Enel ha scelto Weather Investment, facente capo alla famiglia egiziana Sawiris, per avviare la procedura che porterà alla cessione di Wind. Il consiglio di amministrazione del gruppo, convocato a sorpresa, pare aver votato per una trattativa, ancora da confermare, di i 12,2 miliardi che, secondo fonti finanziarie vicine al dossier sarebbero stati proposti dalla cordata Weather sbaragliando i concorrenti capitanati dal fondo americano Blackstone. Adesso la palla passa a Paolo Scaroni, amministratore delegato del gruppo, al quale il board Enel ha affidato il mandato a " proseguire i contatti con Weather Investments, al fine di meglio definire alcuni elementi dell’offerta propedeutici all’inizio di un negoziato in esclusiva". Agli egiziani, che sono già attivi nel settore della telefonia attraverso un player importante nell’area, come Orascom, andrebbe, riferiscono le stesse fonti, il 67,75% di Wind detenuto dal gruppo italiano attraverso la controllata di diritto olandese Enel Investment Holding. Alla capogruppo Enel resterebbe invece il rimanente 32,25% di cui è già in possesso. Insieme con la famiglia Sawiriss fanno parte del Consorzio che si avvia a vincere la partita Wind anche alcuni imprenditori internazionali, come il franco-vietnamita Philippe Nguyen e l’americano Wilbur Ross. Sul fronte finanziario la cordata può invece contare sul sostegno di alcuni importanti istituti di credito, come gli italiani del Sanpaolo Imi, gli olandesi dell’Abn Amro, i tedeschi di Deutsche Bank e i giapponesi della Mitzuo. Nel futuro di Wind, se la trattativa andrà definitivamente in porto, gli egiziani hanno promesso il mantenimento della sua missione industriale italiana, compresa la permanenza della sede a Roma, nonché dei livelli occupazionali e la conferma dell’attuale management, che vede Tommaso Pompei alla guida nella carica di amministratore delegato. Una volta definito l’accordo per Wind si profila una integrazione mediterranea partendo dalla Grecia e dalla Spagna. Il piano vedrebbe infatti un’integrazione con Orascom Telecom e un possibile ingresso di Apax che controlla sia Tim Hellas sia l’iberica Auna. Secondo le prime indiscrezioni sulle strategie post-acquisizione, Enel potrebbe mantenere la sua quota di minoranza fino alla fine dell’anno per poi scendere al 25%.