Il difficile è distinguere tra la realtà e le promesse. Già, perché le promesse (e le premesse) sono all’apparenza molto interessanti, portano buone notizie a chi è escluso dall’Adsl. Al popolo del digital divide, insomma. Ma poiché questo popolo ha visto passare negli anni tanti annunci di riscossa, poi dimenticati, revocati, traditi… meglio essere cauti.

Si comincia con le connessioni satellitari. Ultima spiaggia per chi non è raggiunto da nessuna tecnologia banda larga, stanno diventando più mature, scrollandosi pian piano di dosso la brutta fama che si sono fatte negli anni. Dal primo luglio, quindi, la piattaforma Tooway di Eutelsat passa a 3/0,384 Mbps, dagli attuali 2/0,384 Mbps, a parità di prezzi. Tooway è rivenduta da vari provider (per esempio Open-Sky, in Italia). L’upgrade è segno che nei cieli la rete satellitare ha abbastanza capacità e può consentire agli utenti di andare più veloce. Certo, il satellite è ancora peggio dell’Adsl, del WiMax e dell’Hiperlan (alti costi di attivazione, limitata quantità di GB mensili trasferibili in banda larga…). Ma in certe zone, dove non c’è altro, questo è meglio di niente. Ed è bene che questo “meglio di niente” faccia progressi.

L’altra notizia riguarda il WiMax. Sta mettendo radici, nonostante i ritardi tutti italiani. I nuovi passi avanti arriveranno da un accordo appena siglato tra Telecom Italia e Aria, il principale operatore WiMax italiano. In sostanza, Telecom cede i diritti d’uso delle frequenze ad Aria. Che quindi costruirà una rete in Italia usando sia le proprie frequenze sia quelle di Telecom. All’atto pratico, significa due cose: Aria avrà più frequenze da utilizzare, quindi in certe zone potrà offrire più banda a più utenti. WiMax può diventare una migliore alternativa all’Adsl (che ora raggiunge maggiori velocità di picco). Telecom Italia offrirà WiMax agli utenti che non possono avere l’Adsl, sfruttando la rete di Aria, e quindi sull’intero territorio nazionale. La forza del marketing di Telecom assicurerà che domanda (utenti in digital divide) e offerta (WiMax) potranno meglio incontrarsi.

Ultima notizia, la promessa del governo: investirà 1,47 miliardi per assicurare banda larga almeno a 2 Megabit a tutta la popolazione. Insomma, il sogno della banda larga nazionale. Ci riuscirà cablando la fibra ottica in quasi tutte le centrali che ora ne sono sprovviste; il 4 per cento circa della popolazione invece avrà la banda larga grazie a ponti radio in centrale (più veloci delle attuali connessioni in rame, che ci sono laddove manca la fibra). Le centrali verranno ammodernate, inoltre. I soldi da dove verranno? Lo Stato stanzierà circa un miliardo di euro. Il resto viene da fondi europei e (210 milioni) da privati che eventualmente collaboreranno al progetto. Una promessa, si diceva: ripetuta da un anno a questa parte. Già a settembre 2008 scrivevo di un miliardo di euro in arrivo contro il digital divide. Sono gli stessi fondi, restati bloccati finora. Sarà la volta buona? Nel frattempo, speriamo nelle alternative banda larga.