmesse sulle loro piattaforme. La decisione è temporanea e, per ora, riguarda solo l’Europa: l’obiettivo è quello di scongiurare il collasso delle infrastrutture di rete.

Facebook, Instagram: giù la qualità dei video

Non è una notizia che deve stupirci più di tanto, considerando che ormai diversi colossi dei contenuti video in streaming hanno deciso di accontentare le richieste dell’Unione Europea, abbassando la qualità dei contenuti video trasmessi sulle relative piattaforme.

I motivi di questa scelta sono abbastanza chiari. Da un lato c’è la necessità di non sovraccaricare l’infrastruttura di rete europea, che potrebbe rischiare il collasso, ma non è solo questo: è anche fondamentale che le risorse a disposizione possano essere sfruttate da tutti gli utenti, che – bloccati in casa per la pandemia di Coronavirus – fanno un uso molto più massiccio della rete Internet. Non solo per combattere la noia guardando film o videgiocando, il Web è anche l’unico modo – in moltissimi settori – per continuare a lavorare e l’unica possibilità di poter vedere i propri cari lontani.

D’ora in poi, anche Facebook e Instagram ridurranno temporaneamente la qualità dei video trasmessi sulle loro piattaforme ed è un bene: se all’improvviso in Europa non funzionasse più l’infrastruttura di rete, che permette alla connessione Internet di arrivare sui nostri device, i problemi ai quali andremmo incontro sarebbero enormi. Di seguito, le parole di un portavoce di Facebook:

“Per aiutare ad alleviare qualsiasi potenziale congestione della rete, ridurremo temporaneamente i bit rate per i video su Facebook e Instagram in Europa. Ci impegniamo a lavorare con i nostri partner per gestire eventuali vincoli di larghezza di banda durante questo periodo di forte domanda, garantendo al contempo che le persone siano in grado rimanere connessi utilizzando app e servizi di Facebook durante la pandemia di COVID-19 “.