Continua la guerra alla criminalità organizzata che distribuisce contenuti protetti da copyright illegalmente, sia sul territorio nazionale che all’estero. La Guardia di Finanza ha recentemente concluso un grosso colpo contro la Pirateria Streaming grazie al quale ha scoperto criminali e tantissimi clienti sfruttare tecnologie avanzate per la distribuzione e la ricezione occulta di contenuti streaming sportivi e cinematografici, come film e serie tv.
“L’operazione ‘Tutto chiaro’ condotta contro la pirateria audiovisiva della Guardia di Finanza di Ravenna, coordinata dalla Procura di Bologna e con il supporto dei Nuclei Speciali Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e Beni e Servizi e di numerosi reparti del Corpo, rappresenta un altro significativo colpo al mercato illegale degli abbonamenti ‘pirata’ e al sistema criminale che lo gestisce“, ha dichiarato Federico Bagnoli Rossi, Presidente FAPAV – Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali.
Un doveroso e sincero plauso va alle Forze dell’Ordine, alla magistratura e a tutte strutture coinvolte per lo straordinario lavoro di indagine svolto con grande competenza e professionalità.
La pirateria streaming si evolve per nascondersi
Quanto scoperto da perquisizioni e sequestri ha permesso di comprendere quanto la pirateria streaming si stia evolvendo tecnologicamente per nascondersi e proliferare nel totale anonimato. “L’operazione ha portato a perquisizioni e sequestri sia sul territorio nazionale che all’estero e ha permesso di scoprire anche un sistema tecnologico avanzato che partiva dall’installazione di una applicazione sui device dei clienti in grado di eludere i blocchi di sicurezza delle piattaforme e di incrementare la qualità della visione, riducendo anche la possibilità per gli utenti di essere individuati“, ha aggiunto Bagnoli Rossi.
Questo dimostra come i criminali riescano continuamente ad aggiornare le proprie competenze tecnologiche; ed è quindi fondamentale mantenere sempre alto il livello di attenzione.
Bagnoli Rossi ha poi concluso: “La pirateria audiovisiva è infatti un’attività illegale che danneggia l’intera filiera culturale e creativa sottraendo risorse alle imprese e mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro, con un danno per il sistema Paese stimato in 2,2 miliardi di euro l’anno in termini di perdita di fatturato. Contrastare questo sfruttamento illecito è un dovere economico e sociale per difendere le nostre imprese e i nostri lavoratori“.