Si fanno frenetiche le trattative
per evitare la messa in stato di liquidazione di Blu da parte dei suoi azionisti.
Dopo l’ennesima fumata nera, con la mancanza di una vera offerta da parte di
qualche azienda interessata all’acquisto, si fa sempre più minacciosa la possibilità
che Blu venga liquidata. A rivelarlo è un portavoce di British Telecom, che
possiede il 29% dell’azienda.

Lo stillicidio di Blu è cominciato
dopo il fallimento nella gara per l’UMTS nell’ottobre del 2000. Da allora la
ricerca di un acquirente per la società si è rivelata una missione impossibile.
Finora, nei mesi precedenti, le richieste di interesse per Blu sono provenute
dagli altri cinque operatori mobili presenti in Italia. Di questi, però, H3G,
Omnitel Vodafone e Wind, si sono dette interessate a comprare solo una parte
dell’azienda, mentre Ipse 2000, che pareva la società in pole position, sta
attraversando un periodo di crisi interna, dovuta alla diversa visione del futuro
dell’azienda da parte dei vari azionisti.

L’offerta più seria e per l’intera
azienda è quella fatta da Tim, ma anche in questa operazione vi sono stati dei
blocchi. In primis da parte dell’Unione Europea, che non vedeva di buon occhio
una concentrazione di tale portata, in un solo paese, da parte di un operatore
mobile, per lo più a partecipazione statale, mentre Wind, che pareva potesse
essere interessata ad un acquisto globale, è stata frenata dalle dichiarazioni
del Ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, che ha affermato che sarebbe
alquanto inopportuno se Wind, nella quale Enel, azienda statale, detiene la
maggioranza, comprasse un altro operatore mobile.

Si è giunti così all’attuale fase
di stallo, che fa prevedere la fine peggiore per Blu. Unica opzione percorribile
potrebbe essere lo smembramento dell’azienda., ma la vendita delle frequenze
GSM è proibita per legge dallo stato italiano e dovrebbe essere variata la legislazione,
il che comporterebbe un’attesa minima di sei mesi, troppi per tutti gli azionisti
di Blu. Ci sarebbe la possibilità di vendere in blocco a Tim e lasciare l’operatore
mobile posseduto da Telecom Italia a controbattere alla UE, ma l’offerta di
acquisto da parte di Tim sarebbe di soli 500 milioni di Euro, a fronte di un
valore stimato di Blu di oltre un miliardo di Euro. Insomma la situazione è
realmente critica e le vie di uscita possibili sembrano veramente pochissime.