Un prodotto di fascia media, che conferma quanto di buono avevamo visto nel 2015. Materiali migliori, hardware superiore. Aumenta, di poco, il prezzo.

Lo scorso anno vi avevamo parlato dell’Honor 4X come un prodotto di fascia media dal rapporto prezzo/prestazioni molto interessante: avevamo alcune perplessità rispetto ad alcuni particolari, soprattutto estetici, riguardo il phablet dell’azienda cinese che altro non è che una costola di Huawei. A Pechino devono averci pensato su, e hanno messo assieme un nuovo Honor 5X che di fatto supera in tutto il suo predecessore: in tutti i reparti c’è stato un miglioramento, ma procediamo per ordine.

Confezione di color turchese come da tradizione per Honor: al suo interno la documentazione di base sulla garanzia, il caricabatterie da 1A e un cavo USB-microUSB. Come di consueto mancano le cuffie nella confezione di test consegnata ai giornalisti, ma dovrebbero esserci nella scatola finale in vendita.

Tre colori quest’anno per Honor 5X: c’è una versione tutta color oro, una color argento con frontale bianco, e una color grigio scuro (antracite?) con frontale nero. Tutte le varianti sono dual-SIM.
Rispetto a quanto avevamo visto lo scorso anno, Honor 5X fa enormi passi in avanti con il design: alcuni particolari ricordano il già recensito Honor 7, altri scelte stilistiche viste a bordo di alcuni prodotti Huawei, ma è soprattutto la decisione di adottare una lega metallica per il corpo del prodotto a fare la differenza. Rispetto al prodotto 2015, questo è decisamente più appagante sotto il profilo estetico con una finitura spazzolata che ricorda l’alluminio, e anche impugnandolo la sensazione che si prova è quella di un device di fascia superiore.

Anche le misure calano leggermente rispetto allo scorso anno, anche se occorre ricordarsi che parliamo comunque di un device da 5,5 pollici: 151,3×76,3 la superficie frontale, 8,15 millimetri lo spessore, quanto basta per garantire comunque una buona ergonomia vista la diagonale dello schermo. Il corpo ha comunque una forma piuttosto regolare e tradizionale, con cornici dello schermo di spessore ridotto anche non sottilissime e nessun pulsante hardware per l’interfaccia sul frontale.

Piuttosto standard anche la disposizione degli elementi I/O sulla scocca, ma c’è una differenza sostanziale rispetto al 4X: innanzi tutto la batteria è integrata, e la scocca posteriore non è rimovibile, dunque il corpo risulta più solido e l’assemblaggio delle parti pare ottimo visto che non abbiamo sentito scricchiolii di sorta. Sulla parte alta c’è un connettore jack da 3,5mm per l’audio, sulla parte bassa due griglie nascondono sotto di esse l’altoparlante di sistema e il microfono principale, circondando il connettore micro-USB per la ricarica.

I pulsanti di accensione/standby e il bilanciere del volume sono sul lato destro, mentre sul lato sinistro ci sono due vassoi da estrarre per le SIM e la microSD. Questo è uno dei particolari più interessanti dell’Honor 5X: è un dispositivo dual-SIM che consente di montare anche, contemporaneamente, anche una memoria microSD per espandere lo storage integrato (che è comunque in un rispettabile taglio da 16GB): non sono molti gli smartphone con questa feature in circolazione, e il risultato è la garanzia di estrema flessibilità per l’impiego del phablet.

Il frontale è sgombro, fatta eccezione per la fotocamera frontale da 5 megapixel (e non mancano sensori di luminosità e prossimità pressoché invisibili sul frontale nero dell’esemplare in prova). Sul posteriore ci sono altre due importanti novità dell’Honor 5X: una fotocamera da 13 megapixel con flash LED, priva di stabilizzazione ottica, e un ottimo lettore di impronte digitali appena più sotto che completa la dotazione tecnica del 5X.

Non abbiamo riferito la capacità della batteria e il peso: 158 grammi di peso non sono male, considerato il materiale impiegato per la scocca, le misure e l’accumulatore integrato da 3.000mAh.
Per l’hardware che non si vede, quello che c’è sotto il cofano, Honor ha scelto di puntare su un processore Qualcomm Snapdragon 616 (octa-core Cortex-A53), abbinato a una GPU Adreno 405 e 2GB di RAM. Esiste anche una versione con 3GB di RAM, ma è il modello venduto in Cina e non è adatto alle reti europee. La decisione di rinunciare a un processore Kirin di HiSilicon, quindi rinunciare a una CPU di casa, è in contro-tendenza rispetto alle scelte fatte per la maggior parte dei prodotti venduti con il marchio Huawei.

