Netflix, Black Mirror, stagione 5, “Striking Vipers“. Fermi tutti, tranquilli: nelle prossime righe non ci sarà alcuno spoiler. La nuova stagione è stata già ampiamente dibattuta, c’è chi continua a vedere del genio in questa serie e chi inizia ad avvertire segni di un inesorabile distaccamento dall’aura delle prime stagioni. Non ci interessa, in questa pagina vogliamo soltanto far notare un dettaglio sicuramente poco importante per la trama, ma sicuramente molto importante per l’immaginario che questo episodio propone.

Lo avete visto lo smartphone che usano i tre protagonisti di Striking Vipers?

Black Mirror - Striking Vipers

Il pieghevole essenziale

Nell’episodio “Striking Vipers” di Black Mirror (disponibile su Netflix) c’è ovviamente molta tecnologia. Come sempre la serie cerca di far riflettere sull’impatto che la tecnologia ha sulle nostre vite, ed in questo caso al centro della trama ci sono la famiglia, la sessualità e il tradimento. C’è una console simil-cloud, con richiami ad una sorta di Xbox dove la console è finita dentro il controller, ma con la quale è possibile vivere un’esperienza “premium” grazie ad un particolare sensore che collega direttamente il gioco e la mente. Ma al centro della scena c’è spesso e volentieri anche un’altra cosa: è uno smartphone, lo stesso per tutti i protagonisti. Ed ha caratteristiche che si fanno notare.

Black Mirror - Striking Vipers

Si tratta di un pieghevole, anzitutto. E si tratta di un pieghevole che per molti versi sembra ispirato al Galaxy Fold di Samsung. L’ispirazione emerge da alcuni dettagli quali l’interfaccia (Android), la piega con schermo all’interno (il che esclude la soluzione esterna del Mate X di Huawei) ed il profilo con la doppia livrea argentata nel punto di piega esterno (esattamente come da design del Fold). Nel modello ci sono però anche il profilo austero e sottile di un Oppo, l’ambizione di un Motorola RAZR e forse altri richiami meno espliciti.

Black Mirror - Striking Vipers

Molte, tuttavia, le differenze e le peculiarità rispetto a queste ispirazioni. Anzitutto appare evidente come lo smartphone abbia un formato di tipo 4:3 quando richiuso, arrivando pertanto ad un form factor di tipo 2:3 a display aperto. Insomma: molto piccolo e tascabile quando chiuso, vagamente più largo dei tipici smartphone odierni quando aperto. Ciò sembra premiare la generosità degli spazi all’interno dell’interfaccia, rendendo al tempo stesso estremamente tascabile il dispositivo quando chiuso.

I prossimi smartphone pieghevoli che giungeranno sul mercato saranno molto voluminosi poiché non hanno ceduto ad alcun compromesso: sia il Fold che il Mate X hanno uno spessore pressoché tradizionale, ma una volta ripiegati raddoppiano diventando qualcosa di più simile ad un portafoglio. Così la realtà, ma non è la para-realtà descritta da Black Mirror: in “Striking Vipers”, infatti, lo smartphone ha uno spessore di pochi millimetri e, una volta richiuso, appare come qualcosa di perfettamente portabile: piccolo, sottile, leggero, discreto.

Ma c’è dell’altro in questa figura immaginaria: il dispositivo, infatti, sembra ignorare completamente la necessità di una fotocamera: non appare sul pannello posteriore, non appare nel pannello anteriore, non impone alcun notch né fa mai capolino durante il film:

Black Mirror - Striking Vipers

Insomma: uno smartphone sottile, ultraleggero, pieghevole, essenziale nelle linee così come nelle funzionalità, protagonista invisibile della quotidianità. Ponte “always-on” verso la dimensione digitale, con uno schermo generoso che restituisce le giuste dimensioni ai caratteri e alle immagini, piccolo e portatile tanto che due sole dita possono piegarlo, chiuderlo e riaprirlo con facilità.

Questo è lo smartphone pieghevole che ha immaginato Black Mirror per il prossimo futuro. Che ve ne pare?