Nella cronaca, giorno dopo giorno, sono sempre di più gli episodi di violenza commessi da giovani e giovanissimi contro i propri coetanei.
Quella dei giovani da 10 a 18 anni, è inoltre una delle fasce d’età con la più altra concentrazione di cellulari, logico quindi aspettarsi che in molti di questi tristi episodi, le violenze vengano riprese e salvate sugli apparecchi.
Tutto questo non basta però a spiegare, secondo noi, tutte le recenti dichiarazioni contro i telefoni cellulari e i numerosi appelli affinché vengano ritirati dalle scuole.
Quasi che, togliendo i telefonini ai ‘cattivi’, questi smettano di commettere violenze.
Il punto infatti non è ammettere o meno i cellulari a scuola, dopotutto spesso vengono tenuti accesi durante le lezioni, sono una potente fonte di distrazione per gli studenti, possono aiutare a copiare e quant’altro; ma demonizzare quello che è e rimane un semplice dispositivo elettronico senza andare a scavare più a fondo su quali siano le possibili cause dell’aumento degli episodi di violenza, specchio di un vero e proprio disagio sociale nei giovanissimi e non solo la conseguenza della diffusione di un elettrodomestico, è e rimane un grosso errore.