È la seconda versione dello smartphone realizzato assieme da LG e Google. E il risultato è superiore al primo tentativo.

L’attesa di un successore per il Nexus 5 è stata lunga, ma alla fine il successore di uno dei prodotti di maggior successo della linea sviluppata da Google con i suoi partner è arrivato: di nuovo assieme ad LG, Mountain View ha messo assieme un prodotto interessante anche se più costoso del suo predecessore e che oggi a distanza di due anni sembra invecchiato un po’ nelle linee mentre tiene botta per ciò che riguarda l’hardware.

Confezione molto più bella che in passato, con all’interno un potente caricabatterie da 3A che consente di ricaricare molto rapidamente lo smartphone, ma nella quale mancano purtroppo le cuffie auricolari. Da segnalare l’adozione di un connettore USB Type-C per il Nexus 5X: è la connessione del futuro, ma ciò complica un po’ la vita a chi (la maggioranza) non ha ancora una porta di questo tipo sul proprio PC e dunque non potrà collegare il telefono al proprio computer a meno di non acquistare un cavo separatamente. Nella scatola ci sono inoltre uno spillino (la classica pin) per estrarre il vassoio della nano-SIM e un piccolo manuale che illustra i termini della garanzia e guida nella prima accensione.

Tre colori in vendita, carbonio (nero), quarzo (azzurro) e ghiaccio (bianco): non ci sono differenze tecniche tra queste varianti, e l’unica differenza sussiste se si sceglie di acquistare la versione da 16 o 32GB. Tra l’altro, il colore varia solo sul posteriore.

Esteticamente i richiami al Nexus 5 sono evidenti: stesso corpo in policarbonato,  disposizione analoga degli elementi di input e output, in più compare solo un lettore di impronte digitali che pare sia diventato un must per Google a partire da Android Marshmallow 6.0 in avanti.

Sul posteriore c’è comunque una ampia e luminosa lente f/2 che equipaggia il sensore da 12,3 megapixel della fotocamera principale: la messa a fuoco è effettuata tramite lo stesso sistema laser che abbiamo già visto a bordo di LG G3 e G4, e anche il doppio flash LED non è una novità particolare in questo senso. La scelta di LG e Google, in questo caso, è comunque alternativa alla moda dei megapixel a ogni costo: il sensore è formato da un reticolo di pixel dalla diagonale maggiorata, 1,55 nanometri, e ciò permette sulla carta di migliorare la resa soprattutto in condizioni di luce difficile.

Sul posteriore c’è anche il lettore delle impronte digitali: di forma circolare, ricorda molto quello visto su altri smartphone Android, ma è realizzato in policarbonato e non in vetro zaffiro come su altri terminali di fascia alta. Molto efficace in ogni caso il suo funzionamento: non ci sono indicazioni precise sui tempi di reazione, ma sono eccellenti segno che Google deve aver adottato una tecnologia simile a quella di Huawei per il suo nuovo Android.

Sul fondo dell’unità trovano spazio il connettore USB Type-C, il jack audio per gli auricolari e il microfono principale, mentre il microfono secondario si trova nella parte alta dell’unità tutto da solo. Sulla destra abbiamo il pulsante di accensione/standby e il bilanciere audio, mentre sulla sinistra c’è il vassoio per la nano-SIM. Come di consueto per i Nexus, niente vano per espandere la memoria tramite microSD.

Frontale piatto e pulito per il Nexus 5X: due griglie nascondono in alto e in basso rispettivamente la capsula auricolare e l’altoparlante di sistema (che è mono), e poi si intravedono nel frontale scuro anche la fotocamera anteriore da 5 megapixel (1,4 nanometri la diagonale dei pixel, nessun flash LED), i sensori di luminosità e prossimità oltre a un LED di notifica multicolore. Non ci sono tasti fisici, come ormai da un po’ sui Nexus: tutto è delegato al software, e in questo caso è stato fatto un buon lavoro per ridurre in modo significativo la misura delle cornici attorno allo schermo (senza comunque fare poi dei miracoli).

Le misure complessive sono di 147,0×72,6 millimetri per la superficie frontale e 7,9mm di spessore: considerato lo schermo da 5,2 pollici tutto sommato sono misure interessanti, anche a fronte di un peso di 136 grammi che è comunque ben equilibrato ed è legato principalmente alla batteria integrata non removibile da 2.700mAh.

Come era accaduto al Nexus 5, anche questo Nexus 5X mostra degli elementi in comune all’attuale ammiraglia di casa LG: il G4. Il processore montato all’interno del terminale è lo stesso, il sempre sorprendente Snapdragon 808, che con i suoi sei core è capace di garantire ottime prestazioni grazie anche a 2GB di RAM LPDRR3 e alla GPU Adreno 418. Lo Snapdragon 808 è un prodotto molto ben riuscito: Qualcomm ha saputo sfruttare bene il processo costruttivo a 20nm, e questo SoC non soffre di alcun limite come invece accaduto ad altre soluzioni di fascia alta lanciate nel 2015.