Naturalmente lo Snapdragon supporta la connettività LTE in categoria 4, quindi fino a 150 megabit in download (5 bande supportate): buona la qualità della doppia antenna integrata nel corpo, che garantisce anche il funzionamento del WiFi 802.11 b/g/n (solo a 2,4GHz) e del Bluetooth 4.1. La gestione delle due SIM può essere effettuata a caldo, selezionando in ogni momento quale delle due utilizzare per chiamare, mandare SMS o navigare. C’è ovviamente anche il GPS con ricezione del segnale Glonass.

Buone novità per lo schermo: a laminazione completa, per una migliore resa cromatica e per ridurre i riflessi,quest’anno raggiunge la risoluzione FullHD e l’angolo di visione è molto buono anche se non parliamo di un AMOLED. Nonostante la risoluzione aumentata non ci pare ci sia stata una crescita significativa dei consumi, e in più dalla confezione il terminale esce con già una pellicola plastica applicata per proteggere il vetro anteriore (che è comunque un Gorilla Glass) dai graffi: la pellicola non gode di un trattamento oleofobico di grido, quindi mantiene le ditate, ma è un di più che non guasta.
Non è ancora arrivato Marshmallow su Honor 5X, anche se lo farà visto che Huawei ha avviato un programma beta allo scopo, ma c’è comunque Android 5.1.1 con EMUI 3.1 come interfaccia: l’impostazione non è diversa da quella di ogni altra EMUI che abbiamo visto fino a oggi, con le icone di tutte le app in bella mostra sulle varie home, combinate con widget e tutto quanto si è soliti inserire nell’interfaccia di Android. La potenza dello Snapdragon 616 è adeguata a far girare fluida l’EMUI anche in risoluzione FullHD. Da lodare la gestione della doppia SIM, intelligente e semplice da usare (ricorda anche se un numero è stato chiamato con una scheda o con l’altra).

Quello che colpisce però più di tutto in questo caso è la personalizzazione adottata soprattutto per quanto riguarda la gestione del lettore di impronte digitali: a oggi è il telefono con a bordo EMUI che sfrutta al massimo in termini di gesture questo tipo di sensore, con la possibilità di tornare alla home, richiamare il menu a tendina dei quick-toggle, richiamare il multitasking, tornare alla schermata precedente, rispondere al telefono e altro ancora. C’è più di quanto si trovi anche su altri apparecchi di fascia alta, e Honor spende bene queste qualità per differenziare i prodotti.

Tutto quanto occorre è già a bordo, comprese le app del pacchetto Google (Chrome, Gmail ecc) e un browser e un client di posta di sistema. Funzionano tutte abbastanza bene, ma vi consigliamo di optare per le app Google in previsione dell’aggiornamento ad Android 6 che privilegerà Chrome e compagnia. Le prestazioni nel corso della navigazione sono adeguate per la fascia media del mercato: rendering efficace delle pagine, ma con qualche secondo di attesa sulle pagine più complesse, ma la risoluzione 1080p aiuta a rendere leggibile il testo. Stesso discorso vale per Gmail, che si mantiene fluido e mostra al meglio anche l’email in formato HTML.

Parte telefonica affidabile, buona ricezione su entrambe le SIM e audio in capsula impeccabile. L’altoparlante di sistema si comporta piuttosto bene anche in chiamata vivavoce, con un volume complessivo buono: gli mancano i toni medi, ma è un dettaglio che si nota più quando si ascolta la musica che nel corso delle telefonate.

Passando al multimediale, visto che ci siamo, possiamo dire che lo Snapdragon 616 arriva tranquillamente a riprodurre video 4K se non sono troppo complessi, si muove agilmente su 2K e 1080p a dimostrazione di un equilibrio complessivo buono. Giocare con il nuovo Honor 5X ci ha soddisfatto, nonostante l’aumento della risoluzione dello schermo: tempi di caricamento nella media, e lo stesso vale per la fluidità nel corso delle nostre prove.

La fotocamera posteriore: il software lo conosciamo, è identico a quello che abbiamo già visto in circolazione su molti altri Honor e Huawei, comprende anche un filtro “Yummy” per migliorare la resa del cibo fotografato con toni più caldi negli scatti. La resa del sensore, che ripetiamo non è stabilizzato e arriva a risoluzione massima 1080p per i video, di giorno è superiore alla media della categoria di prezzo: c’è un po’ di rumore di fondo che rimane comunque sotto controllo, e le riprese in macro e l’incarnato sono accettabili. Alla sera invece si vede qualche limite in più, soprattutto per quanto attiene la gamma dinamica, e il rumore può diventare fastidioso e rovinare i dettagli dello scatto. Discorso analogo per i video.

