Secondo quanto riferito, Xiaomi sta pianificando di acquistare processori mobili per i suoi smartphone da MediaTek, poiché Qualcomm sta patendo la carenza di chipset 5G che sta attanagliando il mercato dei semiconduttori. In parole povere: al colosso cinese servono nuovi SoC 5G: se non può reperirli dal chipmaker americano in quanto si trova in alto mare per via della crisi globale, allora andrà dalla rivale taiwanese per l’approvvigionamento dei suoi dispositivi.

Xiaomi si rivolge a MediaTek per i SoC

Secondo un rapporto di UDN, Qualcomm sta affrontando dei problemi poiché la sua capacità di fonderia è molto ridotta al momento. Allo stesso modo, anche Samsung deve affrontare ulteriori ritardi nella produzione poiché il suo stabilimento di Austin deve ancora riprendere il ritmo di produzione originario, ridotto a causa dell’ondata di grande freddo che vi è stata in America recentemente. In altre parole, c’è un’interruzione nella catena di fornitura per i processori mobili 5G, con tempi di consegna che sono slittati ad oltre 30 settimane per Xiaomi, OPPO e altre società.

Pertanto, sembra che il gigante tecnologico cinese si sia rivolto a MediaTek per chiedere aiuto; pare che l’azienda miri a ridurre la percentuale di chip Qualcomm dall’80% al 55%. L’abbassamento dell’ordine di CPU americane per gli smartphone dell’azienda verrà trasferito a MediaTek. A causa dell’afflusso di nuovi ordini, il fatturato dei produttori di chip dovrebbe salire a un nuovo massimo di 100 miliardi di Yuan (circa 15,3 miliardi di dollari USA), il che porterebbe anche a un aumento del prezzo delle sue azioni.

In precedenza, Qualcomm aveva annunciato che la carenza di chip nel settore continuerà almeno fino alla fine di quest’anno, con l’attuale situazione causata da uno squilibrio tra domanda e offerta. Per chi non lo sapesse, l’industria globale dei semiconduttori sta soffrendo una grave crisi con diverse industrie che sono interessate dal problema dell’offerta: questo include mercati come quello dell’automotive, dei PC, dei telefoni e molti altri ancora.

Fonte:Money