Se tuttavia si commettesse l’errore di ritenere il Nexus 5X un clone del G4 si farebbe torto al lavoro svolto dalle due aziende: ci sono differenze tecniche ed estetiche notevoli tra i due, a partire dalla costruzione (intesa come materiali ed estetica) fino al modo in cui viene gestita la fotocamera e in generale tutto l’hardware. Lo schermo, tanto per fare un esempio significativo, è un IPS con risoluzione FullHD (1080p) ed è protetto da un vetro Gorilla Glass 3: niente curvatura, niente bordi arrotondati, niente risoluzione UHD che probabilmente non avrebbe apportato alcun miglioramento significativo. Ottimo il trattamento oleofobico applicato.

Sul piano tecnico non manca nulla, fatta eccezione per il vano di espansione della memoria storage: LTE Cat.6 con il supporto a un gran numero di bande (fino a 300mbps in download) che rende di fatto il Nexus 5X un vero world-phone, Bluetooth 4.2, NFC, GPS con GLONASS, WiFi dual-band (2,4 e 5GHz) compatibile con i protocolli 802.11 a/b/g/n/ac. A ben guardare l’unico punto debole che possiamo individuare a bordo è il connettore Type-C montato: ma si tratta più di una responsabilità dei produttori di PC che hanno mostrato una certa lentezza ad adottare questo standard più che di un vero difetto del Nexus.

Se dunque l’hardware non fa rinunce significative, va segnalato che invece ci sono dei compromessi per quanto riguarda i materiali con cui è costruita la scocca: il policarbonato sta sparendo anche dalla fascia media del mercato, e sebbene l’assemblaggio sia più che buono la sensazione che si ottiene impugnando il Nexus 5X non è la stessa di altri terminali anche dal costo inferiore.

Bene invece le prestazioni della batteria: è solo da 2.700mAh, sotto la soglia psicologica dei tremila, ma tiene in funzione il Nexus molto più a lungo del suo predecessore.

Come era già accaduto quando avevamo parlato del Lumia 950, anche per il Nexus 5X il nodo cruciale per svelarne le qualità è il sistema operativo: i Nexus sono i primi terminali a ricevere gli aggiornamenti Android, come è ovvio visto che offrono l’esperienza utente così come l’ha pensata Google, e in questo caso il terminale in questione ha visto il debutto di Android Marshmallow 6.0 sul mercato.

Sul piano estetico non ci sono stati cambiamenti così evidenti rispetto a Lollipop: ci sono delle modifiche per quanto riguarda la visualizzazione della percentuale della batteria, alcune font, la grandezza dei caratteri sullo schermo e la distribuzione delle voci nei menu delle impostazioni, ma niente di quello che fa Marshmallow lascerà spiazzato chi proviene da una versione precedente del sistema operativo. Quello che è cambiato in modo significativo è l’architettura stessa del sistema operativo: ora Android gestisce molto meglio i permessi che le app richiedono per accedere ai dati e alle diverse parti del terminale, consentendo all’utente di effettuare scelte maggiormente consapevoli e al contempo di ottimizzare i consumi.

Soprattutto su quest’ultimo punto è stato fatto un lavoro di sviluppo importante: l’autonomia è cresciuta in modo significativo e il Nexus 5X garantisce ottimi tempi di standby e buona autonomia di conversazione, con un po’ di attenzione un giorno e mezzo di autonomia non dovrebbe costituire un ostacolo insormontabile. Le prestazioni dello Snapdragon 808 rendono il terminale sempre molto scattante e fluido, che si navighi o che si giochi, e la qualità del segnale LTE appare adeguata in tutte le situazioni. Chrome e Gmail ovviamente sono le app predefinite per fruire dei contenuti su Internet e funzionano alla grande su questo terminale.

Passiamo dunque a discutere la funzione principale, il vero fiore all’occhiello di questo smartphone, ovvero la fotocamera posteriore: proprio come avvenuto per il G3 e il G4, anche in questo caso LG ha allestito un connubio tra sensore e lente davvero azzeccato, e 12 megapixel non fanno affatto rimpiangere alcunché quando si parla di qualità dello scatto o dei video girati. Il Nexus 5X si piazza tranquillamente tra i primi tre smartphone della sua generazione per quanto riguarda il comparto fotografico: il passo in avanti rispetto al predecessore è palese, con foto molto buone (ma niente RAW) e video fino alla risoluzione 4K che non mostrano particolari debolezze. Bene anche alla sera, con la messa a fuoco che non tradisce e scatti e girato all’altezza delle aspettative. Unico punto debole, per la fotocamera, lo sfocato in macro che non è bellissimo.