Esattamente come lo scorso anno, anche l’Honor 5X è un campione per quanto riguarda l’autonomia. Due SIM montate, chiamate, navigazione, GPS, schermo acceso per ore e nessun problema ad arrivare a sera: in certi casi ci è capitato di riuscire a superare le 36 ore senza una ricarica, segno che quando vuole l’azienda cinese è in grado di sfruttare al meglio anche solo 3.000mAh stivati nell’accumulatore. Manca il Quick-Charge, sarebbe stato la ciliegina sulla torta, c’è la modalità di risparmio energetica ultra.
Quando abbiamo avuto modo di parlare con i dirigenti Honor, in occasione del lancio del 5X, ci è stato fatto capire che questo smartphone è una aggiunta al catalogo dell’azienda e non rimpiazza il 4X. È una affermazione che, alla luce dei fatti, è comprensibile: rispetto al prodotto dello scorso anno è stato migliorato ogni singolo comparto, assicurando novità sostanziali per l’hardware senza che questo andasse a inficiare la resa in termini di autonomia che nel 2015 ci aveva molto ben impressionato.

Anche quest’anno l’equilibrio è una virtù importante per Honor: rispetto al 4X sono anche state eliminate le principali debolezze che avevamo rilevato, ovvero la finitura del posteriore e la qualità del trattamento oleofobico dello schermo. I tecnici hanno fatto davvero i compiti a casa, e hanno tirato fuori un prodotto molto interessante per ciò che riguarda prestazioni e materiali.

Tutto questo ha un prezzo, tuttavia, e in questo caso significa che il prezzo di listino sale: quello ufficiale per l’Italia, IVA e imposte comprese, è di 249 euro, ovvero 50 più dello scorso anno, ma è facile riuscire a ottenere lo smartphone a meno attraverso le vendite flash su Vmall o cercandolo su Amazon. In ogni caso si tratta di un prodotto valido in questa fascia di prezzo, anche grazie alla scelta piuttosto rara di consentire di montare 2 SIM in contemporanea a una microSD: non sono molti i terminali con questa caratteristica, un fattore da non sottovalutare.

A conti fatti, l’Honor 5X è un terminale che ci ha molto ben impressionato: non ha la potenza o la fotocamera dell’Honor 7, non ha le finiture o lo schermo del Mate S, ma per la cifra richiesta ci pare un ottimo prodotto di fascia media. Honor (ovvero Huawei) è riuscita a fare ancora meno compromessi che sul 4X e ha tirato fuori un phablet molto valido: ribadiamo quanto detto lo scorso anno, se avete un budget che si aggira su queste cifre e pensate a un dual-SIM con schermo da 5,5 pollici, l’Honor 5X è senz’altro da tenere d’occhio.

Dati tecnici

Accessori
Supporta On the GO per le periferiche USB
Supporta e-sim
Supporta dual sim
Batteria
Capacità (mAh) 3000
Tipo di batteria Li-ion integrata
Ricarica rapida
Ricarica wireless
Memoria
RAM 2 GB
Memoria interna 16 GB
Navigazione
GPS
Sistemi GPS supportati Glonass
Processore
Chipset Qualcomm Snapdragon 616 (8 core)
Processore Cortex A53
Rete mobile
Reti supportate EDGE,UMTS,HSUPA
Schermo
Schermo pieghevole
Diagonale 5,5"
Sistema operativo
Sistema Operativo Android 5.1.1 (Lollipop)
Connettività
NFC
HDMI
Infrarossi
WiFi WiFi 4
USB Micro USB v2.0
Bluetooth v4.1

Foto e video

Camera frontale
Risoluzione massima
* specifiche per sensore
Camera posteriore
Raw
Flash LED Flash
Risoluzione massima
Frame rate (fps) 30
Massima risoluzione video 1080p
* specifiche per sensore

Multimedia

Audio
DTS
aptX - presenza della tecnologia qualcomm per il BT wireless low latency
Dolby Atmos
Hi-Res Audio
Audio Stereo
Low Latency Audio
DAC Audio dedicato

Sensori

Biometria
Sblocco con riconoscimento facciale
Impronta digitale
Sensore impronta sotto il display
Riconoscimento iride
Fisici
Bussola
Barometro
Giroscopio
Accelerometro
Prossimità/Luminosità

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