Bene il multimediale: altoparlante di sistema abbastanza potente e con un bilanciamento adeguato. Lo schermo poi è luminoso e con un ottimo angolo di visione, colori equilibrati. Giocando i tempi di caricamento sono adeguati, lo Snapdragon 808 non carica veloce come Apple A9 e Samsung Exynos 7420, ma le performance sono comunque interessanti e non ci sono problemi di sorta anche negli scenari complessi.

Lettore di impronte digitali molto preciso e rapido: sicuramente c’è lo zampino di Huawei, che ha collaborato alla definizione delle specifiche software delle API ufficiali di Android 6.0, e il risultato è ottimo.

Google e LG hanno portato a compimento un’operazione complessa: hanno preso uno smartphone di buon successo, il Nexus 5, e hanno provato a creare un diretto successore che non facesse rimpiangere il predecessore. Questo significava superare i due limiti principali del Nexus 5: la batteria non irresistibile, e la fotocamera non eccezionale. Entrambe le debolezze sono state cancellate, ma il progetto sebbene maturo e ben realizzato sente un po’ il peso degli anni: nel frattempo gli smartphone di questa fascia di mercato sono quasi tutti dotati di corpo in metallo e vetro curvo, e la costruzione in policarbonato del Nexus 5X così squadrata non regala quella sensazione di lusso che si sperimenta altrove.

Chi è in cerca del Nexus, però, probabilmente guarda alla sostanza più che all’aspetto: da questo punto di vista lo Snapdragon 808 montato è forse il SoC meglio riuscito del 2015 in casa Qualcomm, e questo esa-core non fa rimpiangere affatto la mancanza di due unità elaborative rispetto ad altri prodotti tanto discussi. La fotocamera come detto è molto buona, anche per i video 4K, e lo stesso vale per la batteria. Se a ciò si aggiunge Android 6.0 non è azzardato affermare che dal punto di vista della sostanza ce n’è abbastanza per soddisfare chiunque.

Quello che manca, o che forse non è stato aggiunto è meglio dire, sono le personalizzazioni che le varie case adottano sul proprio Android: si sperimenta una versione "pura” del sistema operativo sui Nexus, e su questo 5X in particolare il risultato è accettabile sebbene non sia irresistibile. A volte farebbe piacere vedere qualche accorgimento in più per rendere più comodo l’utilizzo di uno schermo da 5,2 pollici, visto che le misure del terminale non sono magrissime, ma niente che non possa semplicemente essere trascurato a fronte di velocità e reattività dell’interfaccia e aggiornamenti frequenti.

Il prezzo è la vera incognita: è sceso in modo significativo dal suo esordio, quando era davvero eccessivo rispetto a quanto offriva (479 euro per la versione 16GB, 529 per quella 32GB che consigliamo), e ora si trova in offerta dai 300 ai 350 euro a seconda del taglio di memoria scelto. A questa cifra è un prodotto interessante: nella confezione mancano gli auricolari, ma la fotocamera da sola lo piazza tra gli smartphone migliori della sua categoria. Se poi siete Nexus-dipendenti, questa è la via più economica in circolazione per godere del massimo rapporto prezzo-prestazioni con una versione aggiornatissima di Android e hardware moderno.

Dati tecnici

Accessori
Tipo di sim card supportata Nano
Supporta On the GO per le periferiche USB
accessori per i wearable
Supporta e-sim
Supporta dual sim
Batteria
Velocità di ricarica in milliAmpere per ora (mAh) 2700
tipo di batteria Li-ion
Ricarica rapida
Ricarica wireless
Memoria
RAM 2 GB
Memoria interna 16 GB
Memoria esterna
Navigazione
GPS
Sistemi GPS supportati Glonass
Processore
Chipset Qualcomm MSM8992 (6 core)
Processore Snapdragon 808
Rete mobile
Reti supportate EDGE,UMTS,HSUPA,GPRS
Schermo
Diagonale 5,2"
Sistema operativo
Sistema Operativo Android 6.0 (Marshmallow)
Connettività
NFC
HDMI
Infrarossi
Funzioni Bluetooth A2DP
WiFi Tipo 802.11 a/b/g/n/ac
USB Proprietario
Bluetooth v4.2

Foto e video

Camera frontale
Risoluzione massima
* specifiche per sensore
Camera posteriore
Raw
Flash (cam. posteriore) Doppio LED
Risoluzione massima
Frame rate (fps) , cam. posteriore 30
Risoluzione massima foto
Risoluzione massima video
* specifiche per sensore

Multimedia

Audio
DTS
aptX - presenza della tecnologia qualcomm per il BT wireless low latency
Dolby Atmos
Hi-Res Audio
Audio Stereo
Low Latency Audio
DAC Audio dedicato

Sensori

Biometria
Sblocco con riconoscimento facciale
Impronta digitale
Sensore impronta sotto il display
Riconoscimento iride
Fisici
Bussola
Barometro
Giroscopio
Accelerometro
Prossimità/Luminosità

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